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Liste d’attesa. Operazione informazione-trasparenza

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Post di Gaetano Lanza

Qualche Post fa ci siamo occupati di Tempi d’Attesa per ricoveri per endoarterectomia carotidea in Italia. Le liste d’attesa sono un problema serio per la programmazione sanitaria e gli sforzi sono quelli di governarle il piú possibile. Il nostro Direttivo si sta occupando del problema che oltre ad avere risvolti pratici organizzativi ha anche implicazioni dal punto di vista legale. Pensiamo alla patologia aneurismatica aortica ad esempio.  Tutti vorremmo (specie il paziente) che il paziente si potesse ricoverare prima possibile, magari il giorno dopo, una volta posta l’indicazione. Ma tutti sappiamo che ció non é possibile. Ci sono le benedette liste d’attesa da rispettare. Ma le domande sono: possiamo noi contribuire a governare il sistema? Possiamo indicare dei tempi massimi di attesa per tipo di prestazione e di patologia da prevenire o curare oltre i quali é o sarebbe buona cosa non andare? E questi tempi massimi i nostri “amministrativi” aziendali/regionali li conoscono? E noi che siamo gli “esperti” questi tempi massimi li conosciamo, li abbiamo condivisi come si condividono le indicazioni, le raccomandazioni, le linee guida? E ancora a monte: le nostre Aziente territoriali o ospedaliere sono in grado di monitorare e fornirci dei tempi di attesa per tipo di prestazioni richieste?

Il Ministero emanó il cosiddetto Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (PNGLA) 2010-2012, approvato con l’Intesa Stato-Regioni, definendo 58 prestazioni tra visite specialistiche (14), esami diagnostici (29) e prestazioni da erogare in regime di day hospital/day surgery o di ricovero ordinario (15) per cui ASL ed ospedali avrebbero dovuto e quindi devono ancora garantire tempi massimi di attesa.  A Regioni e Province Autonome spettava il compito di pubblicare il Piano Regionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNRLA) e ogni Azienda Sanitaria doveva rendere noto il proprio piano attuativo aziendale garantendo una adeguata diffusione presso i cittadini. In tal senso, i siti web di Regioni e Aziende sanitarie rappresentano un valido strumento informativo. La disponibilità di informazioni sui tempi di attesa su siti web aziendali e regionali veniva riconosciuta come diritto fondamentale del cittadino.

A che punto siamo oggi con questo operazione informazione-trasparenza verso il cittadino?

Di recente il GIMBE ha riportato uno studio che alleghiamo.

Report del GIMBE

Questi sono i risultati principali dello studio riassunto anche nella figura seguente per Regioni e Province autonome.


• Piani Regionali: tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere che i Piani Regionali per il Governo delle Liste di Attesa nel periodo 2010-2018.
• Operazione Trasparenza: la rendicontazione pubblica relativa alle 43 prestazioni ambulatoriali previste dal PNGLA 2010-2012 è ancora lontana da standard ottimali ed estremamente variabile tra le diverse Regioni, nonostante il netto miglioramento rispetto ai risultati preliminari dello studio pubblicati a luglio 2018; in particolare:
– 9 Regioni (Provincia autonoma di Bolzano, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta) dispongono di portali interattivi;
– 8 Regioni (Provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) rendono disponibili solo l’archivio storico con dati, range temporali e frequenza di aggiornamento estremamente variabili;
– 3 Regioni (Campania, Sicilia, Umbria) rimandano ai siti web delle aziende sanitarie senza effettuare alcuna aggregazione dei dati, rendendo impossibile valutare il range temporale e la frequenza di aggiornamento degli archivi storici;
– 1 Regione (Calabria) non fornisce alcuna informazione sui tempi di attesa.

“Dall’analisi dei 9 portali interattivi – conclude il GIMBE- emerge la notevole eterogeneità di struttura e funzioni da cui deriva la differente utilità per la programmazione sanitaria e per l’informazione al cittadino. Più in generale, nessuna Regione oggi fornisce informazioni complete sulle performance regionali sul rispetto dei tempi massimi di attesa, né i tempi di attesa delle strutture eroganti per ciascuna prestazione con indicazione della prima disponibilità per il cittadino”. 
 
Per le Aziende sanitarie, solo 49/269 (18%) rendono disponibile il piano attuativo aziendale, mentre l’83% effettua una rendicontazione pubblica sui tempi di attesa sul proprio sito o rimandando a quello della Regione. Tuttavia le informazioni disponibili sono frammentate e notevolmente eterogenee.

Il Direttivo SICVE ha ritenuto opportuno occuparsi del problema e ha nominato una Commissione interna per cominciare a studiare lo stato attuale regione per regione, anche per cercare di rispondere a tutte le domande poste sopra. Non sará facile. Ma se non si inizia a camminare non si va da nessuna parte.  

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