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La Rete delle Chirurgie Vascolari del Nord Ovest

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Post di Gaetano Lanza.

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E’ il 3 febbraio 2017. Siamo in una delle stupende sale nobili del Castello del Valentino, nel polmone verde del famoso Parco torinese, dove aleggia ancora lo sfarzo di Cristina di Francia, diventata nella prima metà del ‘600 a soli 13 anni moglie di Amedeo I di Savoia. Claudio Novali, chairman OGP (Organismo Geneticamente Predisposto), spiega ad un pubblico di colleghi chirurghi vascolari, radiologi, cardiologi, diabetologi, medici di medicina generale, e soprattutto giovani il perché.

Il perché di questa Rete, che per motivi di buon vicinato e tradizione è e dovrà essere oltre che del Piemonte (presenti tutti i Piemontesi, Presidente Eletto Nessi compreso) anche della Valle d’Aosta e della Liguria, quindi del Nord Ovest. Flavio Peinetti (ricordiamo che la Casa era quella di Savoia-Aosta) tiene subito a rimarcare (in un certo senso a rivendicare) che di Rete si tratta ma di Rete Nazionale, così come è stato ed è nell’intenzione di SICVE.

Sgombriamo quindi subito ogni ipotesi o idea di secessionismo. Anzi l’idea è quella insita nei famosi Documenti SICVE sulla proposta di Rete delle Emergenze-Urgenze già condivisa ma da riprendere con Agenas e di Messa in Rete dei Centri di Chirurgia Vascolare sul territorio nazionale, quindi Regione per Regione.

La Rete delle Chirurgie Vascolari in Italia sarà il prossimo futuro e uno dei principali obiettivi della SICVE. In Piemonte è già il presente. Anzi in Piemonte e Valle d’Aosta e d’ora in poi anche in Liguria (presenti anche Celoria, Colotto, Gori, Marabotto, Simoni,  e altri, mi scuso se non menziono altri). E come ogni Rete, anche la Rete Vascolare, farà parte di una Rete più ampia nella quale entrano le altre Reti di Patologie, alle quali si è fatto cenno a Torino, Rete Infarto, Rete Ictus, Rete diabete ecc. Ma perché il paziente è già in sè una Rete di queste patologie. Si chiama anche Medicina della Complessità.

Il Focus e l’obbiettivo più immediato e concreto, è stato dichiarato, e lo si legge dal Programma allegato, è la prevenzione dell’amputazione d’arto conseguente all’ischemia critica. Una stuola di giovani chirurghi vascolari hanno illustrato e condiviso con i meno giovani le tecniche chirurgiche tradizionali (TEA compresa) ed endovascolari, le novità, il potenziale a disposizione, compresa la ricerca sulle terapie rigenerative. E in un’aula accanto c’era una postazione dove ognuno poteva rilasciare uno spot televisivo con una sua idea innovativa. Un vero e proprio corner dell’Officina delle Idee.

Si fa sul serio. Lo dimostra il fatto che ad un certo punto è giunto l’Assessore Regionale alla Sanità Saitta, che i nostri amici della Rete del Piemonte andranno a “rompere” perché, in fondo, come ha detto Saitta, si sta facendo un piacere al sistema e soprattutto ai pazienti. Si metterà mano ad un Documento di PDTA che era già stato preparato, come ha illustrato brevemente Ferruccio Ferrero e che la Regione Piemonte e poi anche Valle d’Aosta e Liguria condivideranno in un Tavolo Tecnico allargato e multi rappresentativo (di Rete appunto), adatteranno e adotteranno nel prossimo Piano Sanitario Regionale ( ci si augura).

Che dire?

Diciamo solo che la SICVE ringrazia perchè in quel nord ovest si sta facendo sul serio quello che la nostra Società vorrebbe e vuole che si faccia sul serio nel resto della penisola e delle isole.

Tentativi simili sono stati fatti anche in qualche altra Regione (Lombardia, Emillia Romagna, Toscana ecc.). Occorre un coordinamento nazionale e questo sarà tra i compiti dell’attuale Presidenza e Direttivo. Che i nostri nuovi Referenti Regionali, tutti, prendano esempio, ma soprattutto appunti e impegni sulle proprie agende di lavoro. Ma che si vada tutti in una sola e unica direzione. Per favore.

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