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Infezioni ospedaliere. Nuovo sistema per combatterle meglio

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Post di Gaetano Lanza

Infezioni ospedaliere. Un nemico da combattere. Si stima che fino al 15 % dei pazienti ricoverati contrae un’infezione dalle “mura di cura”. E l’infezione puó anche risultare mortale in alcuni casi, come ben sappiamo noi chirurghi vascolari. Queste alcune delle stime piú recenti. In Europa ogni anno circa 3.2 milioni di pazienti contraggono un’infezione in ospedale e di questi 37 mila muoiono. In Italia, secondo l’Istat e l’Istituto Superiore di Sanità, le infezioni ospedaliere causano ogni anno più vittime degli incidenti stradali. Il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera, quasi 500 mila casi, dovuti soprattutto a infezioni urinarie, ferite chirurgiche, polmoniti e sepsi e sono causa di decesso nell’1% dei casi. Circa il 30% delle infezioni ospedaliere sono potenzialmente prevenibili e sappiamo che prevenire é molto meglio che curare.

in questi giorni é stato presentato al Ministero della Salute un nuovo sistema per prevenire in modo piú efficace le infezioni ospedaliere.  La COPMA, una società cooperativa che negli ultimi anni ha lavorato  nel settore della sanificazione e igiene in ambienti sanitari, ha affidato al Centro di Ricerche Cias dell’Università di Ferrara, un progetto di ricerca sull’efficacia del sistema di pulizia e sanificazione denominato PCHS (Probiotic Cleaning Hygiene System) con particolare riferimento al trattamento di superfici e ambienti ospedalieri. Di cosa si stratta. PCHS è una metodologia innovativa che sfrutta la competizione biologica tra batteri cosiddetti “buoni” probiotici che impediscono a quelli “cattivi´di proliferare. Il progetto ha coinvolto  5 università e 7 ospedali italiani.
Il coordinatore della Ricerca e Direttore del Centro di Ricerche CIAS di Ferrara, Sante Mazzacane, ha spiegato : ” Con questa ricerca abbiamo provato a studiare un sistema innovativo per l’igienizzazione dei reparti ospedalieri e delle sale operatorie, che non fosse a base di disinfettanti chimici ma di probiotici.  I probiotici sono microorganismi non patogeni che hanno la capacità di colonizzare il campo microbiologico, di conseguenza impediscono la crescita dei patogeni semplicemente per un effetto di competizione biologica. La ricerca è stata condotta, prima in laboratorio e poi sul campo. I risultati che abbiamo ottenuto sono straordinari. I dati ci dicono che abbiamo diminuito la presenza di agenti patogeni sulle superfici nosocomiali di oltre l’80%, che i probiotici azzerano completamente la resistenza agli antibiotici e riducono le infezioni di oltre il 50% , con un abbattimento dell’80% dei costi per antibiotici”.

E’ probabile che una nuova era di disinfezione ambientale e di prevenzione delle infezioni in ambiente sanitario sia iniziata. Certo questo sistema che sfrutta la competizione dei microorganismi potrebbe sollevare dei dubbi sulla sicurezza, ma di fatto é in grado di evitare l’uso di disinfettanti chimici, sulla cui efficacia a lungo termine qualcuno comunque discute e pone interrogativi, anche per alcuni effetti collaterali allergenici o di resistenza nei loro confronti da  parte degli agenti patogeni in grado di adattarsi ai nuovi ambienti e proliferare ugualmente come agenti resistenti. Viene in mente il monito di alcuni microbiologi che sostengono il principio secondo cui lavare troppo la pelle potrebbe risultare controproducente in quanto aiuta a selezionare ceppi resistenti.

Una cosa sembra certa. Ne sapremo di piú su questo nuovo sistema di prevenzione delle infezioni ospedaliere. Intanto una maggiore attenzione e migliori sistemi di prevenzione sono necessari per risolvere un problema sempre piú emergente quale quello delle infezioni ospedaliere, che oltre al danno  procurano la beffa del fatto che si contraggono proprio nell’ambiente che dovrebbe essere considerato quello piú sicuro, l’ambiente di cura.

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