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12 maggio Giornata Mondiale dell’Infermiere

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Post di Gaetano Lanza.

 

12 maggio 1820, nasce a Firenze Florence Nightingale, universalmente riconosciuta come la fondatrice delle Scienze Infermieristiche moderne.

Chi era  Florence Nightingale ? Perché era soprannominata anche “the lady with lamp”?

Perché si aggirava di notte con la lampada tra i soldati feriti della Guerra di Crimea per soccorrerli. Ci viene la pelle d’oca. Florence fu anche una scrittrice prolifica. Si batté per i diritti umani e delle donne in particolare. Tracciò le linee su cui oggi si basa la moderna scienza infermieristica. Orgoglio britannico e un po’ anche toscano, vista la città che le diede le origini e il nome che risuonava ogni volta che un soldato ferito la chiamava al suo fianco e lei correva.

12 maggio, Giornata Mondiale dell’Infermiere, in suo onore.

Anche quest’anno si è tenuta. Ci sembra questo un giusto e minimo riconoscimento alle tante e ai tanti Nightingale che di notte accendono le lampadine o le torce nelle nostre corsie o nei pronti soccorsi o nelle case della gente per essere al fianco dei soldati di una Guerra di Crimea che non è mai finita e mai finirà, iniziata da sempre, da quando un infermiere soccorre un malato.

Da venticinque anni, a partire dal 1992, la Federazione nazionale Collegi Ipasvi sostiene la Giornata internazionale dell’Infermiere, tenutasi anche quest’anno.

In molti, troppi posti si è tenuta in sordina o è quasi passata inosservata. Vogliamo invece renderle l’omaggio che merita. Siamo e rimarremo al fianco delle infermiere e degli infermieri. Senza il loro supporto, la loro professionalità, il loro impegno, la loro abnegazione, la loro solidarietà e alleanza con i pazienti e le famiglie saremmo noi medici inermi e impotenti. Sottoscriviamo i loro slogan e manifesti che ribadiscono tutti la scelta di stare “dalla parte del cittadino”, dalla parte di chi ha bisogno.

Ci sono ruoli nuovi e sempre più impegnativi che li aspettano, che ci aspettano. La nuova legge 24/2017 sulla responsabilità professionale riguarda anche loro. Le porte dei tribunali sono aperte anche per loro.

Noi vogliamo aprire con loro e per loro invece le porte dei convegni, delle concertazioni, del confronto con le istituzioni, ma soprattutto le porte delle corsie, delle sale operatorie, dei punti e centri di soccorso, dei luoghi di cura e riabilitazione, delle case. Ovunque c’è bisogno di salute, lì c’è un infermiere, anche se manca il medico. L’infermiere di famiglia sta diventando una realtà sempre più presente e concreta nel nostro Paese. C’è un’assistenza sempre più attiva e più professionale nelle cronicità e per la non autosufficienza. Una recente ricerca del Censis riporta che l’84,7% dei cittadini italiani dichiara di fidarsi degli infermieri, che ad avere più fiducia sono gli ultrasessantacinquenni (90,1%), le persone che vivono sole (89%), le famiglie con ultrasettantenni (84,7%), le famiglie con minori (82%). C’è un universo di fragilità umane che si fida e si affida agli infermieri nei luoghi di cura ma soprattutto fuori dell’ospedale, dove non sempre il medico può essere presente, ma l’infermiere invece sì, è presente, per un’assistenza sempre più di alta qualità. Questo Florence, ci piace chiamarla così, lo sapeva. Questo Florence ce lo insegnerà sempre.

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