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Brava ANMCO! Consenso Rischio Colesterolo

by / / Archivio, avviso pubblico

Consenso Cardiologico – Rischio Colesterolo

Appena concluso il 47° Congresso dell’ANMCO. Spente le luci, tutti a casa, rimane il ricordo, il piacere di essersi rivisti. Per l’ANMCO non solo. Deve rimanere e perdurare almeno una “denuncia”, un “documento”, una “consensus”, una “linea guida”, da pubblicare, da esibire, da inviare.

Brava ANMCO! Anche questa volta siamo (come SICVE) con Te, anche se non abbiamo firmato la Consensus che alleghiamo per i nostri lettori e che firmiamo anche noi moralmente e virtualmente. La prossima volta se ci chiamerete, firmeremo anche noi. Perché riguarda anche noi. Perché più siamo e più contiamo. Perché possiamo dire anche noi la nostra, e firmare anche noi assieme a Voi, Cardiologi, Medici di Medicina Generale, Medici Internisti, Diabetologi ecc, e ISS, che avete firmato assieme.

E’ una giusta causa. L’ipercolesterolemia affligge e continua ad affliggere i nostri pazienti. Che sono pazienti di tutti. Non c’è un cardiopatico che non è arteriopatico periferico e viceversa. Quindi siamo tutti una grande famiglia. Quella cardiocerebrovascolare.

Veniamo finalmente all’oggetto della Vostra Denuncia.

Cifre pesanti, in tutti i sensi, di eventi patologici reali e potenziali, di spesa sanitaria assistenziale e preventiva farmacologica, di impegni nel settore prevenzione e informazione, che spettano a noi, anche per migliorare l’aderenza o compliance terapeutica che in Italia è ancora molto bassa, come traspare anche dal Vostro Documento.

Due milioni e mezzo circa di cittadini italiani sono ipercolesterolemici.

Secondo i dati più recenti raccolti dall’ISS in collaborazione con ANMCO-Heart Care Foundation, tra il 2008 e il 2012, il 34,3% degli uomini e il 36.6% delle donne è affetta da ipercolesterolemia. Rispetto a dieci anni prima l’ipercolesterolemia è aumentata passando da un valore medio nella popolazione generale da 205 mg/dl a 211mg/dl negli uomini e da 207 mg/dl a 217mg/dl nelle donne, con un aumento da 20.8% a 34.3% negli uomini e da 24.6% a 36.6% nelle donne.

Più in particolare, andando a vedere nella carta geografica della penisola:

per la macro-area del Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna e Liguria) la prevalenza dell’ipercolesterolemia totale registrata è stata del 35% per gli uomini e di 36% per le donne;

per la macro area del Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) la prevalenza dell’ipercolesterolemia totale è del 29% per gli uomini e del 34% per le donne.

per la macro area del Sud e Isole (Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) la prevalenza risulta essere del 36% per gli uomini e del 39% per le donne.

Nelle classifiche regionali l’Emilia Romagna e la Sardegna sono le prime con un valore medio sulla popolazione generale di 245 mg/dl nelle donne e 237 mg/dl negli uomini. Poco al di sotto sono le donne del Molise con 240 mg/dl, della Calabria con 238 mg/dl, della Sicilia e Sardegna con 237 mg/dl. Mentre per gli uomini la Sardegna, addirittura, scavalca l’Emilia Romagna e fa segnare una colesterolemia media di 238 mg/dl; quindi Calabria (233 mg/dl), Sicilia (225 mg/dl), Basilicata (221); Molise e Friuli Venezia Giulia (219 mg/dl).
Le Regioni dove la colesterolemia sembra presentare valori più favorevoli sono la Toscana con valore medio di 188 mg/dl negli uomini e 199 mg/dl nelle donne, Abruzzo (195 mg/dl negli uomini e 199 mg/dl nelle donne) e la Puglia (194 mg/dl negli uomini e 200 mg/dl nelle donne).

In generale le donne presentano valori più alti, sia nelle tre macro-aree sia nelle singole regioni, rispetto agli uomini.

“Lo stato del controllo della condizione a rischio dovuta al colesterolo è sicuramente migliorato negli ultimi 10 anni, il 24% degli uomini e il 17 % delle donne dislipidemiche sono ben controllate con la terapia farmacologica, però ancora circa il 40% della popolazione a cui è stata riscontrata una ipercolesterolemia non sa di avere tale condizione – rileva Simona Giampaoli dell’ISS – pertanto c’è ancora molto da fare nell’ambito della prevenzione: quando i dati sulla popolazione generale arrivano a indicare una prevalenza così elevata significa che per ridurre la condizione di rischio non è più sufficiente l’azione individuale, ma è necessaria una azione comunitaria rivolta alla modificazione degli stili di vita nelle diverse fasce d’età”.

Brava ANMCO! Consenso Rischio Colesterolo

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Consenso Cardiologico – Rischio Colesterolo

Appena concluso il 47° Congresso dell’ANMCO. Spente le luci, tutti a casa, rimane il ricordo, il piacere di essersi rivisti. Per l’ANMCO non solo. Deve rimanere e perdurare almeno una “denuncia”, un “documento”, una “consensus”, una “linea guida”, da pubblicare, da esibire, da inviare.

Brava ANMCO! Anche questa volta siamo (come SICVE) con Te, anche se non abbiamo firmato la Consensus che alleghiamo per i nostri lettori e che firmiamo anche noi moralmente e virtualmente. La prossima volta se ci chiamerete, firmeremo anche noi. Perché riguarda anche noi. Perché più siamo e più contiamo. Perché possiamo dire anche noi la nostra, e firmare anche noi assieme a Voi, Cardiologi, Medici di Medicina Generale, Medici Internisti, Diabetologi ecc, e ISS, che avete firmato assieme.

E’ una giusta causa. L’ipercolesterolemia affligge e continua ad affliggere i nostri pazienti. Che sono pazienti di tutti. Non c’è un cardiopatico che non è arteriopatico periferico e viceversa. Quindi siamo tutti una grande famiglia. Quella cardiocerebrovascolare.

Veniamo finalmente all’oggetto della Vostra Denuncia.

Cifre pesanti, in tutti i sensi, di eventi patologici reali e potenziali, di spesa sanitaria assistenziale e preventiva farmacologica, di impegni nel settore prevenzione e informazione, che spettano a noi, anche per migliorare l’aderenza o compliance terapeutica che in Italia è ancora molto bassa, come traspare anche dal Vostro Documento.

Due milioni e mezzo circa di cittadini italiani sono ipercolesterolemici.

Secondo i dati più recenti raccolti dall’ISS in collaborazione con ANMCO-Heart Care Foundation, tra il 2008 e il 2012, il 34,3% degli uomini e il 36.6% delle donne è affetta da ipercolesterolemia. Rispetto a dieci anni prima l’ipercolesterolemia è aumentata passando da un valore medio nella popolazione generale da 205 mg/dl a 211mg/dl negli uomini e da 207 mg/dl a 217mg/dl nelle donne, con un aumento da 20.8% a 34.3% negli uomini e da 24.6% a 36.6% nelle donne.

Più in particolare, andando a vedere nella carta geografica della penisola:

per la macro-area del Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna e Liguria) la prevalenza dell’ipercolesterolemia totale registrata è stata del 35% per gli uomini e di 36% per le donne;

per la macro area del Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) la prevalenza dell’ipercolesterolemia totale è del 29% per gli uomini e del 34% per le donne.

per la macro area del Sud e Isole (Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) la prevalenza risulta essere del 36% per gli uomini e del 39% per le donne.

Nelle classifiche regionali l’Emilia Romagna e la Sardegna sono le prime con un valore medio sulla popolazione generale di 245 mg/dl nelle donne e 237 mg/dl negli uomini. Poco al di sotto sono le donne del Molise con 240 mg/dl, della Calabria con 238 mg/dl, della Sicilia e Sardegna con 237 mg/dl. Mentre per gli uomini la Sardegna, addirittura, scavalca l’Emilia Romagna e fa segnare una colesterolemia media di 238 mg/dl; quindi Calabria (233 mg/dl), Sicilia (225 mg/dl), Basilicata (221); Molise e Friuli Venezia Giulia (219 mg/dl).
Le Regioni dove la colesterolemia sembra presentare valori più favorevoli sono la Toscana con valore medio di 188 mg/dl negli uomini e 199 mg/dl nelle donne, Abruzzo (195 mg/dl negli uomini e 199 mg/dl nelle donne) e la Puglia (194 mg/dl negli uomini e 200 mg/dl nelle donne).

In generale le donne presentano valori più alti, sia nelle tre macro-aree sia nelle singole regioni, rispetto agli uomini.

“Lo stato del controllo della condizione a rischio dovuta al colesterolo è sicuramente migliorato negli ultimi 10 anni, il 24% degli uomini e il 17 % delle donne dislipidemiche sono ben controllate con la terapia farmacologica, però ancora circa il 40% della popolazione a cui è stata riscontrata una ipercolesterolemia non sa di avere tale condizione – rileva Simona Giampaoli dell’ISS – pertanto c’è ancora molto da fare nell’ambito della prevenzione: quando i dati sulla popolazione generale arrivano a indicare una prevalenza così elevata significa che per ridurre la condizione di rischio non è più sufficiente l’azione individuale, ma è necessaria una azione comunitaria rivolta alla modificazione degli stili di vita nelle diverse fasce d’età”.

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