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Classi di priorità per ricoveri programmabili. Il Documento Emilia Romagna. Post di Gaetano Lanza

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Agli inizi del secondo millennio nasceva l’Italia dei Comuni.

Alla fine del secondo e inizi del terzo nasceva l’Italia delle Regioni.

A maggio di quest’anno ci siamo occupati di questo argomento. Partivamo da un’osservazione precedente dei Tempi d’Attesa per ricoveri per endoarterectomia carotidea in Italia e dal fatto che le liste d’attesa sono di fatto un serio problema nel nostro Paese.

Il Ministero da tempo ha emanato il cosiddetto Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (PNGLA) 2010-2012, approvato con l’Intesa Stato-Regioni, per cui ASL ed ospedali avrebbero dovuto e quindi devono ancora garantire tempi massimi di attesa.  A Regioni e Province Autonome spettava il compito di pubblicare il Piano Regionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNRLA) e ogni Azienda Sanitaria doveva rendere noto il proprio piano attuativo aziendale garantendo una adeguata diffusione presso i medici di medicina generale e i cittadini. In tal senso, i siti web di Regioni e Aziende sanitarie rappresentano un valido strumento informativo. La disponibilità di informazioni sui tempi di attesa su siti web aziendali e regionali veniva riconosciuta come diritto fondamentale del cittadino.

Il nostro Direttivo se ne sta occupando da tempo, anche in considerazione dei risvolti pratici di organizzazione sanitaria e medico legali. Pensiamo alla patologia aneurismatica aortica ad esempio. Ha nominato quindi una Commissione interna per fare il punto sullo stato attuale Regione per Regione e avviato quindi un confronto costruttivo con i Referenti Regionali (RR), che sono stati invitati a loro volta a verificare la realtá nel proprio ambito regionale e a lavorare su uno schema-protocollo unico da condividere prima e proporre poi per essere adottato in ogni Regione. Lo schema-protocollo avrebbe dovuto rispettare criteri di gravitá di patologia e quindi opportunitá di ricovero entro limiti massimi temporali, escludendo da tutto ció quelle patologie a carattere di emergenza-urgenza, quindi solo per ricoveri ordinari programmabili.

Al Congresso Nazionale di Firenze di poco piú di un mese fa i RR si sono incontrati col Direttivo e hanno fatto un primo punto dal quale é emerso un quadro di estrema variabilitá da Regione a Regione per quanto riguarda la gestione delle liste d’attesa per ricoveri programmabili. Si va dalla Lombardia nella quale non esiste il problema in quanto da tempo la politica sanitaria ha ridotto al minimo e in alcuni casi azzerato le liste d’attesa per ricoveri programmabili per le cosiddette alte specializzazioni (chirurgia vascolare, cardiochirurgia, chirurgia toracica e neurochirurgia) a Regioni specie del Sud, ma anche non del Sud, in cui in pratica per tanti motivi, ma sopratutto per mancata programmazione e in alcune Regioni sopratutto  per carenza di centri sul territorio, non sono possibili e neanche immaginabili proposte, condivisioni e adozioni di schemi-protocolli del genere. Ci sono Regioni invece in cui una programmazione e quindi una condivisione di protocolli non solo é possibile ma é in cantiere. Una di queste é l’Emilia-Romagna. Ringraziamo Antonio Freyrie che ci ha fornito il Documento che é stato di recente emanato in ER. All’incontro dei RR a Firenze questo Documento é stato presentato e discusso e diventa ora un Documento Ufficiale che, come concordato a Firenze, i nostri RR, che l’hanno ricevuto, potranno verificare, utilizzare come proposta da condividere e applicare nelle Regioni in cui é possibile e auspiscabile oppure come stimolo per le istituzioni della propria Regione per iniziare un percorso di programmazione sul territorio, che non sará certo facile ma neanche impossibile.  Il Documento Emilia Romagna é ora anche in www.sicve.it

Per chi volesse leggere il Documento Attenzione a quanto scritto all’inizio:

Secondo le indicazioni della Delibera Regione Emilia-Romagna 272/2017, l’inserimento in lista di attesa secondo le classi di priorità sotto indicate non coincide con la prima valutazione del paziente da parte del medico della struttura (presa in carico del paziente: fase di pre-lista), bensì con la fase nella quale la diagnostica è stata completata ed è stata definita l’indicazione al trattamento chirurgico/endovascolare (inserimento in lista di attesa).

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