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lunedì, 13 Maggio 2019 by

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Post di Gaetano Lanza

La fonte é Quotidiano Sanitá su dati SDO 2016-17. Leggiamo anche con una certa sorpresa che in fondo per i ricoveri per principali patologie questa nostra Sanitá non é poi messa cosí male come si sente spesso.
Lo studio rileva il rispetto della classe di priorità richiesta al paziente per la lista d’attesa della prestazione di ricovero.

Come risaputo nella richiesta di prestazione secondo quanto previsto dal PSN le classi di priorità per la richiesta di prestazione sono quattro:
classe A: ricovero entro 30 giorni, rischio di complicanze e tendenza ad aggravarsi;
classe B: ricovero entro 60 giorni; tendenza ad aggravarsi ma non rapidamente;
classe C: ricovero entro 180 giorni (6 mesi); non manifesta tendenza ad aggravarsi;
 classe D: ricovero comunque entro 12 mesi.

Questi sono stati i dieci interventi sottoposti a indagine di studio:
– interventi chirurgici per tumore alla mammella;
– interventi chirurgici per tumore alla prostata;
– interventi chirurgici per tumore al colon retto;
– interventi chirurgici per tumore all’utero;
– interventi chirurgici per bypass coronarico;
– interventi chirurgici per angioplastica coronarica PTCA;
– interventi chirurgici per endoarteriectomia carotidea;
– interventi chirurgici per protesi d’anca;
– interventi chirurgici per tumore al polmone;
– interventi chirurgici per tonsillectomia.

Esaminiamo tra questi quelli che interessano piú il nostro settore, quindi l’endoarterectomia carotidea (CEA), confrontata con l’angioplastica coronarica (PTCA) e il by pass coronarico (CABG) (vedi tabelle) e analizziamo in specifico il rispetto della classe A, che a nostro parere indica maggiormente la performance di una regione.

Queste le Tabelle.

Intanto il dato nazionale.

Nel 2017 sono state prenotate (e poi eseguite tra 2017 e 2018) 13.506 endoarterectomie carotidee, escludiamo quindi in questa analisi quelle non prenotate e eseguite in urgenza/emergenza.

Sono state prenotate inoltre circa 40.000 angioplastiche coronariche e 9.883 by pass coronarici. Anche qui vengono escluse le procedure in urgenza-emergenza.

CEA: la classe A  (max 30 giorni) è stata prescritta nel 62% (8.427 su un totale di 13.506) dei casi. La media italiana entro i 30 giorni supera la soglia con quasi 39 giorni. Quindi la prescrizione non é stata anche se di poco rispettata. Registrata in Friuli-Venezia Giulia l’attesa maggiore con 65 giorni, mentre la Calabria é quella piú virtuosa con soli 13.5 giorni per la classe A, anche se in Calabria la maggior parte degli interventi è stata prescritta in classe B (max 60 giorni). Dalla tabella é possibile evincere le varie situazioni nelle varie regioni per classe di prenotazione. Non sappiamo dallo studio se queste 8427 prenotazioni in classe A sono state per sintomatici o asintomatici ritenuti piú a rischio (probabilmente é cosí). Sappiamo peró da altri studi di registro validati (UK , Svezia ad esempio) che il tempo medio di attesa per una CEA in paziente con stenosi carotidea sintomatica supera la soglia dei quindici giorni dal sintomo entro la quale soglia tutte le linee guida al mondo raccomandano la CEA. E’ da presumersi che ció succeda anche in Italia, tranne in alcune realtá o in alcuni studi in corso.

PTCA: quasi nel 70% viene prescritta in classe A. La media italiana entro i 30 giorni viene rispettata con circa 25 giorni di attesa.

CABG: nel 74% dei casi viene prescritto in classe A e la media italiana entro i 30 giorni viene rispettata con 21.8 giorni di attesa.

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Avviso pubblico di mobilità

lunedì, 08 Aprile 2019 by

Post di Gaetano Lanza

“WHO’s number 1 goal, universal health coverage, is about ensuring that all people can access the health services they need, when they need them, right in the heart of the community, without experiencing financial hardship.”

Con questa frase l’OMS dichiara nel suo sito istituzionale il Diritto Universale alla Salute. E lo fa il 7 aprile, domenica, il giorno in cui pubblichiamo anche noi nel nostro sito ufficiale questo Post.

“La salute è un diritto umano ed è tempo che sia un diritto per tutti” – é la dichiarazione del Ministero della Salute pubblicata sul suo sito web in occasione della Giornata che si celebra in tutto il mondo, e aggiunge che – “milioni di persone non hanno ancora accesso all’assistenza sanitaria e altrettante sono costrette a scegliere tra assistenza sanitaria e altre spese quotidiane come cibo, vestiti e una casa”.

Altri slogan. “Copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque. Universal health coverage: everyone, everywhere“.
In diversi Paesi questi slogan sono purtroppo vietati o non graditi ai Governi. Sono definiti destabilizzanti. Pensiamo solo al Venezuela di questi giorni. Al diritto alla salute in quel Paese che é anche diritto al cibo, ai vestiti, alla casa, alla corrente elettrica. Pensiamo ai Paesi del Terzo Mondo dove il diritto alla salute viene dopo quello al cibo, ai vestiti, alla casa, alla vita.

Per noi, italiani, il diritto alla salute é stata una conquista del secolo scorso e non fa’ piú neanche notizia. Come questo Post e questi slogan.

Eppure anche da noi ancora oggi c’é bisogno di dichiarare questo Diritto.

La Giornata mondiale della salute – aggiunge il Ministero – ha lo scopo di aiutare a capire meglio il  concetto di copertura sanitaria universale, quali servizi dovrebbero essere disponibili e dove.
L’obiettivo primario è quindi far comprendere alle persone che hanno libero accesso a cure sanitarie di qualità come vivano le persone che non ne hanno la possibilità e promuovere un accesso equo all’assistenza sanitaria, ovunque. Gli operatori sanitari avranno un ruolo importante nella campagna, dovranno infatti supportare i decisori politici a riconoscere ciò di cui le persone hanno bisogno in termini di assistenza, in particolare a livello di cure primarie
.”

In realtá in Italia abbiamo i LEA che vuol dire Livelli Essenziali di Assistenza per tutti i cittadini. I LEA furono introdotti solo nel 1992, dal d.lgs. 30 dicembre 1992, e poi da ultimo definiti con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 29 novembre 2001. Il Decreto prevede un aggiornamento dei LEA a cadenza annuale, a cura della Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel SSN. Tutte le Societá Scientifiche sono chiamate al Tavolo con il Ministero. Anche la SICVE fa la sua parte. Il nostro Presidente di persona si reca a Roma per sedersi a quel Tavolo.

Esiste un sito ufficiale Universal Health Coverage Data Portal sviluppato dall’OMS dal 2016, in cui é possibile visualizzare i dati sulla copertura sanitaria nel mondo.

L’High-level Meeting on Universal Health Coverage avrà luogo a settembre prossimo in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Post di Gaetano Lanza

Rispondere alla carenza di medici nelle corsie degli ospedali e rendere piú moderna e efficiente la formazione specialistica nel nostro Paese. Questi gli obiettivi principali di un primo tavolo di confronto tra  Miur, Ministero della Salute e Regioni, che riprende in sostanza i lavori del vecchio Patto per la Salute, che nonostante vari tentativi, non era mai riuscito a decollare. Con la speranza che anche l’altro Ministero, il MEF, possa partecipare ai prossimi incontri per poter contare su qualche risorsa aggiuntiva (labile speranza, aggiungiamo noi). Saranno coinvolti dopo anche i Sindacati. Per ora le ipotesi di lavoro di questo primo tavolo sono queste due.

Ipotesi doppio binario.

Per la veritá era presente nella Bozza Patto Salute 2019-21.  Prevede da un lato le borse di specializzazione nazionali, e in questo caso lo specializzando, come di fatto e’ accaduto fino ad oggi, svolge la formazione in un policlinico universitario. Dall’altro lato, quelle che oggi sono le borse aggiuntive regionali verrebbero finalizzate in percorsi di formazione-lavoro con contratti a tempo determinato e in questo caso lo specializzando svolgerebbe il lavoro-formazione in un ospedale, comunque definito in una Rete Formativa a sua volta concordata con l’Universitá quindi con i policlinici universitari. Rimarrebbe comunque invariata la normativa sul concorso per l’accesso alla specializzazione e sulla graduatoria unica nazionale.

Ipotesi binario singolo, formazione-lavoro.

E’ prevista comunque una riforma delle specializzazioni con introduzione di un unico contratto di formazione-lavoro. In questo caso lo specializzando avrebbe un vero e proprio contratto a tempo determinato (non una borsa di studio) che gli consentirebbe, previa verifica costante delle competenze acquisite, di progredire step by step nelle responsabilità e poter svolgere, in modo integrativo e non sostitutivo, anche prestazioni assistenziali (in pratica per capirci un vero proprio assistente a tutti gli effetti, anche se in formazione). Anche questa ipotesi prevede comunque una riorganizzazione delle Reti Formative che vede coinvolti Policlinici universitari e le altre strutture ospedaliere con standard formativi. In ogni caso la responsabilità formativa rimarrebbe sempre in capo alle Università che continuerebbero ad essere le uniche a poter rilasciare i titoli. Quindi comunque ci sarebbero i tutor di formazione specialistica negli ospedali.

Sul Tavolo ci sono anche altre ipotesi. Il concorsone potrebbe anche non essere più solo uno all’anno e anche la graduatoria unica potrebbe tener conto della distrettualità e delle aspirazioni dei medici neolaureati per evitare l’abbandono delle borse di studio.

Vedremo cosa succederá nelle prossime puntate.

Cercheremo di tenerci informati.

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