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Il 7° Congresso Internazionale al San Raffaele. Alcune emozioni personali

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Post di Gaetano Lanza.

 

Sabato 17 dicembre ore 19:00. Si è appena concluso quello che ormai è da considerarsi uno dei pochi Big Congress di chirurgia vascolare che si tengono regolarmente sul nostro pianeta, l’How To Do It di Roberto Chiesa e Germano Melissano. Sono in macchina nella nebbia serale che caparbiamente avvolge il colosso del San Raffaele di Don Verzè, quasi a proteggere la scienza e l’assistenza che emana ancora quel Prete.

Cosa porto a casa alla quale stanco non vedo l’ora di arrivare? Le emozioni.  Ne racconto qualcuna.

La prima è quella di aver incontrato il mondo a due passi da dove vivo, lombardi, italiani, europei, nord e sud americani, asiatici, tutti che hanno detto ognuno in pochi minuti il meglio di quello che fanno e che sanno con lo spazio anche di discuterlo con altri. Possiamo dire che questo è ormai il Congresso Mondiale biennale sull’Aorta? Ma con anche le patologie dei suoi rami principali? Possiamo e dobbiamo dirlo. Ma c’erano anche i Simulatori, gli Update delle Industrie, il Sabato dedicato alle Scienze Inferieristiche (ho letto il Programma,altro che per Infermieri!), i Posters dei Giovani con 3 Premi. Alcuni numeri: 3 giorni pieni, 1057 iscritti, 245 membri della Faculty, 280 iscritti al Simposio di Scienze Infermieristiche, 67 Sponsor e Partner, 2 e-Poster Session, 32 Sessioni Scientifiche, 8 Keynote Lecture, 7 eventi satelliti. C’era anche Facebook con Domenico Baccellieri che oltre a parlare dal podio (è lui nel riquadro sotto), faceva il regista in Sala Pinta e postava su Facebook con i Mi Piace di tanti giovani che sono il futuro e quindi il presente, e che sono lì a riempire le aule, gli spazi, l’aria, la nostra speranza. Quei giovani che lavorano in silenzio, con serietà e con rispetto, soprattutto del malato, nelle nostre corsie. Quei giovani senza i quali ci sarebbe il vuoto. Anzi riempiono il vuoto. Mi ricordano in fisica i Bosoni di Higgs (le particella di Dio) che danno massa a tutte le altre particelle di massa da quelle più leggere a quelle più pesanti.

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La seconda è quella di aver stretto la mano, appena dopo una standing ovation in suo onore, a Joseph Coselli, che a sua volta la strinse a De Bakey e a Cooley che la strinsero a loro volta al Presidente USA, mani (non la mia e del Presidente) che hanno fatto la storia della chirurgia vascolare. Ho chiesto al prf Coselli di poter utilizzare per il nostro web alcune sue slide (apri sotto) in memoria di Cooley appena scomparso a 96 anni nel novembre scorso.

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La terza. Il libro pubblicato per l’occasione da Melissano e Chiesa, Aortic Dissection, dedica di Marfan Foundation. A capitoli di stupenda fattura tipica di un classico della chirurgia si mescolano storie vere e testimonianze di pazienti che hanno avuto salva la vita. Questa è una chirurgia per pochi, in cui si suda, si soffre, si piange, per cui quando un paziente ringrazia si asciugano sudori e lacrime.

La quarta. Aver disturbato anch’io Stefania Grassi, woman in red, rosso natalizio, rosso armani, che con un librone di appunti girava, guardava vigilava e coordinava i lavori, mentre noi tutti parlavamo, ascoltavamo, giravamo, prendevamo il caffè o il sandwich.

Grazie Stefania. Grazie Equipe del San Raffaele. Grazie San Raffaele. Grazie Germano. Grazie Roberto.

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