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Il Congresso di Napoli

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Post di Gaetano Lanza

Ancora caldi i riflettori, cosa rimane del Congresso di Napoli?

Ognuno ha portato a casa le proprie sensazioni. Proviamo a modularne qualcuna personale, ma crediamo comune alla piú parte. La frenesia negli spazi espositivi e nelle hall, le aule piene piú del previsto, l’ottima qualitá delle relazioni, la precisione delle tempistiche e gli spazi abbondanti per le discussioni, la presenza maggioritaria dei Giovani,  i premi ai Giovani, potremmo andare avanti. Ma sopratutto Napoli. Forse mai prima d’ora il Congresso si era cosí fuso con la cittá ospite in una simbiosi cosí fantasmagorica. Per inciso, l’Assemblea sovrana ha scelto l’opzione Congresso itinerante tra le varie regioni (come e’ stato finora) e non sede fissa (come proposto da qualcuno, me compreso). Questa edizione partenopea ci ha messo lo zampino, probabilmente. Qualcuno poi mi ha detto: se passava l’opzione sede fissa avremmo proposto Napoli. Dobbiamo ammetterlo. E’ stata una delle edizioni congressuali piú belle e vissute. Avevamo qualche dubbio nei preparativi. Non era un centro congressuale vero e proprio. Ci saremmo spostati coi pullman attraversando la cittá per raggiungere la sede per l’inaugurazione. Non avevamo neanche previsto la pioggia. Carlo Ruotolo, che non smetteremo di ringraziare, era testardo e ha avuto ragione. Ci siamo trovati a casa nostra nei tre giorni, in uno dei posti piú incantevoli al mondo. Abbiamo anche sfidato la pioggia e il traffico piu’ famoso al mondo per giungere al Museo Diocesano e per assistere in una cornice irripetibile ad una delle Inaugurazioni piú belle, grazie alla location (delle persone sono rimaste fuori), grazie agli invitati (presente De Magistris), grazie alla Tavola Rotonda sul nuovo rapporto medico paziente (presenti personalitá del mondo giurisprudenziale), grazie agli artisti dei Tablaux Vivants che ci hanno lasciato con la bocca aperta per uno spettacolo che probabilmente ognuno di noi conserverá per sempre nella propria memoria. E come non ricordare la Cena Sociale, il momento in cui come a Natale ci si trova tutti insieme a tavola in famiglia.

           

A giorni sará disponibile on line con accesso da www.sicve.it un book fotografico nel quale ognuno, crediamo, sará rintracciabile, viste la mole di foto che il fotografo professionista ha immortalato nei tre giorni.

Solo alcune cifre che testimoniano la portata dell’evento.

Cinquecentotrentotto iscritti, 206 membri della Faculty, 156 personale di Aziende, 51 Aziende partner (7 major), 17 Sessioni Scientifiche (7 congiunte con altre Societá, 138 Comunicazioni (21 televotate per Premi Borse di Studio), 50 Poster presentati con televoto, 22 Poster cartacei.

Vogliamo qui sottolineare solo due eventi “springboard” per il futuro.

Il WLGore Claudicator Run. Alle 7 del mattino del secondo giorno un manipolo di colleghi eroi ha sfidato  sonno e stanchezza del giorno prima per una corsa cittadina in riva al mare a testimoniare l’importanza della prevenzione per combattere le malattie vascolari.

La Sezione SICVE Young che é nata a Napoli e che avvierá una serie di iniziative Giovani che si struttureranno tramite webconference, socialnetwork, e-learning, ICT, digital initiatives e quant’altro fino a eleggere organi operativi e rappresentanze istituzionali, in un panorama locale, nazionale e internazionale.

Appuntamento quindi a Firenze 2019.

 

 

 

 

 

 

 

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