FORGOT YOUR DETAILS?

Post di Gaetano Lanza

La fonte é Quotidiano Sanitá su dati SDO 2016-17. Leggiamo anche con una certa sorpresa che in fondo per i ricoveri per principali patologie questa nostra Sanitá non é poi messa cosí male come si sente spesso.
Lo studio rileva il rispetto della classe di priorità richiesta al paziente per la lista d’attesa della prestazione di ricovero.

Come risaputo nella richiesta di prestazione secondo quanto previsto dal PSN le classi di priorità per la richiesta di prestazione sono quattro:
classe A: ricovero entro 30 giorni, rischio di complicanze e tendenza ad aggravarsi;
classe B: ricovero entro 60 giorni; tendenza ad aggravarsi ma non rapidamente;
classe C: ricovero entro 180 giorni (6 mesi); non manifesta tendenza ad aggravarsi;
 classe D: ricovero comunque entro 12 mesi.

Questi sono stati i dieci interventi sottoposti a indagine di studio:
– interventi chirurgici per tumore alla mammella;
– interventi chirurgici per tumore alla prostata;
– interventi chirurgici per tumore al colon retto;
– interventi chirurgici per tumore all’utero;
– interventi chirurgici per bypass coronarico;
– interventi chirurgici per angioplastica coronarica PTCA;
– interventi chirurgici per endoarteriectomia carotidea;
– interventi chirurgici per protesi d’anca;
– interventi chirurgici per tumore al polmone;
– interventi chirurgici per tonsillectomia.

Esaminiamo tra questi quelli che interessano piú il nostro settore, quindi l’endoarterectomia carotidea (CEA), confrontata con l’angioplastica coronarica (PTCA) e il by pass coronarico (CABG) (vedi tabelle) e analizziamo in specifico il rispetto della classe A, che a nostro parere indica maggiormente la performance di una regione.

Queste le Tabelle.

Intanto il dato nazionale.

Nel 2017 sono state prenotate (e poi eseguite tra 2017 e 2018) 13.506 endoarterectomie carotidee, escludiamo quindi in questa analisi quelle non prenotate e eseguite in urgenza/emergenza.

Sono state prenotate inoltre circa 40.000 angioplastiche coronariche e 9.883 by pass coronarici. Anche qui vengono escluse le procedure in urgenza-emergenza.

CEA: la classe A  (max 30 giorni) è stata prescritta nel 62% (8.427 su un totale di 13.506) dei casi. La media italiana entro i 30 giorni supera la soglia con quasi 39 giorni. Quindi la prescrizione non é stata anche se di poco rispettata. Registrata in Friuli-Venezia Giulia l’attesa maggiore con 65 giorni, mentre la Calabria é quella piú virtuosa con soli 13.5 giorni per la classe A, anche se in Calabria la maggior parte degli interventi è stata prescritta in classe B (max 60 giorni). Dalla tabella é possibile evincere le varie situazioni nelle varie regioni per classe di prenotazione. Non sappiamo dallo studio se queste 8427 prenotazioni in classe A sono state per sintomatici o asintomatici ritenuti piú a rischio (probabilmente é cosí). Sappiamo peró da altri studi di registro validati (UK , Svezia ad esempio) che il tempo medio di attesa per una CEA in paziente con stenosi carotidea sintomatica supera la soglia dei quindici giorni dal sintomo entro la quale soglia tutte le linee guida al mondo raccomandano la CEA. E’ da presumersi che ció succeda anche in Italia, tranne in alcune realtá o in alcuni studi in corso.

PTCA: quasi nel 70% viene prescritta in classe A. La media italiana entro i 30 giorni viene rispettata con circa 25 giorni di attesa.

CABG: nel 74% dei casi viene prescritto in classe A e la media italiana entro i 30 giorni viene rispettata con 21.8 giorni di attesa.

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Avviso pubblico di mobilità

lunedì, 08 Aprile 2019 by

Post di Gaetano Lanza

“WHO’s number 1 goal, universal health coverage, is about ensuring that all people can access the health services they need, when they need them, right in the heart of the community, without experiencing financial hardship.”

Con questa frase l’OMS dichiara nel suo sito istituzionale il Diritto Universale alla Salute. E lo fa il 7 aprile, domenica, il giorno in cui pubblichiamo anche noi nel nostro sito ufficiale questo Post.

“La salute è un diritto umano ed è tempo che sia un diritto per tutti” – é la dichiarazione del Ministero della Salute pubblicata sul suo sito web in occasione della Giornata che si celebra in tutto il mondo, e aggiunge che – “milioni di persone non hanno ancora accesso all’assistenza sanitaria e altrettante sono costrette a scegliere tra assistenza sanitaria e altre spese quotidiane come cibo, vestiti e una casa”.

Altri slogan. “Copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque. Universal health coverage: everyone, everywhere“.
In diversi Paesi questi slogan sono purtroppo vietati o non graditi ai Governi. Sono definiti destabilizzanti. Pensiamo solo al Venezuela di questi giorni. Al diritto alla salute in quel Paese che é anche diritto al cibo, ai vestiti, alla casa, alla corrente elettrica. Pensiamo ai Paesi del Terzo Mondo dove il diritto alla salute viene dopo quello al cibo, ai vestiti, alla casa, alla vita.

Per noi, italiani, il diritto alla salute é stata una conquista del secolo scorso e non fa’ piú neanche notizia. Come questo Post e questi slogan.

Eppure anche da noi ancora oggi c’é bisogno di dichiarare questo Diritto.

La Giornata mondiale della salute – aggiunge il Ministero – ha lo scopo di aiutare a capire meglio il  concetto di copertura sanitaria universale, quali servizi dovrebbero essere disponibili e dove.
L’obiettivo primario è quindi far comprendere alle persone che hanno libero accesso a cure sanitarie di qualità come vivano le persone che non ne hanno la possibilità e promuovere un accesso equo all’assistenza sanitaria, ovunque. Gli operatori sanitari avranno un ruolo importante nella campagna, dovranno infatti supportare i decisori politici a riconoscere ciò di cui le persone hanno bisogno in termini di assistenza, in particolare a livello di cure primarie
.”

In realtá in Italia abbiamo i LEA che vuol dire Livelli Essenziali di Assistenza per tutti i cittadini. I LEA furono introdotti solo nel 1992, dal d.lgs. 30 dicembre 1992, e poi da ultimo definiti con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 29 novembre 2001. Il Decreto prevede un aggiornamento dei LEA a cadenza annuale, a cura della Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel SSN. Tutte le Societá Scientifiche sono chiamate al Tavolo con il Ministero. Anche la SICVE fa la sua parte. Il nostro Presidente di persona si reca a Roma per sedersi a quel Tavolo.

Esiste un sito ufficiale Universal Health Coverage Data Portal sviluppato dall’OMS dal 2016, in cui é possibile visualizzare i dati sulla copertura sanitaria nel mondo.

L’High-level Meeting on Universal Health Coverage avrà luogo a settembre prossimo in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Post di Gaetano Lanza

Rispondere alla carenza di medici nelle corsie degli ospedali e rendere piú moderna e efficiente la formazione specialistica nel nostro Paese. Questi gli obiettivi principali di un primo tavolo di confronto tra  Miur, Ministero della Salute e Regioni, che riprende in sostanza i lavori del vecchio Patto per la Salute, che nonostante vari tentativi, non era mai riuscito a decollare. Con la speranza che anche l’altro Ministero, il MEF, possa partecipare ai prossimi incontri per poter contare su qualche risorsa aggiuntiva (labile speranza, aggiungiamo noi). Saranno coinvolti dopo anche i Sindacati. Per ora le ipotesi di lavoro di questo primo tavolo sono queste due.

Ipotesi doppio binario.

Per la veritá era presente nella Bozza Patto Salute 2019-21.  Prevede da un lato le borse di specializzazione nazionali, e in questo caso lo specializzando, come di fatto e’ accaduto fino ad oggi, svolge la formazione in un policlinico universitario. Dall’altro lato, quelle che oggi sono le borse aggiuntive regionali verrebbero finalizzate in percorsi di formazione-lavoro con contratti a tempo determinato e in questo caso lo specializzando svolgerebbe il lavoro-formazione in un ospedale, comunque definito in una Rete Formativa a sua volta concordata con l’Universitá quindi con i policlinici universitari. Rimarrebbe comunque invariata la normativa sul concorso per l’accesso alla specializzazione e sulla graduatoria unica nazionale.

Ipotesi binario singolo, formazione-lavoro.

E’ prevista comunque una riforma delle specializzazioni con introduzione di un unico contratto di formazione-lavoro. In questo caso lo specializzando avrebbe un vero e proprio contratto a tempo determinato (non una borsa di studio) che gli consentirebbe, previa verifica costante delle competenze acquisite, di progredire step by step nelle responsabilità e poter svolgere, in modo integrativo e non sostitutivo, anche prestazioni assistenziali (in pratica per capirci un vero proprio assistente a tutti gli effetti, anche se in formazione). Anche questa ipotesi prevede comunque una riorganizzazione delle Reti Formative che vede coinvolti Policlinici universitari e le altre strutture ospedaliere con standard formativi. In ogni caso la responsabilità formativa rimarrebbe sempre in capo alle Università che continuerebbero ad essere le uniche a poter rilasciare i titoli. Quindi comunque ci sarebbero i tutor di formazione specialistica negli ospedali.

Sul Tavolo ci sono anche altre ipotesi. Il concorsone potrebbe anche non essere più solo uno all’anno e anche la graduatoria unica potrebbe tener conto della distrettualità e delle aspirazioni dei medici neolaureati per evitare l’abbandono delle borse di studio.

Vedremo cosa succederá nelle prossime puntate.

Cercheremo di tenerci informati.

Memorandum Italia Cina

sabato, 23 Marzo 2019 by

Post di Gaetano Lanza

 

Era il 1405. Al comando dell’ammiraglio Zheng He l’imperatore della Cina lanció una delle spedizioni navali piú ambiziose della storia. Ventottomila marinai su 317 caravelle, ognuna lunga cinque volte piú di quelle tre che a fine secolo un certo Colombo da Genova fará fatica ad ottenere. Il mondo per altri quattro-cinquecento anni non avrebbe visto nulla di simile. Per ben sette volte fino al 1433 l’ammiraglio in capo circumnavigó il Sud Est asiatico spingendosi fino all’Africa. Incisioni dell’epoca ritraggono giraffe portate dall’ammiraglio alla corte cinese come trofeo. I cinesi erano all’apice del progresso. Avevano la polvere da sparo, la bussola, persino la stampa. Era il colosso economico e culturale mondiale. Noi in Europa avevamo la peste, l’Inquisizione di Galileo e il rogo di Giordano Bruno.

Un giorno l’imperatore illuminato di nome Jongle morí e i sovrani che gli succedettero decisero che non servivano piú scoperte, esplorazioni, flotte. Le trecento e passa caravelle famose furono bruciate per scaldare i cinesi. Di fatto fu ripristinata la Grande Muraglia costruita a partire dal 215 a.C. dall’imperatore Qín Shǐ Huáng. La Cina si chiuse in se stessa. Da allora solo caos, collasso, decadenza, guerre civili, miserie, rivoluzioni.

Passano sei secoli. Sentiamo, leggiamo, vediamo il Colosso risorto dalle ceneri e pronto a invadere il mondo.  Di nuovo esplorazioni, tecnologie, scoperte, missioni all’estero. La Muraglia é solo il sito piú visitato al mondo dopo il Louvre (Pompei al quarto posto).

L’imperatore Xi Jinping con la sua bella regina, su una caravella gigante volante con nutrito seguito reale, sbarca a Roma e porterá alla sua corte come trofei delle carte stampate e firmate ciascuna chiamata memorandum e pare che siano diverse.

Si chiama “via della seta” in onore di Marco Polo, citato da Xi Jinping (pare unico italiano citato nel discorso ufficiale). In Italia montano le critiche. Deve essere a doppio senso, dicono. Bisogna fare attenzione a non essere fagocitati dal Colosso. Non bisogna svendere parti di nostra sovranitá. Attenzione ai porti. Pare che quello di Trieste sia strategico e appetitoso. I cinesi lo stanno comprando. Come stanno comprando ristoranti, fabbriche, cittá e paesi della nostra penisola. Dispongono della bussola che orienta i telefonini, della polvere che spara in silenzio e della nuova stampa che si chiama internet.

Intanto il nano e il gigante hanno firmato anche un patto, un memorandum dedicato alla sanitá, che alleghiamo, tra ISS e Ospedale di Shanghai.

memorandum

Mentre in altri settori, quasi tutti, abbiamo pochi dubbi, in sanitá abbiamo seri dubbi su chi sia davvero il nano e chi il gigante.

La parola memorandun viene dal latino e vuol dire da ricordare. Ricordiamocelo, appunto!

 

Tutti pazzi per Greta?

domenica, 17 Marzo 2019 by

Post di Gaetano Lanza

Ma in che mondo viviamo? Una ragazzina di soli 16 anni (nata a Stoccolma nel 2003) in grado di scatenare un fenomeno mondiale? Il 15 marzo 2019 sará ricordato come il suo giorno. Milioni di giovani studenti (e non solo) che scendono nelle piazze del mondo per dire Basta ! Basta al peggioramento climatico del nostro pianeta ! Sono state 1769 le cittá di 112 paesi, 208 in Italia, in cui si é manifestato con scioperi fluviali di gente. E i giovani hanno ragione di lamentarsi perché é a loro che lasciamo questa pesante ereditá. L’hanno giá battezzato Gretismo. Le sue foto spopolano. I media sono impazziti. Neanche lei immaginava, forse, tutto questo, quando inizió a manifestare da sola davanti al Parlamento svedese il venerdí mattina invece di andare a scuola. C’é chi sostiene che ogni occasione é buona per non andare a scuola. C’é chi dice di averla vista, e le foto ci sono, usare cibi in pacchetti di plastica (ma questo non sminuirebbe il valore del suo gesto, cosí come non lo sminuisce la sindrome di Asperger di cui Greta sembra affetta). C’é chi sostiene che ne stiamo costruendo un mito, che la nostra specie ha bisogno di tanto in tanto di costruire miti per illudersi. Insomma si puó dire e pensare tutto e il contrario di tutto, specie su un argomento come questo. Sí, perché c’é anche chi come Trump sostiene che in realtá non é vero che il nostro pianeta stia poi rischiando cosí tanto o, anche se fosse, non possiamo rinunciare al benessere industriale e in ogni caso il nostro pianeta ha attraversato ere geologiche  di crisi climatica ben piú drammatici.

Abbiamo sentito che quello del 15 marzo non é stato che l’inizio di una lunga serie di eventi, manifestazioni, scioperi da parte di giovani e giovanissimi. In Turchia la promotrice é stata una tredicenne.  Ma attenzione. Quando si muovono i giovani e giovanissimi cosí in massa sarebbe errato sottovalutare. Innanzitutto perché loro sono piú determinati e testardi rispetto agli adulti. Fanno capricci. E i genitori spesso sono costretti a cedere e a comprare il regalo. La speranza é che questa volta il regalo sia utile anche per loro, i genitori.

Abbiamo letto che anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ha aderito  al “Global Climate Strike For Future” del 15 marzo. “Come medici, siamo convinti che i determinanti ambientali incidano profondamente sulla salute – ha spiegato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli– tanto da aver dedicato a queste correlazioni uno dei primi articoli del Codice di Deontologia. L’articolo 5 è infatti intitolato alla ‘Promozione della salute, ambiente e salute globale’. Il medico, nel considerare l’ambiente di vita e di lavoro e i livelli di istruzione e di equità sociale quali determinanti fondamentali della salute individuale e collettiva, collabora all’attuazione di idonee politiche educative, di prevenzione e di contrasto alle disuguaglianze alla salute e promuove l’adozione di stili di vita salubri, informando sui principali fattori di rischio. Il medico, sulla base delle conoscenze disponibili, si adopera per una pertinente comunicazione sull’esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale e favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni. Sempre per questo motivo, abbiamo istituito una Commissione su ‘Professione, salute, ambiente e sviluppo economico’, che monitora e segnala le situazioni a rischio, indicando i possibili interventi.  Noi medici ci uniamo ora a Greta Thunberg, la coraggiosa e volitiva studentessa che ha dato inizio al movimento, a tutti gli studenti che domani scenderanno nelle piazze, ci uniamo ai cittadini nel chiedere allo Stato misure urgenti e concrete – conclude Anelli -: siamo certi che, questa volta, l’appello non rimarrà inascoltato”.

Allora, forse é il caso che anche noi ci uniamo a Greta. Ma non per Greta, che comunque ringraziamo. Ma perché nello sguardo e sorriso testardo e quasi da Gioconda di quella ragazzina, che avremmo potuto incontrare e ignorare per strada e che adesso rischia il Premio Nobel per la Pace, possiamo e dobbiamo riconoscerci tutti.

Competency in phlebology

lunedì, 11 Marzo 2019 by

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