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Il nuovo DEF Sanitá

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Post di Gaetano Lanza

“Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro”, ha appena chiosato il Presidente Mattarella. Quasi ad ammonire al nostro Governo: attenzione a strafalcioni e scivoloni ! Perché le promesse e le previsioni del nostro Governo sono parecchie. Il Premier Conte ha tenuto a precisare: collaborazione di questo Governo con Quirinale e Bruxelles, che suggeriscono cautela. Ma i componenti M5S della Commissione Affari Sociali dichiarano: “Più risorse per la Sanità. L’accordo sulla manovra al 2.4% potrà influire positivamente anche su questo: finalmente potremo fare i conti con uno scenario più espansivo. E’ lampante la distanza che separa il M5S dalla vecchia politica: mentre prima si prometteva senza avere le coperture finanziare, noi ci preoccupiamo innanzitutto di mettere in sicurezza le risorse per tutelare la salute dei cittadini”. La Ministra Grillo promette giá 1 miliardo di euro in piú per il 2019 in Sanitá.

Vediamo in un guscio di noce le principali novitá del DEF in materia di Sanitá. Vedasi pag 27 dell’allegato.

Allegato DEF

Aggiornare il Patto per la Salute 2014-2016, il Piano nazionale per le liste di attesa, e attuare l’Anagrafe Nazionale dei Vaccini. Investire per l’informatizzazione del settore, onde consentire una più snella e veloce gestione delle liste di attesa. Si punterà, inoltre, sull’innovazione in materia di Patto per la Sanità Digitale e dell’implementazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS). Saranno anche varati i decreti per il Fascicolo Sanitario Elettronico e saranno promosse le attività finalizzate alla realizzazione del sistema di interconnessione dei sistemi informativi del SSN. Ció consentirà di tracciare il percorso seguito dal paziente attraverso le strutture sanitarie e i diversi livelli assistenziali del territorio nazionale.
Altro obiettivo cruciale è il controllo della spesa sanitaria, sulla quale sono in corso colloqui con le Regioni per individuare una soluzione per il pay-back della spesa farmaceutica. Viene anche predisposto un Tavolo per la spesa farmaceutica e per i dispositivi medici con le Regioni e le Province autonome insieme ai Ministeri interessati. Quanto alla disomogeneitá tra le Regioni in materia sanitaria, si impone una revisione dei criteri di riparto del fabbisogno sanitario nazionale. Nel futuro maggiori risorse dovranno essere destinate a garantire la sostenibilità economica dei LEA attraverso il rifinanziamento del SSN. Le risorse verranno anche reperite con risparmi di costi, da conseguire attraverso la centralizzazione degli acquisti e l’allargamento della collaborazione tra i soggetti aggregatori (centrali di acquisto regionali) e Consip. In materia di dirigenza sanitaria saranno resi piú effettivi e più vincolanti i requisiti professionali dei dirigenti del SSN. Ci sará un nuovo Documento che sostituirà il Patto della Salute, che dará attuazione al DL del 2015 che definisce “gli standard qualitativi, strutturali, quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”.
In tema di forza lavoro sanitaria, nel documento si spiega che il Governo si adopererà per: “a) sviluppare un sistema di programmazione e previsione della forza lavoro integrato tra la componente sanitaria e la componente sociale, b) espandere l’ambito di applicazione del modello previsionale, attualmente già in uso per le professioni sanitarie, al complesso dei white jobs ; c) ampliare l’indagine previsionale agli aspetti qualitativi prevedendo quali saranno le competenze necessarie in futuro per poter adeguare i relativi percorsi formativi, sia universitari sia di formazione continua (per es. ECM), tenendo anche conto dell’interazione tra le diverse figure professionali, della dimensione della multiprofessionalità dei setting di cura e assistenza e dello sviluppo della sanità digitale; d) sviluppare un sistema di orientamento scolastico e formativo della white economy.

Obiettivo strategico per il Paese sará l’aumento delle risorse investite in Ricerca e Sviluppo, la promozione della collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le aziende private e il rafforzamento delle Università e degli Istituti pubblici di ricerca.

In tutto questo contesto, si aggiunge, deve essere elaborato il Programma Nazionale Esiti (PNE), che mira a rendere omogenei su tutto il territorio nazionale la qualità, i volumi e gli esiti delle cure, coniugando l’efficienza economica con l’accessibilità dei servizi.

Una nostra breve considerazione. Molte di queste parole le abbiamo sentite pronunciare anche dai Governi precedenti. Ma la coperta é stata finora corta e stretta e non sappiamo se qualcuno la allargherá. La carenza di personale sanitario é un dato di fatto. Ultimamente si assiste anche ad una fuga di camici dagli ospedali, dove si respira aria di demotivazione non solo economica. Ci piacerebbe che ci fossero piú investimenti in personale, formazione, tecnologia, ricerca, sviluppo. Perché il grado di civiltá di un Paese si misura anche dal livello di assistenza sanitaria.

E poi una mano la daremmo volentieri anche per il PNE, che abbiamo visto ha fatto finora acqua da diverse parti. E noi, come Societá Scientifica competente, un contributo lo daremmo volentieri ad AGENAS, sopratutto per chiarire e cercare assieme e correggere alcuni dati. Se qualcuno ci chiama noi rispondiamo subito.

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