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Giulia Grillo. Nuova Ministra della Salute

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Post di Gaetano Lanza

Giulia Grillo, catanese di 42 anni, pentastellata é la nuova Ministra della Salute che salutiamo.

Laureata in medicina e chirurgia nel ’99, specializzandosi in Medicina Legale e delle Assicurazioni nel 2003,  perfeziona i suoi studi con un corso su programmazione servizi sanitari all’Università Cattolica di Roma nel 2014.

La sua attività politica inizia con la candidatura alle regionali siciliane del 2008 con lista “Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente”. Partecipa come referente provinciale del M5S di Catania alle regionali siciliane del 2012. Diversi sono i ruoli ricoperti in Parlamento: portavoce eletta alla Camera dei Deputati,  Membro della Commissione Affari Sociali per tutta la scorsa legislatura, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’urano impoverito (dal 12/12/2015) e membro del Comitato consultivo sulla condotta dei deputati. E cosí via. E’ stata inoltre vicecapogruppo e capogruppo M5S alla Camera dal Giugno al Dicembre 2016. Capogruppo M5S Commissione Affari Sociali dal Marzo 2015 al Giugno 2016.

Grillo si era schierata al fianco dei medici durante lo sciopero dello scorso dicembre: “Devono far sentire di più la loro voce”, spiegava ” il personale medico é stato la prima vittima sacrificale della contrazione delle risorse che ha colpito la sanità ed ha tutto il diritto di essere ascoltato e di essere trattato bene per la grande missione che svolge, e in questo chiaramente ha il nostro sostegno”. “È necessario intervenire immediatamente sul personale – aggiungeva – perché altrimenti rischiamo di trovarci solo operatori anziani e demotivati, di non avere giovani pronti al ricambio e quindi di non avere chi sostiene la sanità pubblica”.

Ci attendiamo quindi nuove assunzioni. Quanto agli specializzandi, nel contratto si esplicita il concetto che i posti per la formazione specialistica dovrebbero essere determinati dalle reali necessità assistenziali e tenendo conto anche dei pensionamenti, assicurando quindi un’armonizzazione tra posti nei corsi di laurea e posti nel corso di specializzazione. Si aggiunge, inoltre, come al momento quest’armonizzazione non c’è e i posti per la formazione specialistica sono di fatto determinati solo da due fattori: la capacità delle scuole universitarie di accogliere medici in formazione e il finanziamento delle borse di studio da parte del Miur. “Dunque, se da un lato potrà essere necessario aumentare il numero dei laureati in medicina, anche rivedendo il numero chiuso, dall’altro sarà necessario aumentare le borse di studio per gli specializzandi. Si vuole inoltre consentire più diffusamente che il medico neolaureato abbia accesso nella struttura sanitaria per conseguire le abilità teoriche e tecnico-pratiche necessarie allo svolgimento della specializzazione medica prescelta (art. 22 del “Patto della salute” del 2014)”.

I propositi ci  sembrano buoni e promettenti, almeno su questo punto del programma del nuovo “governo del cambiamento”. Ma come dicono molti, dalle parole ai  fatti e tra il dire e il fare c’é di mezzo…………….

Auguri, signora Ministro !

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