FORGOT YOUR DETAILS?

Post di Gaetano Lanza

 

Rapporto ANAAO-ASSOMED

Interessante il rapporto ANAAO-ASSOMED pubblicato di recente, che alleghiamo, che lancia un grido d’allarme sulla carenza di specialisti che abbiamo ma che sopratutto avremo tra pochi anni e che metterá in ginocchio il nostro quarantenne SSN se non saranno presi dei provvedimenti seri.

La Legge Finanziaria 2007 e le politiche sanitarie degli ultimi decenni hanno dato come inevitabile conseguenza il mancato adeguamento degli organici ospedalieri.
Va ricordato il totale fallimento della programmazione del numero di specialisti per regione e disciplina.
Nei prossimi anni mediamente si laureeranno circa 10.000 medici ogni anno, ma il numero di contratti di formazione post laurea, che solo nel 2018 è arrivato a circa 7.000, è da tempo insufficiente a coprire la richiesta di specialisti e di percorsi formativi rispetto al numero di laureati e rispetto alle esigenze assistenziali SSN. Si è determinato un “imbuto formativo”, che nel tempo ha ingabbiato in un limbo circa 10.000 giovani medici, che aumenteranno nei prossimi 5 anni fino ad oltre 20.000 senza un forte incremento dei contratti di formazione specialistica.

Assistiamo al fenomeno di tanti giovani medici laureati destinati a ritentare l’ammissione alle scuole di specialità l’anno successivo o a emigrare, cosí regalando ad altre nazioni, in particolare Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia, l’investimento per la loro formazione scolastica ed universitaria.

Effetto pensionamenti. La messa in pensione di personale medico dalle strutture del SSN si prospetta in netto peggioramento, sia per il superamento del famoso scalone introdotto dalla riforma Fornero, e sia ora per la cosiddetta “quota 100” che prevede il pensionamento anticipato con 62 anni di età e 38 di contributi.
Attualmente i dirigenti medici escono dal sistema con una età media di 65 anni. La curva dei pensionamenti raggiungerà il suo culmine tra il 2019 e il 2022 con uscite valutabili intorno a 6000/7000 ogni anno. Siamo di fronte, infatti, ad una popolazione professionale particolarmente invecchiata per il blocco del turnover degli anni precedenti. L’emorragia di medici raggiungerà la cifra di circa 52.000 unità entro il 2025.

Incrociamo poi una previsione dei possibili pensionamenti di specialisti attivi nel SSN al 2025 con la proiezione del numero di specialisti che, a programmazione invariata, potrebbero uscire dalle scuole universitarie nei prossimi otto anni, stimando che solo il 75% degli specialisti formati scelga di lavorare per il SSN (fonte: rapporto FIASO 2018). Proiettando al 2025 il numero di specialisti che potrebbero uscire dalle scuole di specializzazione, considerato il numero totale di medici specialisti attivi nel SSN (n°=105.310) e stimando i pensionamenti dal 2018 al 2025 in 52.500 unità, il risultato finale è una carenza di circa 16.500 specialisti.
Si evince che la gran parte delle discipline andranno in carenza grave di specialisti.

Aggiungiamo pure il fenomeno delle auto dimissioni dagli incarichi ospedalieri per il peggioramento delle condizioni di lavoro, con aumento dei carichi, associato anche al mancato rispetto della normativa europea sui riposi ed alimentato da un sentimento di sfiducia e di demotivazione per cui numerosi medici specialisti lasciano gli ospedali pubblici in favore del privato o di lavori alternativi sul territorio considerati piú remunerativi. In alcune regioni circa il 10% degli specialisti ospedalieri si dimettono annualmente, in particolare di Anestesia e Rianimazione, di Ortopedia, di Pronto soccorso e di Pediatria/Neonatologia.

A questo aggiungiamo pure la carenza di vocazioni verso determinate branche specialistiche, sopratutto chirurgiche, come rilevato dal recente censimento ALS (Associazione Liberi Specializzandi), relativo ai contratti di formazione specialistica assegnati all’ottavo scaglione 2018, pubblicate lo scorso ottobre. Da tali dati risulta evidente come, al momento del censimento, dopo il primo scorrimento della graduatoria, alcune specialità chirurgiche risultino scarsamente appetibili, come ad esempio chirurgia toracica (assegnate il 15,1% delle borse), chirurgia generale (assegnato il 31%), chirurgia vascolare (assegnato il 34,4%) e ortopedia e traumatologia (assegnato il 47,2%), Anche per quanto riguarda le specialità legate all’emergenza urgenza va registrata una bassa attrattività: medicina d’urgenza riportava infatti una percentuale di assegnazione del 32,8% e anestesia e rianimazione del 40,2%. Risultavano invece da tempo saturati al 100% i posti in chirurgia plastica, dermatologia, oculistica, endocrinologia, pediatria, oftalmologia e cardiologia, discipline che aprono sbocchi di carriera anche sul territorio e nel privato, con prospettiva di maggior guadagno e di una migliore qualità di vita.

Quali rimedi sono possibili o immaginabili?

La Legge di Bilancio per il 2019 prevede la partecipazione degli specializzandi dell’ultimo anno a concorsi per dirigenti medici del SSN. Ci sembra comunque pochino obiettivamente. Sarebbe comunque auspicabile una previsione più esplicita di assunzione in servizio a tempo determinato degli specializzandi, anche prima del conseguimento del titolo. Ma, soprattutto, manca nella legge appena approvata dal Parlamento una decisa svolta nelle politiche assunzionali che superi l’anacronistico blocco introdotto con la Legge Finanziaria 2006. Anche l’incremento previsto del numero dei contratti di formazione, circa 900 a partire dal 2019, è largamente insufficiente per ridurre il deficit di specialisti che ci attende nell’immediato futuro.

Ma il dramma é anche la carenza di medici specialisti pronti sul mercato anche in presenza di uno sblocco del turnover. E’ necessario, pertanto, non solo sbloccare il turnover ma incrementare anche il finanziamento per un maggior numero di borse di studio per le scuole di specializzazione e per nuove assunzioni, considerando anche i diversi miliardi di risparmi effettuati dalle Regioni nell’ultimo decennio per le politiche di restrizione.

Per quanto attiene la formazione post laurea, oltre ad incrementare ad almeno 9500/10.000 i contratti annuali, è arrivato il momento di una riforma globale passando ad un contratto di formazione/lavoro da svolgere fin dal primo anno di specializzazione in una rete di ospedali di insegnamento in modo da mettere a disposizione degli specializzandi l’immensa casistica e il patrimonio culturale e professionale del SSN.

Occorre apportare modifiche sostanziali all’impianto legislativo del D.lgs. 368/99 in cui risulti evidente una compartecipazione equa tra Università e Ospedali del SSN nel percorso formativo e nel controllo della qualità dello stesso.

Queste sopra riportate sono le principali stime, considerazioni e ricette espresse da ANAAO-ASSOMED che ci sentiamo di sottolineare e sottoscrivere in pieno.

Post di Gaetano Lanza

Abbiamo pensato di fare gli Auguri per il nuovo Anno con questo primo Post 2019 dedicato alla Manovra Finanziaria del nostro Governo Giallo Verde.

Il 30 dicembre, in zona Cesarini, la Camera ha approvato in via definitiva, tra vestiti stracciati o gilet blu delle opposizioni, il Disegno di Legge sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.

Per il SSN vengono stanziati 114,439 miliardi di euro per il 2019, che salgono di 2 miliardi nel 2020 e di 1,5 miliardi nel 2021. Questi ultimi incrementi sono però vincolati alla firma del nuovo Patto per la Salute tra Governo e Regioni entro il 31 marzo 2019.

Estrapoliamo alcuni punti della Manovra che ci sembrano piú interessanti in materia sanitaria.

Alcuni commi abrogano la riduzione a metà dell’IRES per alcuni enti che svolgono attività sociali, culturali e attività con fini solidaristici. In particolare, si abroga l’articolo che dispone la riduzione alla metà dell’IRES (dal 24 al 12 per cento) nei confronti dei seguenti enti :

– enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza;
– istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali;
– enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione;   – ecc.

Su questo punto il premier Conte nella conferenza stampa ha poi aggiunto:Sull’Ires al non profit devo assumermi le mie responsabilità, quando si commette un errore lo si riconosce. Valuteremo come ricalibrare la misura ascoltando le istanze del Terzo settore”. Ha aggiunto poi anche: “Con la riforma per una maggiore autonomia delle Regioni lo Stato non trasferirà tutte le competenze, specie quelle che sono di sua prerogativa. Livelli essenziali dei servizi saranno garantiti a tutto il Paese, io sono garante del progetto e della coesione nazionale e sociale”. Anche il Capo dello Stato Mattarella nel suo messaggio di fine anno ha precisato la volontà di “non tassare la bontà”.

Rinnovo contrattuale 2019-2021.
Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019 – 2021, nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo.

Risorse per la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie.

Per l’attivazione di interventi volti a ridurre i tempi d’attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie viene autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per il 2019, e 100 milioni per il 2020 e 2021.
Le risorse saranno ripartite in favore delle regioni secondo modalità individuate con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato Regioni, da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del Decreto.
L’azione di monitoraggio verrà effettuata, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
Da segnalare che, anche nel Decreto Fiscalerecentemente approvato dal Parlamento, per il solo anno 2020, veniva autorizzata una spesa pari a 50 mln per le stesse finalità di riduzione dei tempi delle liste d’attesa per prestazioni sanitarie. Pertanto per l’anno 2020 risulterebbero due autorizzazioni di spesa aventi la stessa finalità in base a provvedimenti diversi, per un totale complessivo di 150 milioni di euro.

Si affida ad Agenas il compito di realizzare a supporto del Ministero della salute e delle Regioni un sistema di analisi e monitoraggio delle performance delle aziende sanitarie che segnali, in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti relativamente alle componenti economico – gestionale, organizzativa, finanziaria e contabile, clinico-assistenziale, di efficacia clinica e dei processi diagnostico – terapeutici, della qualità, sicurezza ed esito delle cure, nonché dell’equità e della trasparenza dei processi. Per lo svolgimento di queste attività è autorizzata la spesa di100.000 euro annui a decorrere dal 2019.

Misure di programmazione, di miglioramento della qualitá delle cure e dei servizi.

a)revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell’accesso alle cure;
b)rispetto degli obblighi di programmazione a livello nazionale e regionale in coerenza con il processo di riorganizzazione delle reti strutturali dell’offerta ospedaliera e dell’assistenza territoriale, con particolare riferimento alla cronicità e alle liste d’attesa;
c) valutazione dei fabbisogni del personale del SSN e riflessi sulla programmazione della formazione di base e specialistica e sulle necessità assunzionali, ricomprendendo l’aggiornamento del parametro di riferimento relativo al personale;
d) implementazione di infrastrutture e modelli organizzativi finalizzati alla realizzazione del sistema di interconnessione dei sistemi informativi del SSN che consentiranno di tracciare il percorso seguito dal paziente attraverso le strutture sanitarie e i diversi livelli assistenziali del territorio nazionale tenendo conto delle infrastrutture già disponibili nell’ambito del sistema Tessera Sanitaria e del fascicolo sanitario elettronico;
e) promozione della ricerca in ambito sanitario;
f) miglioramento dell’efficienza e dell’appropriatezza nell’uso dei fattori produttivi, e ordinata programmazione del ricorso agli erogatori privati accreditati che siano preventivamente sottoposti a controlli di esiti e di valutazione con sistema di indicatori oggettivi e misurabili;
g) valutazione del fabbisogno di interventi infrastrutturali di ammodernamento tecnologico.

Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici (900 borse in più) viene autorizzata una spesa incrementata di 22,5 milioni di euro per il 2019, di 45 milioni di euro per il 2020, di 68,4 milioni di euro per il 2021, di 91,8 milioni di euro per il 2022 e di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023.

I medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno del relativo corso sono ammessi alle procedure concorsuali in esame nella specifica disciplina bandita e collocati, nel caso di esito positivo delle procedure, in una graduatoria separata. La loro eventuale assunzione a tempo indeterminato, nel caso in cui siano risultati idonei o utilmente collocati nelle rispettive graduatorie, è comunque subordinata al conseguimento del titolo di specializzazione e all’esaurimento della graduatoria dei medici già specialisti alla data di scadenza del bando.

Cos’altro aggiungere se non …..Auguri!

Auguri a questa Finanziaria. Auguri al nostro Paese Italia.  Auguri al nostro SSN che entra nel suo 41o anno di vita. Auguri a chi lavora in Sanitá, a chi non lavora in Sanitá, a chi non lavora affatto ma cerca lavoro.

Auguri da SICVE. Auguri a SICVE. Auguri con SICVE. Auguri a chi ci legge, ma sopratutto a chi non ci legge con l’auspicio che prima o poi lo faccia.

C’é un augurio che abbiamo ricevuto da un nostro follower e che desideriamo pubblicare.

E’ tratto da un passo del Don Chisciotte di Cervantes.

A tutti quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi.
Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore.
A coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A tutti i cavalieri erranti.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.

 

 

Natale speciale

domenica, 23 dicembre 2018 by

 Post di Gaetano Lanza

Anche se non è esattamente quella che apparve in cielo quando quel Bambino nacque 2018 anni fa, quella che seguirono i Magi come segno di un evento speciale sulla Terra, quella che gli studiosi hanno dimostrato che apparve davvero in cielo quella strana Notte, mi piace pensare che anche questa di quest’anno, la 46P/Wirtanen, conserva lo stesso fascino e mistero. Il 12 dicembre, la cometa verde di Wirtanen (dal suo scopritore) ha raggiunto il perielio ossia il punto meno distante dal sole lungo il suo cammino. Il calore della nostra stella ha cosí sciolto il ghiaccio e le polveri aumentandone ancora di più la luminosità e il colore verde. Il 12 dicembre in tanti come me hanno potuto ammirare il suo bagliore diverso dalle altre stelle. Il 16 dicembre ha raggiunto nel suo cammino il punto di massima vicinanza alla Terra, ben 12 milioni di chilometri. La cometa verde é ancora visibile nel cielo notturno in queste notti.

Le comete altro non sono che innocue “palle di neve sporca”, composte da rocce mescolate a gas congelati, acqua, metano, ammoniaca e polvere. Fanno parte della cosiddetta Nube di Oort che avvolge il sistema solare e che é composta da miliardi di corpi rocciosi congelati, residui della nascita del sistema solare. Ogni tanto qualche roccia si stacca dalla nube e si avvicina al nostro sistema entrando in orbita ellittica (quindi continua) o aperta (quindi solitaria) col sole. Le comete sono tra i corpi celesti più affascinanti, grazie alla loro lunga coda luminosa, che altro non é che la scia del materiale che evapora col caldo della stella al centro del sistema. Grazie alla loro coda e al fatto che si presentano (o si ripresentano) a noi in cielo, hanno da sempre affascinato o intimorito l’uomo. Secondo antiche credenze popolari, una cometa é portatrice di evento negativo (sventura, peste, guerra, morte) o positivo (benessere, fortuna, vita). Per i Magi, che erano astronomi e astrologi in quel tempo, quella cometa era portatrice di un evento positivo, anzi speciale sulla Terra. Scoprirono su indicazione di quella cometa che l’evento speciale preparato da tempo altro non era che la nascita di un Bambino in una grotta di poveri pastori. Era quello l’evento speciale che Dio Universo quella notte regalava all’umanitá. Non nello sfarzo, ma nella semplicita’ e umilta’. Il Disegno Divino non poteva essere migliore.

Sono piú di duemila anni che abito nel castello di Erode. Cambio nome ogni generazione. Ho imparato l’arte del guarire. Non sono un filantropo, anche se  vorrei esserlo. Mi pagano per guarire la gente e spesso non ci riesco. Ma mi sta bene perché conduco una vita agiata assieme alla mia famiglia alla quale non faccio mancare nulla. Fuori dal castello c’é molta gente che stenta a vivere. Mi ritengo un uomo fortunato. Mi piacciono molto oltre alla medicina o arte del guarire anche le lettere, la filosofia, la fisica  e appunto l’astronomia che seguo nei secoli. Anche questa volta, come succede ogni tanto, si é accesa in cielo quella cometa alla quale quest’anno gli astronomi danno il nome di Wirtanen (dal suo scopritore). E’ buio sulla terra ma c’é tanta luce nel cielo stracolmo di stelle. Anche questa notte, che chiamano Natale in onore di quel Bambino Speciale, questa notte tra 24 e 25 dicembre dell’anno 2018 secondo il calendario gregoriano, come altre notti di questi tempi al freddo, é nato un bambino che é avvolto in povere fasce nel grembo di una madre che fa parte di una compagnia di straccioni che viene da lontano in cerca di un rifugio e di fortuna.  Anche quest’anno, la notte tra 24 e 25 dicembre dell’anno 2018 secondo il calendario gregoriano per me é una notte come tante, per niente speciale perché continuo a rimanere al caldo nel castello.

Post di Gaetano Lanza

Conclusa l’8.va edizione biennale di quello che ormai é considerato uno dei pochi big events a livello planetario, come italiani possiamo essere fieri, ma devono essere fieri e noi li ringraziamo i due Chairmen Roberto Chiesa e Germano Melissano, i loro stretti collaboratori e l’intera macchina del San Raffaele.  Grazie a loro, i big della chirurgia vascolare, in particolare aortica, si sono ritrovati nella tre giorni milanese a presentare e discutere aggiornamenti e novitá, assieme anche a tanti giovani e meno giovani, italiani e stranieri, in un’aula gremita e immensa, quella voluta da Don Verzé, dove ai piedi del palco su una pietra é scolpita una croce formata dalle parole Deus, in verticale da alto,  Jesus, in orizzontale, Patients, in verticale in basso.  Come non ricordare le frasi e gli aforismi di quel Prete, che sono scolpiti tra i muri di quello che rimane sempre il Suo Ospedale ? come ad esempio: Senza la ricerca scientifica e senza la tecnologia d’avanguardia, un ospedale é ancora soltanto un lazzaretto.

I numeri del meeting la dicono tutta. Piú di mille e duecento iscritti. Piú di mille e cinquecento presenze. Tutte le industrie di settore. Oltre all’aula plena, aule di esercitazione pratica per i giovani, aule per incontri (a proposito, si é tenuto il secondo incontro di SICVE Young, dopo il primo di Napoli). La quantitá, che spesso non é sinonimo di qualitá, qui lo é stato.

Qualcuno, tra gli spazi espositivi, mi ha voluto far notare (ahilui!) che c’era piú gente qui che al Congresso SICVE. Ho risposto che il paragone non regge. Sono due pesi e due misure. L’Aortic Surgery é un big event mondiale. Quello di SICVE é un evento nazionale di una Societá nazionale, che, diciamolo pure, non é tra le piú popolose.

Per l’occasione é stato presentato il volume curato dai due chairmen dal titolo Aortic Complexities, che non puó mancare nella biblioteca di un chirurgo vascolare. Grazie anche di questo, Roberto e Germano. E grazie anche per aver coinvolto la Marfan Foundation, Associazione Pazienti.

E per dare anche una nota di colore e sapore, la serata della cena di Gala, con l’ormai immancabile Albano e l’instancabile sua ugola, un quartetto di splendide e eccellenti artiste canore e tanti tanti amici, amiche e colleghi, a tavola nella cornice natalizia e esclusiva del Four Seasons montenapoleonico.

Appuntamento, tra due rivoluzioni terrestri.

  

Primo OGM umano in Cina ?

domenica, 02 dicembre 2018 by

Post di Gaetano Lanza

La aspettavamo da tempo. La notizia é passata anche inosservata. Forse non é vera. O forse sí. Ma merita un cenno.

Sarebbero due gemelline di neanche un mese i primi esseri umani della storia nati in Cina con il Dna modificato, quindi OGM umani, grazie a una sofisticata e recentissima tecnica di ingegneria genetica, detta Crispr. Ad annunciarlo all’Associated Press è il ricercatore che ha condotto l’esperimento, il cinese dottor He Jiankui dell’Università di Shenzhen, in occasione di un Congresso a Honk Kong.

Cos’é la tecnica Crispr ? E’ una tecnica di ingegneria genetica di “taglia e cuci” per cui viene eliminato un gene malato e inserito al suo posto un gene sano.

Per saperne un pó di piú clicca su

http://www.educational.rai.it/materiali/file_lezioni/68588_636520834470490497.pdf

Il dottor He (nella foto in alto), che ha studiato anche in USA a Stanford, ha modificato il Dna di embrioni di sette coppie, togliendo dal loro Dna un gene che codifica per una proteina Ccr5 che altro non é che un recettore al quale si attacca il virus Hiv dell’Aids (a proposito, il primo dicembre si é celebrata la Giornata Mondiale per la Lotta contro l’Aids) per poter infettare le cellule immunitarie. Se manca questo recettore, il virus non puó agire. Nelle sette coppie che si sono sottoposte a trattamenti per la fertilità, il padre era positivo per l’Hiv (la madre no) e in questo modo si voleva proteggere i nascituri dall’infezione. Solo in una donna sulle sette donne sono stati trasferiti gli embrioni modificati. Il problema dell’Aids in Cina è molto grave, essendo la Cina tra i Paesi a piú alto tasso di questa malattia. Il dottor He ha dichiarato di averlo fatto a scopo umanitario e per dare un esempio, lasciando alla societá (scientifica ma anche umana) di decidere se procedere su questa strada.

A dire il vero la notizia non é sicura e non ci sono conferme sulle affermazioni del ricercatore.

E’ noto che i cinesi sono pionieri nelle tecniche di manipolazione del Dna e già nel 2015 avevano annunciato di avere modificato geneticamente embrioni umani, non adatti, però, a essere impiantati. Anche gli americani avevano poi autorizzato esperimenti del genere.

L’umanitá comunque é giunta al bivio. Deve decidere se continuare su questa strada. Gli scienziati e gli esperti di etica si dividono tra sostenitori e detrattori.

Il dilemma. E’ etico modificare il genoma umano, anche se a scopo benefico, come ha fatto (forse) il dottor He?

Certo, la strada é allettante. Si potrebbero prevenire e sconfiggere definitivamente piaghe della nostra specie. Quindi, cancro, diabete, aterosclerosi, invecchiamenti, Aids appunto. L’umanitá potrebbe giungere anche ad un passo dall’immortalitá.

Ma avremmo umani OGM. Umani prodotti di provetta e quindi tutti sani, belli, sempre giovani e senza chirurghi vascolari.

Ma non sarebbe forse anche un pó monotono?

 

 

Lo Sciopero del 23 novembre

domenica, 25 novembre 2018 by

Post di Gaetano Lanza

Venerdí 23 novembre Sciopero dei Medici. Le stime hanno dato circa 90% di adesione e blocco di circa 120.000 medici e dirigenti con stop a 40.000 interventi, con ovvia garanzia delle urgenze. La notizia é passata alquanto in sordina tra i media e quotidiani nazionali, a nostro avviso, anche se non altrettanto tra media e quotidiani in Sanitá.

I Sindacati tutti si sono mossi e sono stati ricevuti dal Ministro Grillo. Incontro anche tra Giulia Grillo e il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia che al termine dell’incontro ha detto : “gli  spiragli si sono aperti e molto probabilmente qualche novità in Legge di Bilancio potrebbe esserci”.

In un’intervista esclusiva Giulia Grillo ha annunciato: “L’incontro di oggi è stato importantissimo perché io sono assolutamente con loro in questo sciopero perché ritengo che questo sia uno strumento fondamentale per portare avanti le istanze dei diritti dei lavoratori di una classe medica e dei professionisti sanitari che negli anni è sempre stata meno considerata dai Governi che si sono succeduti. Adesso c’è un governo attentissimo. Abbiamo fatto dei passi avanti sulla questione del contratto che renderemo noti nelle prossime settimane e c’è la seria convinzione di poter accogliere le istanze che i sindacati hanno portato oggi. Credo che questo sia un risultato, che appena sarà comunicato, sarà forse la prima volta, dopo anni, in cui potremo dare una risposta concreta, in occasione dei 40 anni del SSN, per rilanciare la sanità pubblica che aiuta i più deboli e che garantisce il diritto alle cure come previsto dalla costituzione”.

Sono previste altre manifestazioni e giornate di Sciopero a dicembre, hanno dichiarato i Sindacati che hanno puntualizzato in una loro Conferenza Stampa: “Le risorse sono insufficienti e servono nuove assunzioni e per questo bisogna sbloccare il tetto di spesa. Anche perché il problema è l’imbuto delle specializzazioni. Servono nuove borse almeno altre 2000 rispetto alle 900 in più messe in Manovra. Non possiamo accettare che il finanziamento sia così scarso. E soprattutto diciamo no alla concorrenza tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Le Regioni hanno avuto le risorse e non accettiamo passi indietro anche perché serve qualcuno che si assuma la responsabilità di come finanziare ciò che è scritto nelle leggi”.

In effetti un recente rapporto OCSE dá al nostro Paese una stima tra le piú basse in Europa per spese e investimenti in Sanitá.

Rapporto OCSE

Intanto inizierà questo martedì a Firenze il tredicesimo Forum Risk Management in Sanità dove si parlerà di Finanziamento dei LEA e sostenibilità del SSN. Il tema caldo del momento verrà affrontato e discusso da molti direttori generali. Tra questi ci sará un nostro vecchio amico, Fulvio Moirano, Direttore Generale ATS Sardegna e ex  Presidente AGENAS che ha dichiarato: “la grande sfida consisterá nel dare maggiore efficienza al sistema senza ridurre i servizi che devono rispondere ai nuovi obiettivi di qualità.”

Questo nostro Governo ha creato delle attese e acceso sfide che non sappiamo se saranno onorate. Anche la Ministra Grillo ha promesso risorse aggiuntive.  D’altro canto la richiesta cresce vuoi perché cresce la vita media dei cittadini e sono in aumento le patologie croniche a maggior grado di complessitá e quindi piú costose vuoi perché aumenta il potenziale tecnologico e lievitano i costi delle procedure. In un sistema universalistico come il nostro, tra i pochi al mondo a garantire prestazioni a chiunque, probabilmente bisognerá partire proprio dal rapporto OCSE e investire maggiormente in Sanitá, ma anche, come sostiene Moirano, rendendo piú efficiente il sistema e quindi allocando meglio le risorse.

Alla fine la parola d’ordine non puó che essere l’appropriatezza della cura. E allora iniziamo a chiarire bene sopratutto chi deve essere chiamato a curare. Per quanto riguarda le malattie vascolari (che non sono poche) il chirurgo vascolare endovascolare italiano ha le carte in regola per soddisfare questa parola d’ordine, offrendo competenza, buon senso, linee guida e protocolli condivisi, ma sopratutto onesta’ e continuitá di cura.

Ma tutto questo le Istituzioni lo sanno?

 

Post di Gaetano Lanza

Oltre 800 operatori sanitari e più di 700 cittadini appartenenti a circa 300 associazioni di tutela appartenenti o afferenti a 417 strutture (Aziende Ospedaliere e Universitarie, Policlinici, IRCCS e Case di cura private accreditate). Questi sono stati i protagonisti di un recente Progetto di Ricerca “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero” effettuato da AGENAS, in collaborazione con Cittadinanzattiva e Regioni e Province Autonome. Frutto di un’attenzione particolare nei confronti di un tema sempre piú attuale quale quello dell’umanizzazione delle cure. Occasione fornita anche dal 40esimo anniversario del nostro SSN che ricorre quest’anno. La valutazione si é basata sul metodo della partecipazione e condivisione della valutazione tra operatori sanitari e cittadini utenti del SSN.

La check list del Progetto, articolata in 142 item suddivisi in 4 aree, indica come risultato di valutazione complessiva una media nazionale intorno a 7 su un valore da 1 a 10 e in particolare i risultati di punteggio sono migliori negli item relazione con il paziente, accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura. Sono invece meno buoni quelli relativi ai servizi per gli stranieri.

Riportiamo qui di seguito i risultati del Progetto e la Tabella relativa alla “pagella” riassuntiva.

Ricerca Agenas

Alcune considerazioni.

“Coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano la propria salute è una svolta che può solo migliorare il nostro SSN, che a dicembre compie 40 anni e che resta tra i migliori modelli internazionali di sanità universalistica”. Questo il commento del Ministro della Salute Giulia Grillo al Progetto.

Bevere, Direttore Agenas, ha aggiunto: «L’auspicio è che il prossimo Patto per la salute rafforzi la necessità di dotarsi di indicatori per il monitoraggio della capacità di accoglienza delle nostre strutture di cura, perché ambienti confortevoli e personale sanitario sensibile a tutte le esigenze dei malati rappresentano essi stessi straordinari strumenti terapeutici”.

Il percorso avviato grazie ad AGENAS rappresenta un esercizio in pratica di quanto stabilito già dalla legge 833 del 1978 “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale” che prevedeva oltre che il diritto alla salute di tutti i cittadini (come da Costituzione, art.32 – sembra oggi incredibile, ma prima del ’78 ció non era previsto da alcuna legge) appunto il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche del SSN, in particolare nella valutazione.

Uno spunto per noi. Potremmo avviare anche noi nel nostro piccolo una ricerca, magari un breve questionario SICVE su base volontaristica, ovviamente, da far compilare ai nostri pazienti o familiari, copiando gli item della pagella.

Tramite internet?

Sarebbe un modo intelligente, moderno e poco costoso per avvicinare la nostra SICVE ai cittadini e alle Istituzioni, proprio come indica la legge 833 di esattamente 40 anni fa. Sarebbe anche un bel modo di festeggiare il 40mo compleanno del nostro ben amato ma anche tanto discusso SSN.

Post di Gaetano Lanza

Spett.Le  Società italiana di chirurgia vascolare ed endovascolare 

all’attenzione di Prof. Andrea Stella  

Certi di fare cosa gradita, trasmettiamo l’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico scientifiche istituito presso il Ministero della Salute ai sensi dell’art. 5 della Legge 24/2017 ai fini dell’emanazione delle linee guida.  

L’elenco è stato pubblicato dal Ministero della Salute a seguito della determina del 06.11.2018 da parte della Direzione Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario Nazionale.

 L’elenco sarà aggiornato ogni due anni.

Avverso il provvedimento, eventuali società escluse possono presentare ricorso entro 60 giorni presso il TAR oppure esperire entro 120 giorni ricorso straordinario al Capo dello Stato.

 Come noto l’istituzione dell’elenco e l’individuazione dei requisiti necessari ai fini dell’iscrizione, erano stati stabiliti con Decreto attuativo del Ministero della Salute pubblicato in data 9 agosto 2017.

 Con i migliori saluti

 

Con questa lettera da parte dello Studio Legale Lerro & Associati la SICVE ha ricevuto la notifica che attendeva da fine anno scorso, da quando il Presidente Andrea Stella, dopo le modifiche necessarie di Statuto apportate a Bologna e allegando la documentazione necessaria, aveva sottomesso regolare richiesta al Ministero della Salute. Il tutto, ricordiamolo, era partito con la Legge Gelli-Bianco e con la necessitá/opportunitá di preparare nuove Linee Guida da parte delle Societá Scientifiche una volta accreditate presso il Ministero.

Questo in allegato é appunto l’Elenco Ufficiale delle Societá ora accreditate presso il Ministero, quindi idonee a proporre Linee Guida Nazionali.

Elenco Società Scientifiche

Se non abbiamo contato male sono in tutto 293. Ricordiamo che una stima un pó di tempo fa del Ministero parlava di circa 900 tra Societá Associazioni grandi e piccole. Se non altro una buona selezione é stata fatta.

Cosa fare adesso ? Senz’altro buttarsi a capo fitto sulle linee guida da preparare e presentare al Ministero o meglio all’ISS (Istituto Superiore di Sanitá) – SNLG (Sistema Nazionale Linee Guida) che preferirá (lo sappiamo giá) quelle migliori dal punto di vista metodologico (metodo Grade, documentazione provata) e quelle condivise da piú Societá/Associazioni (tra quelle elencate).

Buona lavoro quindi, SICVE !

 

Post di Gaetano Lanza

Un recente libro di Dominique Cardon dal titolo “Che cosa sognano gli algoritmi” Ed. Mondadori, é illuminante. Produciamo dati in continuazione. Anzi, «siamo» dati, così come lo è il mondo attorno a noi. Tutto ció che ci circonda é una massa enorme di numeri digitali. E la quantità di questi numeri digitali disponibili cresce a una velocità incredibile, stratosferica. Raddoppiata ogni due anni. Siamo in piena era dei cosiddetti Big Data. Nel 2013, avevano già raggiunto i 4.4 zettabyte (1 zettabyte è pari a 1 triliardo di byte), tuttavia entro il 2020 l’universo digitale – i dati che creiamo e copiamo ogni anno – raggiungerà 44 zettabyte, ovvero 44 trilioni di gigabyte. E le fonti sono i nostri dispositivi elettronici portatili (cellulari in testa) con social, APP ecc.. Questa gigantesca massa di dati (Big appunto) ha un valore enorme in ambito commerciale, come sottolinea il libro di Cardon, per cui siamo continuamente osservati ad esempio nei consumi, nelle preferenze ( i like), negli spostamenti di massa, e cosí via. Siamo tutti “sotto osservazione ed elaborazione ” da parte degli algoritmi applicati a queste masse di dati per cui Cervelloni Elettronici, i Server, i Grandi Gruppi “ci studiano” e poi ci “dettano” profili, mode, trend, spettacoli, persino il tipo di dentifricio. Questo lo permettiamo ad esempio quando acconsentiamo ai Cookies aprendo un sito web.

Il mondo sanitario non é per nulla estraneo a tutto ció. Intanto la Sanitá Elettronica che sará il futuro e in parte é giá il presente (pensate solo alle SDO) si basa proprio sui Big Data e sugli algoritmi a disposizione delle Istituzioni, dei Centri Studi, degli Osservatori Epidemiologici, delle stesse Case Farmaceutiche e cosí via.  Le discipline cosiddette “omiche”, come genomica, proteomica,  metabolomica ecc, utilizzano tecnologie di analisi di un numero sterminato di informazioni. Questa è appunto l’area del cosiddetto “data mining”, quel processo di estrazione di conoscenza da banche dati tramite algoritmi particolari capaci di individuare e rendere visibili associazioni esistenti fra diverse informazioni disponibili che restavano prima nascoste se analizzate con gli approcci tradizionali. Facciamo un esempio pratico. La ricerca di una determinata parola in una determinata zona, oppure la sua ricorrenza sui social viene già oggi utilizzata per mappare probabili focolai di influenza. Il valore di studi come questo è quello di generare un’ipotesi, poi ovviamente da dimostrare praticamente. Ma senza questo algoritmo non si fa neanche l’ipotesi. Lo stesso possiamo fare per una malattia piuttosto che un’altra o per una categoria di persone sane che fanno o dovrebbero fare un tipo di prevenzione esempio cardiovascolare e quindi medicina di precisione.  L’Intelligenza Artificiale (intesa come applicazione delle tecniche digitali e degli algoritmi) in Sanitá avrá uno sviluppo progressivo e produrrá risparmi notevoli, come mostra ad esempio il grafico pubblicato da  Frost & Sullivan 2018 qui di seguito riportato.

 

Ma siamo pronti a usare i Big Data e l’Intelligenza Artificiale, come i Robot ? O piuttosto non diventeremo loro vittime ? Questo é il vero interrogativo che dobbiamo porci e che non dovevano porsi i nostri genitori. Non dobbiamo temere. Le macchine, come i Big Data, come gli Algoritmi, come l’Intelligenza Artificiale dovranno essere al servizio della specie umana e non viceversa. Questa é la sfida che ci attende. La sfida da vincere per salvaguardare la nostra specie, per permettere il nostro “strapotere” e non quello della Macchina di Turing.

Il Congresso di Napoli

domenica, 28 ottobre 2018 by

Post di Gaetano Lanza

Ancora caldi i riflettori, cosa rimane del Congresso di Napoli?

Ognuno ha portato a casa le proprie sensazioni. Proviamo a modularne qualcuna personale, ma crediamo comune alla piú parte. La frenesia negli spazi espositivi e nelle hall, le aule piene piú del previsto, l’ottima qualitá delle relazioni, la precisione delle tempistiche e gli spazi abbondanti per le discussioni, la presenza maggioritaria dei Giovani,  i premi ai Giovani, potremmo andare avanti. Ma sopratutto Napoli. Forse mai prima d’ora il Congresso si era cosí fuso con la cittá ospite in una simbiosi cosí fantasmagorica. Per inciso, l’Assemblea sovrana ha scelto l’opzione Congresso itinerante tra le varie regioni (come e’ stato finora) e non sede fissa (come proposto da qualcuno, me compreso). Questa edizione partenopea ci ha messo lo zampino, probabilmente. Qualcuno poi mi ha detto: se passava l’opzione sede fissa avremmo proposto Napoli. Dobbiamo ammetterlo. E’ stata una delle edizioni congressuali piú belle e vissute. Avevamo qualche dubbio nei preparativi. Non era un centro congressuale vero e proprio. Ci saremmo spostati coi pullman attraversando la cittá per raggiungere la sede per l’inaugurazione. Non avevamo neanche previsto la pioggia. Carlo Ruotolo, che non smetteremo di ringraziare, era testardo e ha avuto ragione. Ci siamo trovati a casa nostra nei tre giorni, in uno dei posti piú incantevoli al mondo. Abbiamo anche sfidato la pioggia e il traffico piu’ famoso al mondo per giungere al Museo Diocesano e per assistere in una cornice irripetibile ad una delle Inaugurazioni piú belle, grazie alla location (delle persone sono rimaste fuori), grazie agli invitati (presente De Magistris), grazie alla Tavola Rotonda sul nuovo rapporto medico paziente (presenti personalitá del mondo giurisprudenziale), grazie agli artisti dei Tablaux Vivants che ci hanno lasciato con la bocca aperta per uno spettacolo che probabilmente ognuno di noi conserverá per sempre nella propria memoria. E come non ricordare la Cena Sociale, il momento in cui come a Natale ci si trova tutti insieme a tavola in famiglia.

           

A giorni sará disponibile on line con accesso da www.sicve.it un book fotografico nel quale ognuno, crediamo, sará rintracciabile, viste la mole di foto che il fotografo professionista ha immortalato nei tre giorni.

Solo alcune cifre che testimoniano la portata dell’evento.

Cinquecentotrentotto iscritti, 206 membri della Faculty, 156 personale di Aziende, 51 Aziende partner (7 major), 17 Sessioni Scientifiche (7 congiunte con altre Societá, 138 Comunicazioni (21 televotate per Premi Borse di Studio), 50 Poster presentati con televoto, 22 Poster cartacei.

Vogliamo qui sottolineare solo due eventi “springboard” per il futuro.

Il WLGore Claudicator Run. Alle 7 del mattino del secondo giorno un manipolo di colleghi eroi ha sfidato  sonno e stanchezza del giorno prima per una corsa cittadina in riva al mare a testimoniare l’importanza della prevenzione per combattere le malattie vascolari.

La Sezione SICVE Young che é nata a Napoli e che avvierá una serie di iniziative Giovani che si struttureranno tramite webconference, socialnetwork, e-learning, ICT, digital initiatives e quant’altro fino a eleggere organi operativi e rappresentanze istituzionali, in un panorama locale, nazionale e internazionale.

Appuntamento quindi a Firenze 2019.

 

 

 

 

 

 

 

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