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Fuga di Medici dal SSN e dagli Ospedali. Post di Gaetano Lanza.

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Fuga di Medici dal SSN e dagli Ospedali.

Il grido d’allarme giunge ad esempio da Giorgio Simon, ex Direttore Generale dell’AAS5 Pordenone, che pubblica una lettera aperta su Quotidiano Sanitá, e denuncia il fatto che “in questi giorni si moltiplicano le notizie di medici che lasciano il servizio sanitario nazionale.” “Diciamolo pure – afferma l’ex Direttore – un po’ è anche colpa nostra, di noi Direttori Generali. Troppo spesso abbiamo pensato di essere i capi assoluti delle aziende che abbiamo governato. Siamo arrivati dicendo ‘adesso vi insegno io cos’è un’azienda’ e abbiamo innescato cambiamenti organizzativi inutili, costosi e poco condivisi solo per manifestate la nostra esistenza. Non sempre ci siamo resi conto di essere a capo di una delle realtà migliori che si possano dirigere, fatta da professionisti altamente qualificati, motivati ed entusiasti del proprio lavoro. Un’azienda in cui la quota di “intelligenza e competenza” probabilmente non ha paragoni in altre organizzazioni pubbliche e private di queste dimensioni. Abbiamo umiliato professionisti con meccanismi di budget obsoleti e farraginosi che non coglievano il segno sulla sostanza vera del lavoro, la produzione di salute. Presi da infiniti tavoli sindacali abbiamo mortificato il merito. Merito che i professionisti comunque e per fortuna si guadagnano sul campo ogni giorno. Abbiamo assecondato talvolta la politica che entra ovunque. Il grido di dolore e di allarme che arriva da queste dimissioni richiede una terapia d’urto urgente. Le aziende non possono più essere rette, soprattutto con le dimensioni attuali, da un direttore generale pro tempore e dal suo staff. È necessaria un’organizzazione ad alta valenza professionale e tecnica. Non si può più tollerare che ogni tre anni un direttore arrivi a rovesciare tutto. E la politica non può più pensare che, incapace talvolta di fare altro, le uniche riforme siano ridisegnare i confini della aziende o il numero delle strutture complesse. Il servizio sanitario nazionale  è un bene preziosissimo, fatto da persone preziosissime. Se perdiamo loro perdiamo tutto.”

Abbiamo voluto riportare per intero la Lettera del dr Simon perché ci sembra emblematica di un fenomeno che deve far riflettere. L’eccesso di burocrazia amministrativa ruba tempo e risorse all’arte nobile del curare.  E a ció si aggiunge l’altro allarme della carenza di Medici Specialisti negli Ospedali determinata da una parte dall’imbuto formativo per cui negli ultimi anni le nostre Universitá hanno “sfornato” pochi specialisti rispetto alle domande (scarsa pianificazione anche in base ai pensionamenti non previsti) e dall’altra dalla fuga all’estero dei neo specialisti o specializzandi e fuga verso servizi sul territorio (peraltro sempre piú richiesti) o alternativi ai servizi ospedalieri.

Qualche grido molto simile giunge da Oltralpe, come riporta il Corriere della Sera. «Mi dimetto perché sono costretta a fare cose non etiche. Mi dimetto perché un tempo il nostro compito era curare i malati, oggi ci viene chiesto di produrre ricoveri, un numero sempre maggiore di ricoveri in modo da fare soldi per l’ospedale. I miei pazienti, malati di diabete, hanno complicazioni gravi, alcuni rischiano l’amputazione ma le loro degenze sono troppo lunghe, non producono profitto e quindi diventano un peso. Io non lo sopporto più». Questo lo sfogo della professoressa Agnès Hartemann, primario di diabetologia all’ospedale La Pitié Salpêtrière di Parigi, a proposito della protesta di 1.100 medici francesi, tra i quali 600 primari, che si sono dimessi dalle loro funzioni amministrative. E aggiunge: «Continueremo a occuparci dei pazienti, come è ovvio, ma non risponderemo più all’amministrazione, e smetteremo di occuparci più dei fogli Excel che della salute dei pazienti». In Francia da mesi (anche) medici e infermieri sono in agitazione. Hanno cominciato lo scorso autunno i medici di PS,  che fanno anche le veci dei medici di base, soprattutto in provincia. Ma la protesta interessa sempre piú Primari e Direttori di Unitá Operative, che lamentano eccesso di atti amministrativi.

La ministra della Sanità, Agnès Buzyn, promette un piano da 1,5 miliardi in tre anni.

Anche da noi qualcuno promette piú risorse in Sanitá.

1 Comment to “Fuga di Medici dal SSN e dagli Ospedali. Post di Gaetano Lanza.”

  1. Luca Spinamano says : Rispondi

    Manca un passaggio significativo all’articolo che mi permetto di riportare:” Abbiamo assecondato talvolta la politica che entra ovunque. In questo però bisogna dire che alcuni professionisti, solitamente mai i più bravi, sono molto attenti ad attivare i propri appoggi. Il grido di….”.
    In Francia 600 “Primari” si sono dimessi dalle loro funzioni amministrative unendosi alla protesta comune di tutta la classe medica. Ci piacerebbe dire anche in Italia.
    Il Dr Simon ha chiaramente indicato la motivazione di fondo della crisi del SSN. Non spostiamo il problema dicendo: “Anche da noi qualcuno promette piú risorse in Sanitá”.

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