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Ipotesi Riforme della Formazione Specialistica

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Post di Gaetano Lanza

Rispondere alla carenza di medici nelle corsie degli ospedali e rendere piú moderna e efficiente la formazione specialistica nel nostro Paese. Questi gli obiettivi principali di un primo tavolo di confronto tra  Miur, Ministero della Salute e Regioni, che riprende in sostanza i lavori del vecchio Patto per la Salute, che nonostante vari tentativi, non era mai riuscito a decollare. Con la speranza che anche l’altro Ministero, il MEF, possa partecipare ai prossimi incontri per poter contare su qualche risorsa aggiuntiva (labile speranza, aggiungiamo noi). Saranno coinvolti dopo anche i Sindacati. Per ora le ipotesi di lavoro di questo primo tavolo sono queste due.

Ipotesi doppio binario.

Per la veritá era presente nella Bozza Patto Salute 2019-21.  Prevede da un lato le borse di specializzazione nazionali, e in questo caso lo specializzando, come di fatto e’ accaduto fino ad oggi, svolge la formazione in un policlinico universitario. Dall’altro lato, quelle che oggi sono le borse aggiuntive regionali verrebbero finalizzate in percorsi di formazione-lavoro con contratti a tempo determinato e in questo caso lo specializzando svolgerebbe il lavoro-formazione in un ospedale, comunque definito in una Rete Formativa a sua volta concordata con l’Universitá quindi con i policlinici universitari. Rimarrebbe comunque invariata la normativa sul concorso per l’accesso alla specializzazione e sulla graduatoria unica nazionale.

Ipotesi binario singolo, formazione-lavoro.

E’ prevista comunque una riforma delle specializzazioni con introduzione di un unico contratto di formazione-lavoro. In questo caso lo specializzando avrebbe un vero e proprio contratto a tempo determinato (non una borsa di studio) che gli consentirebbe, previa verifica costante delle competenze acquisite, di progredire step by step nelle responsabilità e poter svolgere, in modo integrativo e non sostitutivo, anche prestazioni assistenziali (in pratica per capirci un vero proprio assistente a tutti gli effetti, anche se in formazione). Anche questa ipotesi prevede comunque una riorganizzazione delle Reti Formative che vede coinvolti Policlinici universitari e le altre strutture ospedaliere con standard formativi. In ogni caso la responsabilità formativa rimarrebbe sempre in capo alle Università che continuerebbero ad essere le uniche a poter rilasciare i titoli. Quindi comunque ci sarebbero i tutor di formazione specialistica negli ospedali.

Sul Tavolo ci sono anche altre ipotesi. Il concorsone potrebbe anche non essere più solo uno all’anno e anche la graduatoria unica potrebbe tener conto della distrettualità e delle aspirazioni dei medici neolaureati per evitare l’abbandono delle borse di studio.

Vedremo cosa succederá nelle prossime puntate.

Cercheremo di tenerci informati.

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