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Connected Care. Fenomeno in crescita.

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Post di Gaetano Lanza

Ottobre 2016. La Philips pubblicava i risultati di uno studio “Future Health Study” , condotto dalla Strive Insight nel maggio 2016 in 13 Paesi e anche su un campione di popolazione italiana sul rapporto che i pazienti hanno con le nuove tecnologie digitali (internet, APP ecc.) in tema di salute. Ne emergeva un quadro di crescente interesse. Si parlava di traghettamento da un sistema di “welfare di stato” a un sistema di “welfare di community”, per consentire un ammodernamento dei sistemi di comunicazione in sanita’, un miglior funzionamento del sistema sanitario, compresa una riduzione della spesa sanitaria, dei tempi d’attesa agli sportelli, lo sviluppo di nuove tecnologie quali la telemedicina, la sensibilizzazione e la prevenzione tramite correzione degli stili di vita, la percezione del proprio stato di salute del cittadino e cosí via.  Lo slogan coniato era “la Connected Care ci salverá”.

Future Health Study

21 Maggio 2019. Si tiene un interessante Convegno al Politecnico di Milano, del quale alleghiamo le slide pubblicate.

slide connected care

Il titolo é emblematico. Connected Care : il cittadino al centro dell’esperienza digitale. Vengono riportati e discussi i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanitá.

Nel 2018 la spesa per la Sanità Digitale nel nostro Paese é cresciuta del 7%, raggiungendo un valore di 1,39 miliardi di euro. Nel 2017 l’incremento era stato del 2%.  Le strutture sanitarie sostengono la spesa maggiore, circa 970 milioni di euro (+9% rispetto al 2017), seguono le Regioni con 330 milioni di euro (+3%), poi i Medici di Medicina Generale (MMG) con 75,5 milioni (+4%), pari in media a 1.606 euro per medico e infine il Ministero per la Salute con 16,9 milioni di euro. Compare come voce di investimento l’Intelligenza Artificiale, con circa 7 milioni di euro. I sistemi dipartimentali e la Cartella Clinica Elettronica (CCE) sono gli ambiti che raccolgono i budget più elevati, considerati prioritari.
L’85% dei MMG e l’81% degli specialisti utilizza la mail per comunicare con i pazienti, WhatsApp è usato dal 64% dei MMG e dal 57% degli specialisti. Meno del 20% dei cittadini usa la mail o WhatsApp per comunicare col proprio medico. Il 23% prenota online una visita specialistica. Un medico specialista su tre, inoltre, ritiene che i diversi contenuti multimediali a cui non accede ancora sarebbero invece fondamentali per supportare le decisioni cliniche.

Il 41% dei cittadini usano App o dispositivi wearable, come lo smart watch per controllare il proprio stato di salute e il corretto stile di vita.

Nelle aziende sanitarie crescono le prenotazione on line e i pagamenti online delle prestazioni sanitarie che vengono sempre piú offerte attraverso siti web o App (circa un’azienda su quattro) e che in quasi la metà dei casi sono fruibili tramite piattaforme regionali, spesso collegate al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Il Fascicolo Sanitario Elettronico sará il futuro prossimo, ma pare che solo il 20% dei cittadini ne sia a conoscenza.

I piú web-informati sono i piú giovani ma un crescente utilizzo del web-support si registra anche nei meno giovani.

Certo é che la maggior parte della popolazione comunque preferisce ancora recarsi di persona presso la struttura sanitaria e preferisce il contatto fisico personale (67%) o ammette di non essere capace di utilizzare l’on line (19%). Il contatto personale risulta molto rilevante anche nella scelta dello specialista: i cittadini considerano il parere del MMG come fondamentale nella scelta del medico specialista seguito dal parere di parenti e amici. Le informazioni trovate sui siti istituzionali pero’ sono ritenute per nulla rilevanti dal 25% dei cittadini, così come le opinioni e recensioni su siti web (28%).

Un settore sempre piú interessante sembra essere quello della cosidetta “terapia digitale”, tramite App che aiutano i pazienti nell’assunzione dei farmaci e migliorano l’aderenza terapeutica, tallone d’Achille specie nelle fasce piú anziane e disadattate.
E nei prossimi anni maggiori investimenti ci si augura avvengano per la Telemedicina, la Telesalute, la Teleassistenza che giá in diverse realtá si sperimentano specie in cardiologia e neurologia.

Il quadro che ne esce tracciato dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità é comunque in definitiva un quadro ancora disorganico, anche se in costante crescita negli ultimi anni. Ma non c’é alcun dubbio. La Connected Care é giá il futuro. Con la Connected Care non potremo non confrontarci.

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