FORGOT YOUR DETAILS?

Post di Gaetano Lanza

Fuga di cervelli all’estero. Questo lo slogan degli ultimi decenni nel nostro Paese. Tranne che in poche realtá dove si é riusciti a invertire il trend, la triste realtá é questa. E parliamo anche di cervelli neo formati o in formazione. Neolaureati appunti in medicina che vedono l’estero come un miraggio, il miraggio di Paesi che offrono condizioni migliori di lavoro: Inghilterra, Belgio, Scozia, Germania, ma anche Paesi Arabi, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Dubai, Kuwait.

È questa la denuncia che la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, mediante la sua Fondazione Ars Medica, ha  presentato sabato 1 giugno a Venezia in un convegno dal titolo “Verso gli Stati generali… Medicina Meccanica 2.0: il medico e il suo non tempo”, al quale hanno partecipato anche filosofi della medicina come Ivan Cavicchi.

Al Convegno sono stati presentati anche i risultati di un questionario somministrato a circa 500 tra medici dipendenti, convenzionati, liberi professionisti, odontoiatri. Il 71% di coloro che hanno risposto, medici e odontoiatri sotto i 55 anni, ha detto: “sto valutando l’ipotesi” o “l’ho già deciso”. Ogni anno, come recita lo spot, 1.500 nostri neolaureati medici vanno a specializzarsi all’estero e non tornano e costano al nostro Paese oltre 225 milioni di euro.

Tra le ricette auspicate dalla Fnomceo c’é anche l’aumento del numero di borse di studio per le scuole di specializzazione che il Governo dovrebbe stanziare. Ma ci sono anche il miglioramento delle condizioni economiche dei giovani medici e delle loro condizioni di lavoro nelle corsie ospedaliere. Diffusa tra i giovani c’é anche la convinzione della migliore formazione specialistica all’estero. D’altronde é diffusa l’opinione (corretta o falsa che sia) che lo stage all’estero ( non solo in medicina) sia piú qualificante di uno stage nel nostro Paese. Eppure i centri di specializzazione di alta qualitá  nel nostro Paese non é che manchino. E’ probabile che anche in questi centri i nostri giovani medici in formazione siano un pó discriminati e comunque poco coinvolti nel nobile mestiere dell’arte medico-chirurgica? E’ probabile. E’ probabile che sia piú semplice trasmettere teoria che pratica.

La nostra SICVE deve essere pronta. Pronta a ricevere le istanze dei giovani. Pronta a trasmetterle ai meno giovani. Pronta a fare la sua parte. Ricordiamo quanto sancisce l’art. 3 del Suo Statuto: ” Scopo della S.I.C.V.E. è quello di favorire e promuovere gli studi e le ricerche nel campo della Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, di facilitarne lo sviluppo e le conoscenze, di coordinare i mezzi atti a potenziare l’applicazione ed il processo di ogni più moderno metodo di studio e cura delle malattie vascolari, arteriose, venose e linfatiche, di facilitare lo scambio d’idee tra cultori di questa disciplina della Chirurgia, tutelando il prestigio e gli interessi professionali dei Soci, di promuovere le attività didattiche e la Formazione Continua dei Soci, di curare i principi etici e deontologici dei Soci nel campo professionale, di promuovere la Chirurgia Vascolare ed Endovascolare anche intervenendo a vari livelli istituzionali nella programmazione sanitaria….”.

Sono in atto iniziative, comprese proposte di modifiche statutarie, per rendere i giovani medici in formazione chirurgica vascolare piú presenti, attivi e artefici in SICVE. La speranza é peró che almeno si iscrivano alla SICVE, come Soci Juniores. L’invito e’ anche per i Direttori di Scuola di Specializzazione: di far iscrivere i Medici Specializzandi alla SICVE. La SICVE non é piú di quelli che come chi scrive sono giunti alle soglie del dimenticatoio. La SICVE pulsa nel cuore dei giovani. Chi non coglie questo battito é sordo. Chi non lo alimenta e’ fuori dal tempo.

Post di Gaetano Lanza

Qualche Post fa ci siamo occupati di Tempi d’Attesa per ricoveri per endoarterectomia carotidea in Italia. Le liste d’attesa sono un problema serio per la programmazione sanitaria e gli sforzi sono quelli di governarle il piú possibile. Il nostro Direttivo si sta occupando del problema che oltre ad avere risvolti pratici organizzativi ha anche implicazioni dal punto di vista legale. Pensiamo alla patologia aneurismatica aortica ad esempio.  Tutti vorremmo (specie il paziente) che il paziente si potesse ricoverare prima possibile, magari il giorno dopo, una volta posta l’indicazione. Ma tutti sappiamo che ció non é possibile. Ci sono le benedette liste d’attesa da rispettare. Ma le domande sono: possiamo noi contribuire a governare il sistema? Possiamo indicare dei tempi massimi di attesa per tipo di prestazione e di patologia da prevenire o curare oltre i quali é o sarebbe buona cosa non andare? E questi tempi massimi i nostri “amministrativi” aziendali/regionali li conoscono? E noi che siamo gli “esperti” questi tempi massimi li conosciamo, li abbiamo condivisi come si condividono le indicazioni, le raccomandazioni, le linee guida? E ancora a monte: le nostre Aziente territoriali o ospedaliere sono in grado di monitorare e fornirci dei tempi di attesa per tipo di prestazioni richieste?

Il Ministero emanó il cosiddetto Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (PNGLA) 2010-2012, approvato con l’Intesa Stato-Regioni, definendo 58 prestazioni tra visite specialistiche (14), esami diagnostici (29) e prestazioni da erogare in regime di day hospital/day surgery o di ricovero ordinario (15) per cui ASL ed ospedali avrebbero dovuto e quindi devono ancora garantire tempi massimi di attesa.  A Regioni e Province Autonome spettava il compito di pubblicare il Piano Regionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNRLA) e ogni Azienda Sanitaria doveva rendere noto il proprio piano attuativo aziendale garantendo una adeguata diffusione presso i cittadini. In tal senso, i siti web di Regioni e Aziende sanitarie rappresentano un valido strumento informativo. La disponibilità di informazioni sui tempi di attesa su siti web aziendali e regionali veniva riconosciuta come diritto fondamentale del cittadino.

A che punto siamo oggi con questo operazione informazione-trasparenza verso il cittadino?

Di recente il GIMBE ha riportato uno studio che alleghiamo.

Report del GIMBE

Questi sono i risultati principali dello studio riassunto anche nella figura seguente per Regioni e Province autonome.


• Piani Regionali: tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere che i Piani Regionali per il Governo delle Liste di Attesa nel periodo 2010-2018.
• Operazione Trasparenza: la rendicontazione pubblica relativa alle 43 prestazioni ambulatoriali previste dal PNGLA 2010-2012 è ancora lontana da standard ottimali ed estremamente variabile tra le diverse Regioni, nonostante il netto miglioramento rispetto ai risultati preliminari dello studio pubblicati a luglio 2018; in particolare:
– 9 Regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta) dispongono di portali interattivi;
– 8 Regioni (Provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) rendono disponibili solo l’archivio storico con dati, range temporali e frequenza di aggiornamento estremamente variabili;
– 3 Regioni (Campania, Sicilia, Umbria) rimandano ai siti web delle aziende sanitarie senza effettuare alcuna aggregazione dei dati, rendendo impossibile valutare il range temporale e la frequenza di aggiornamento degli archivi storici;
– 1 Regione (Calabria) non fornisce alcuna informazione sui tempi di attesa.

“Dall’analisi dei 9 portali interattivi – conclude il GIMBE- emerge la notevole eterogeneità di struttura e funzioni da cui deriva la differente utilità per la programmazione sanitaria e per l’informazione al cittadino. Più in generale, nessuna Regione oggi fornisce informazioni complete sulle performance regionali sul rispetto dei tempi massimi di attesa, né i tempi di attesa delle strutture eroganti per ciascuna prestazione con indicazione della prima disponibilità per il cittadino”. 
 
Per le Aziende sanitarie, solo 49/269 (18%) rendono disponibile il piano attuativo aziendale, mentre l’83% effettua una rendicontazione pubblica sui tempi di attesa sul proprio sito o rimandando a quello della Regione. Tuttavia le informazioni disponibili sono frammentate e notevolmente eterogenee.

Il Direttivo SICVE ha ritenuto opportuno occuparsi del problema e ha nominato una Commissione interna per cominciare a studiare lo stato attuale regione per regione, anche per cercare di rispondere a tutte le domande poste sopra. Non sará facile. Ma se non si inizia a camminare non si va da nessuna parte.  

Avvisi Concorsi Assunzioni

lunedì, 13 Maggio 2019 by

Post di Gaetano Lanza

Pochi giorni fa (26 aprile) il Ministero della Salute – Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico – ha inviato a SICVE una richiesta di considerazioni e suggerimenti sulla sicurezza dei palloni rivestiti con paclitaxel e stent a rilascio di paclitaxel, utilizzati per il trattamento delle lesioni de novo o restenotiche nella arteria femoro poplitea.

Si allega qui di seguito la Lettera del Ministero.

Lettera del Ministero Salute alla SICVE

Nella Lettera si fa espresso riferimento alla metanalisi di Katsanos et al

JAHA-Katsanos et al

che ha messo in luce un significativo incremento del rischio di mortalitá dopo due anni nel paziente con PAD (Peripheral Arterial Disease) trattato con dispositivo con paclitaxel. Si fa inoltre riferimento alle considerazioni dell’FDA (Food and Drug Administration) che comunque ha fornito raccomandazioni prudenziali.

La SICVE ha risposto subito al Ministero. Si allega qui di seguito la lettera a firma del Presidente.

Lettera di SICVE al Ministero della Salute

La SICVE fa presente di essere al corrente e di seguire sia in letteratura che negli eventi congressuali il dibattito che si è prodotto dopo la pubblicazione della nota metanalisi di Katsanos, contraddetta peró da interessanti studi osservazionali quale quello di Secemsky et al. pubblicato di revente su JAMA Cardiol. che qui si allega e altre pubblicazioni.

Jamacardiology-Secemsky et al

SICVE condivide con altre società scientifiche anche europee la visione di oggettiva carenza, allo stato attuale, di prove certe del potenziale rischio di incremento della mortalità con il suddetto uso di palloni e stent con paclitaxel.

Qui di seguito le raccomandazioni che SICVE ritiene opportuno suggerire al Ministero oltre a quella di allinearsi alle considerazioni e osservazioni della FDA:

informare il paziente prima del trattamento con tali dispositivi anche sui semplici sospetti o dubbi di rischio aggiuntivo di mortalitá a distanza dal trattamento, e inoltre sugli studi e dibattitti scientifici in corso;

– valutare bene i rischi e benefici potenziali del suddetto trattamento per ogni paziente, comparandolo con i rischi e i benefici di trattamenti alternativi (altri dispositivi senza paclitaxel, terapia medica e correzione dei fattori di rischio);

-istituire o partecipare a registri osservazionali per un monitoraggio controllato di tutti gli eventuali eventi avversi e cause di morte nei pazienti trattati con tali dispositivi.

Anche tramite questo Post la SICVE intende dare, come richiesto dallo stesso Ministero, la massima diffusione di entrambe le Lettere istituzionali.

 

Post di Gaetano Lanza

Una settimana fa abbiamo pubblicato un Post sul Disegno di Legge (targato Lega) sul Teaching Hospital. Qualcuno ci ha fatto sapere che ci siamo allargati un pó troppo. Precisiamo subito che questo Blog vuole semplicemente informare, cercando di rimaner fuori dall’agone politico (ricordiamo che la nostra SICVE per statuto é “libera e apartitica”), fornendo al massimo qualche spunto di commento (come in tutti i Blog e in tutti i social), proprio per stimolare la riflessione e i commenti personali di ciascun Socio o lettore. Questo Blog non vuole e non deve prendere posizioni ufficiali su alcun tema, specie di tipo politico, e non vuole e non deve quindi essere inteso come pulpito ufficiale della Societá, pur essendo il sito web l’Organo Ufficiale della SICVE, ed essendo il Blog ospitato nel sito. Per precisare diciamo che il web ufficiale della SICVE ospita anche un Organo di Informazione moderno come il Blog che é peró solo una vetrina di informazione, aperta a commenti, anche duri se opportuno, anche poco condivisibili a volte, ma pur sempre commenti su ció che avviene. Come del resto ogni organo di informazione e di stampa, anche il Blog ha la propria libertá di stampa e di informazione. E’ una sorta di editoriale “aperto”, che puó e deve, se chi scrive lo ritiene opportuno, poter offrire anche spunti di riflessioni, condivisibili o non. D’altro canto, una Societá Scientifica moderna non puó e non deve essere una Societá chiusa e avvitata su stessa, ma deve poter essere aperta al mondo reale e attenta a tutto ció che la circonda, specie se ció che la circonda la influenza comunque sia direttamente che indirettamente. Non serve ignorare o peggio tacere la realtá, anzi puó risultare dannoso. Serve invece aprire occhi e orecchie. Non serve stare zitti. Serve parlare, scrivere, comunicare, interagire, esprimersi, riflettere, anche sbagliando, perché sbagliando si impara (come ci insegnarono alle scuole elementari). Elogio dell’imperfezione, titoló Rita Levi Montalcini. Piuttosto questo Blog avrebbe bisogno di piú commenti, piú riflessioni, piú proposte da parte dei lettori, anche piú critiche. Bisogna avere il coraggio di esprimere le proprie opinioni, mettendoci la faccia, come fa chi sta scrivendo. Bisogna avere il coraggio di non essere d’accordo e farlo sapere, con rispetto reciproco delle opinioni diverse. Perché dal confronto delle opinioni nasce il progresso.

Fatta questa premessa doverosa su un tema delicato quale l’etica della comunicazione, che sará oggetto di ulteriori Post, con altrettanto dovere bisogna informare che quel Disegno di Legge (targato Lega) sul Teaching Hospital depositato in Commissione Senato, oggetto del precedente Post, a quanto pare é stato criticato dal M5S (non sarebbe questo il solo terreno del loro scontro, ma non abbiamo appena elogiato la diversitá di opinioni?) che sta lavorando su alcune misure che potrebbero essere inserite in alcuni provvedimenti all’attenzione delle Camere (forse in occasione di Decreto su Accesso a Medicina). Il M5S starebbe proponendo in tema di Formazione Post Laurea un percorso unico a livello nazionale di formazione-lavoro con contestuale apertura a canali alternativi al concorsone nazionale.
Questa proposta di Riforma (su cui si sarebbe aperto anche un tavolo Miur-Salute-Regioni) farebbe leva appunto su un unico contratto nazionale di “formazione-lavoro”, con contratto a tempo determinato che dovrebbe poi consentire allo specializzando, previa verifica costante delle competenze acquisite, di progredire passo passo nell’acquisire le proprie attivitá e responsabilitá di lavoro. Novitá ci sarebbero anche per le modalità di accesso possibili in parallelo al concorsone nazionale (che intanto ricordiamolo é stato previsto per i primi di luglio). Questa proposta pentastellata porrebbe inoltre l’accento sulla maggior trasparenza dell’iter formativo dello specializzando e maggior controlli e certificazioni digitalizzate (pallino del M5S).

Commento breve (coi limiti di un Commento). Le proposte (Lega e M5S) non ci sembrano poi cosí distanti. Vedremo. Chi vivrá vedrá. Se vivrá (il Governo).

Post di Gaetano Lanza

La  Proposta (della Lega) di fare di alcuni Ospedali dei Centri di Formazione Specialistica alternativi (non solo di supporto per le Reti Formative come sono da tempo) ai Centri Universitari é ormai diventata Disegno di Legge. Certo, dal Disegno a diventare Legge ci vuole acqua sotto i ponti, specie in una fase come questa in cui la politica (fosse la prima volta!), il Governo quindi i Ministeri, il Parlamento sono o sembrano alquanto traballare di giorno in giorno.

Comunque il Disegno sarebbe epocale per la Formazione Specialistica nel nostro Paese. Vediamo in breve di cosa si tratterebbe e alleghiamo anche il Testo per chi ha voglia di leggerlo.

DdL Teaching Hospital

Si istituisce, sottolineiamo, in via sperimentale per 10 anni, come alternativo al classico percorso delle classiche scuole di specializzazione un nuovo canale di formazione specialistica in parallelo con le Universitá da poter esercitare invece in IRCCS (Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico) e in Ospedali non universitari (cosiddetti Teaching Hospital-TH) con contratti di formazione-lavoro a favore di specializzandi (ospedalieri). E poi, per fronteggiare la carenza di medici specialisti, é prevista la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato gli specializzandi all’ultimo anno del percorso di formazione.

Rimane pur sempre valida la graduatoria nazionale del concorsone per accedere alla borsa di studio per la specializzazione, con risorse quindi aggiuntive messe a disposizione dei TH. Viene riservata una quota non inferiore al 10 per cento dei posti aggiuntivi da assegnare alle strut­ture ospedaliere non universitarie, all’attiva­zione di posti di specializzazione in medi­cina di emergenza ed urgenza e anestesia.

Quest’attività di formazione specialistica-lavorativa nei TH si svolgerebbe sotto la guida di medici ospedalieri con funzioni di “tutor-senior”. Questi tutor potrebbero su base volontaria rimanere in servizio altri 2 anni oltre i 40 anni previsti di anzianità.

Per questi posti di formazione specialistica aggiuntivi nei TH é prevista una spesa aggiuntiva nel limite di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2029, a valere sulle disponibilità del Fondo sociale occupazione e formazione. Per il trattenimento in servizio dei tutor senior è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per ciascuno de­gli anni dal 2019 al 2029.

Il Mi­nistro della Salute disporrebbe l’accreditamento di questi TH ed individuerebbe le scuole di specializzazione territorialmente competenti di riferimento per le medesime strutture ospedaliere non universitarie accreditate.

Si prevede che i nuovi contratti di formazione nei TH siano inseriti nei programmi obiettivo «Competitività regionale e occupazione». Si prevede che sia riconosciuto annualmente, per l’erogazione delle attività formative, in forma forfettaria e anticipata, un importo pari al costo lordo an­nuo sostenuto per ciascun apprendista ope­rante presso le proprie strutture, compren­sivo di tutti gli oneri previsti per legge, per ciascun anno di contratto e fino al momento del conseguimento del titolo.

La figura del “tutor senior” nel TH rappresenta di sicuro la novità. Viene riconosciuta dal consiglio della Scuola di Specializzazione di riferimento tra i dirigenti medici direttori di struttura com­plessa ospedaliera con almeno 5 anni di an­zianità di servizio, che, su base volontaria, al raggiungimento dei requisiti per la quie­scenza, richiedano il trattenimento in servi­zio per un ulteriore biennio, fino al maturare del quarantaduesimo anno di servizio effet­tivo e al settantaduesimo anno di età. Tali dirigenti sarebbero computati extraorganico, sal­vaguardando appieno, per ciò stesso, la pia­nificazione aziendale di budget del perso­nale. In tal modo si intenderebbe sopperire anche alla carenza di docenti per le scuole di specializzazione che si starebbe prospettando.

Documenti correlati:

Documenti correlati:

 

 

TOP });