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Aumentano i posti a Medicina ed e’ polemica

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Post di Gaetano Lanza

Non potevamo non occuparci della notizia. Aumentano i posti disponibili per l’accesso che rimane programmato nazionale alla laurea in Medicina e Chirurgia e a quella in Odontoiatria. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti ha firmato ieri (28 giugno) i decreti che stabiliscono i posti per l’anno accademico 2019/2020. Quelli per Medicina e Chirurgia saranno 11.568 (erano 9.779 lo scorso anno, quindi 1.789 -18%- in piú) e quelli per Odontoiatria saranno 1.133 (erano 1.096). Il decreto passa ora al Ministero della Salute, per essere controfirmato. Certo non é tanto, ma non é neanche poco.
“Su Medicina e Odontoiatria questo Governo sta mantenendo le promesse fatte, portando avanti un’azione strategica, sia nell’interesse dei nostri giovani che del Paese – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. Abbiamo aumentato i posti a disposizione degli studenti universitari e continueremo a lavorare in questa direzione. L’Italia ha bisogno di medici, dobbiamo colmare questo vuoto. Chiaramente, è importante che a questo corrisponda anche un incremento delle borse di specializzazione mediche. Ed è per questo che ci siamo mossi su questo fronte. Abbiamo aumentato le borse già a partire dallo scorso anno e anche quest’anno abbiamo incrementato le risorse di cento milioni in Legge di bilancio per finanziare nuovi contratti di formazione. Non ha alcuna utilità avere più laureati se poi non si specializzano e non possono esercitare. Inoltre, siamo impegnati insieme al Ministero della Salute, agli Atenei e alle Regioni in una riforma del modello di ammissione ai corsi. È richiesta da anni, è stata molto dibattuta e adesso vogliamo arrivare alle risposte attese”.

Tra le novità del 2019, riguardo l’iscrizione, c’è il famoso questionario di orientamento, finalizzato a capire se effettivamente il futuro candidato è dedito alla professione di medico e se le sue attitudini lo portano a studiare medicina. Il questionario sarà inserito nella documentazione disponibile al momento dell’iscrizione al test di Medicina.

Abbiamo messo in grassetto le dichiarazioni del Ministro Bussetti perché sarebbero giá una risposta alle polemiche di diversi esponenti del mondo politico-sanitario. Ad esempio, la critica di Federico Gelli (Pd), ben conosciuto per la Legge che porta il suo nome, assieme a quello di Bianco, che dichiara: “Il Ministro Bussetti non ha evidentemente chiaro un concetto fondamentale e forse è bene che qualcuno glielo spieghi rapidamente: esiste una carenza di specialisti, e mancano ora, non tra 10 anni. E’ in atto un’emergenza che necessita di risposte immediate. Abbiamo 10.000 medici bloccati dal cosiddetto imbuto formativo, impossibilitati a specializzarsi e lavorare per il SSN per la mancanza di risorse necessarie a finanziare nuove borse di studio. E, invece di dar loro risposte e nuovo ossigeno agli ospedali alle prese con un’allarmante carenza di personale, si decide di aumentare gli accessi all’Università con un conseguente aumento del numero dei medici laureati che rimarranno fermi in quel limbo. Con un atto di responsabilità e serietà, si decida piuttosto di utilizzare quelle risorse per finanziare le borse di specializzazione e quelle di Medicina generale”. Dello stesso avviso di Gelli é il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

In soccorso alle dichiarazioni del Ministro Bussetti sono sopraggiunte quelle del sottosegretario alla Salute Luca Coletto che sottolinea come “la scelta sia in linea con le richieste delle Regioni.  In questo momento di allarme per la carenza di medici specialisti, che andrà avanti per almeno altri 5 o 6 anni – dichiara Coletto – è sicuramente necessario l’aumento delle borse formative post laurea, in numero proporzionato ai laureati in Medicina. Ma è altrettanto necessario che per qualche tempo aumentino anche le matricole in Medicina, che non significa aver tolto il numero chiuso, ma vuol dire garantire per il futuro copertura certa e programmazione meno problematica della dirigenza medica all’interno degli ospedali. L’aumento dei posti a Medicina per il prossimo anno accademico – aggiunge – non è poi così importante da far pensare all’eliminazione del numero chiuso, ma, in parte, va a compensare quelli che sono gli abbandoni “fisiologici” da parte degli studenti durante il corso di studio. Anzi, il numero delle matricole è per la prima volta allineato con le necessità esposte dalle Regioni e dunque non c’è motivo di criticare l’operato del ministro Bussetti, che anzi va ringraziato insieme al ministro della Salute Grillo per la sensibilità e l’attenzione posta alla concreta soluzione del problema della mancanza dei medici rispetto al quale i precedenti governi sono stati assolutamente miopi. Stiamo lavorando a un provvedimento che possa far accedere gli specializzandi al più presto nei reparti accreditati per la specialità, la cosiddetta rete formativa individuata dal MIUR e dal Ministero della Salute. Questo Governo sta portando soluzioni a emergenze causate da anni di pessima programmazione, i cittadini presto vedranno il cambiamento”.

In un Paese come il nostro in cui certo le polemiche in genere non si fanno attendere e a volte esagerano, forse é il caso qui di astenerci dal farne. D’altronde non servono. Prendiamo atto che qualcosa si muove. Il grido d’allarme c’é. Mancano medici negli ospedali. Mancano specialisti. In particolare mancano chirurghi. In particolare mancano chirurghi vascolari. Contemporaneamente la richiesta di salute dei cittadini aumenta. E allora, non facciamo polemiche inutili. Che ognuno faccia la sua parte, anche piccola che sia. Quello che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, ad esempio é incoraggiare i giovani a diventare chirurghi vascolari. Qualcuno si chiederá come. Ad esempio facendo conoscere ai giovani laureandi il nostro mestiere ancora tutto da scoprire, ancora tutto da inventare.

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