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Grido d’allarme. Carenze nella Formazione specialistica nel nostro Paese

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Post di Gaetano Lanza

Siamo ormai abituati alle fughe di notizie. Ma questa volta non si tratta di magistratura inquirente, bensì di formazione in sanità. E anche questa volta è un quotidiano prestigioso, quindi attendibile, come il Corriere della Sera che ha pubblicato pochi giorni fa un notizia inquietante che ha già fatto il giro della penisola. La notizia sembra essere fondata a tal punto da indurre a far scrivere una lettera da parte della FNOMCeO, Presidentessa Chersevani, alle due Ministre, Lorenzin e Fedeli, Salute e Istruzione, con richiesta di incontro chiarificatore con entrambe le Ministre.
http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato2606729.pdf
La notizia: l’Osservatorio del MIUR ha censito le Scuole di Specializzazione in Italia, di tutte le Specializzazioni, e una su dieci (l’elenco, che per correttezza non riportiamo, è di 135 scuole da nord a sud) “sarebbe” (il condizionale è d’obbligo) da dichiarare inidonea alla Formazione dei nostri giovani specializzandi, cioè sotto gli standard qualitativi, e due su cinque sarebbero traballanti, per intenderci. “Neppure la metà delle scuole – riporta il Corriere della Sera – è davvero in regola (47,2%), altrettante (43,3%) sarebbero da autorizzare con riserva (devono dimostrare di avere i requisiti), il 9,4 per cento sarebbero da bocciare (2 risultano non valutabili).”
A dire il vero nella lettera di cui sopra la FNOMCeO lamenta anche la carenza nel numero di borse di studio per specializzandi. A fine luglio, il Ministero della Salute con decreto fissava a 6.105 il numero di contratti per medici specializzandi. Pochi, secondo la FNOMCeO, che ne chiedeva almeno mille in più per “allargare l’imbuto formativo”, il collo di bottiglia dovuto alla discrepanza tra numero di laureati e posti per la specializzazione.
Non possiamo che essere d’accordo e solidali con la FNOMCeO. Questa carenza quantitativa e qualitativa ci preoccupa non poco. Un Paese che non investe nei giovani è destinato al fallimento. Alcune regioni danno una mano finanziando borse di studio di supplemento per la formazione specialistica. Per la carenza qualitativa e quindi riguardante i requisiti minimi previsti la nostra speranza è che si faccia subito qualcosa per garantire il rispetto degli standard. L’altra speranza è che la notizia sia infondata. Ma temiamo invece che sia fondata e che magari sia anche sottostimata la carenza dei requisiti.
Certo, è strano anche che alcune notizie così importanti restino riservate e che ad un certo punto sia un quotidiano a riportarle. Ma il quotidiano per quanto prestigioso e attendibile resta sempre un quotidiano. La notizia non è mai ufficiale, non è mai un comunicato ufficiale. Ma un grido d’allarme, quello sì.

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