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Il chirurgo vascolare, una specie da proteggere?

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Post di Gaetano Lanza

Piú volte abbiamo acceso i riflettori di questo blog sulla carenza di medici in generale, di specialisti in corsia in particolare, di chirurghi vascolari piú in particolare. Leggiamo che l’argomento scotta sul tavolo del Ministero, anche del nuovo Governo, e che ci sono proposte in cantiere anche con la Conferenza Stato-Regioni.  Possibilità in deroga per 3 anni di assunzione dei medici a partita Iva, accelerazione sui contratti di formazione-lavoro per gli specializzandi agli ultimi due anni di corso, riduzione della durata delle specializzazioni, abilitazione professionale al momento della laurea. Sembra sia prevista poi anche la possibilità, qualora sia impossibile trovare medici in possesso del diploma di specializzazione richiesto, di attribuire l’incarico a medici in possesso di altra specializzazione (eccetto Anestesia, Medicina nucleare, Radiodiagnostica e Radioterapia). Altro aspetto su cui le Regioni vogliono accelerare è poi la possibilità di assumere gli specializzandi agli ultimi 2 anni con contratti di formazione-lavoro. Il tema è molto dibattuto. Lo scorso Governo inserì delle norme che agevolavano la possibilità di assumere gli specializzandi sia nell’ultima Legge di Bilancio che nel Decreto Calabria. Ora le Regioni ci riprovano e chiedono in ogni caso subito un regolamento per attivare le norme già previste.

D’altra parte si sa che diversi Concorsi pubblici risultano deserti e vengono ri-banditi. Anche nel privato accreditato l’aria che si respira non cambia. Mancata programmazione delle scuole di specializzazione in passato? Scarsitá di Borse di Studio per le Specializzazioni (compresa Chirurgia Vascolare)? C’é carenza in definitiva di specialisti in generale e di chirurghi vascolari in particolare. Che il chirurgo vascolare col bisturi pronto in mano abbia trovato da qualche decennio ormai validi competitor quali radiologi e cardiologi interventisti, da quando Qualcuno (la Q maiuscolo é d’obbligo) ha inserito nei vasi cateteri e palloncini e la storia ha voltato pagina, questo é vero.

C’é da porsi seriamente il problema per il chirurgo vascolare per i prossimi anni e decenni.

Ma pare che il problema non sia solo nostro italiano, ma europeo e planetario. Se ne é parlato anche al Charing Cross dello scorso aprile a Londra: “Vascular Recruitment, a universal problem”. Troviamo interessanti gli interventi al CX. Mancanza di sufficiente exposure agli studenti, di graduate and post graduate training, specialisti che vanno in pensione non rimpiazzati a sufficienza da neospecialisti, secondo Cleveland, Presidente della Societá Internazionale di Radiologia Interventistica. Calo di attrattivitá della nostra specialistica anche per attitudine delle nuove generazioni a “risparmiarsi dai sacrifici” e la nostra specialitá impone sacrifici anche solo nell’immaginario collettivo e, aggiungiamo, scarsa remunerazione rispetto al sacrificio, ricorda Eckstein (Monaco). Monito questo anche di Sillesen, Presidente della ESVS, che suggerisce di creare ambienti di lavoro piú confortevoli e attrattivi per i giovani specializzandi e rimarca la differenza di attrattivitá tra centri universitari (piú alta) e centri rurali (piú bassa), differenza piú tipica del Nord Europa. Lo stesso problema oltrepassa l’Oceano, se é vero quanto afferma Makaroun (USA), che sottolinea la maldistribuzione delle forze lavoro in campo e aggiunge che in USA il 42% dei chirurghi vascolari sono over 55 e andranno a breve in pensionamento. Andando al Sud America, Munoz (Colombia) fa presente che una recente review ha stimato un chirurgo vascolare per circa 95.000 abitanti. Mansilha, Presidente dell’EBVS (European Board of Vascular Surgery) ha auspicato standard di training educazionali europei.

Ci auguriamo e siamo certi che questi temi saranno trattati nella Sessione prevista al Congresso Nazionale SICVE a Firenze lunedí 21 ottobre ore 14.00 e intitolata

“SICVE YOUNG incontra il Direttivo SICVE: Aspetti Organizzativi”.

Allora, prima di rivolgerci al WWF per il chirurgo vascolare, pensiamo alle iniziative che di concerto (SICVE e Istituzioni nazionali e regionali) possiamo allestire nel piú breve tempo possibile. Se vogliamo che il chirurgo vascolare non si estingua.

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