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L’APP Stroke Riskometer, il Grande Fratello delle malattie cardiovascolari

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Post di Gaetano Lanza.

 

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Nel mondo nuovo saremo sempre più invasi dalle APP. Il futuro sarà ed è già sempre più delle APP. Se vuoi una ricetta nuova in cucina, vai su un’APP. Se vuoi sapere se il tuo treno è in orario, o comprare il biglietto, vai su un’altra APP. Se vuoi sapere che tempo farà domani, vai su quell’altra APP e così via. Il mondo nuovo è a portata di APP. L’APP è così immediata! Risponde subito e costa niente o pochissimo.  Anche il mondo sanitario è a portata di APP.

Ma nel mondo delle APP sanitarie c’è APP e APP. Ci sono quelle tarocche, quelle farlocche e quelle serie. Da più parti si invoca una sorta di certificazione delle APP sanitarie. Noi la invochiamo.

Certo quelle come Riskometer hanno insita la serietà. Patrocinata dalla World Stroke Organization e tradotta in diverse lingue, tra cui l’italiano, coinvolge ben 160 paesi, in pratica tutto il pianeta. L’applicazione è stata ideata e sviluppata da Valery Feigin dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, in collaborazione con Aut Enterprises e l’Associazione per l’educazione all’ictus. Una volta scaricata (gratis) sul dispositivo digitale (smartphone, android, I-phone) permette di misurare, dopo aver immesso un pò di dati personali, il rischio di andare incontro a ictus cerebrale oppure a infarto miocardico che assieme costituiscono di gran lunga la prima causa di mortalità e invalidità. Lo scopo è non solo informativo ma educativo e preventivo. L’ictus – spiegano gli autori dell’App – colpisce 16 milioni di persone ogni anno nel mondo; una persona su sei, in media, è destinata ad avere un ictus nel corso della vita e ogni 6 secondi qualcuno muore a causa sua. L’80% dei casi è prevenibile, intervenendo su alcuni principali fattori di rischio quali il fumo, l’alimentazione sbilanciata per quantità o qualità, la sedentarietà, lo stress, il diabete, la pressione alta, i livelli di colesterolo elevati. Inserendo i dati personali l’APP calcola il rischio assoluto di avere un ictus cerebrale o un infarto miocardico nei prossimi 5 o 10 anni.  L’APP contiene anche una campagna informativa (FAST) sui principali sintomi rivelatori dell’ictus.

Riskometer –importante – oltre che fornire il calcolo automatico del rischio personale è anche in grado però di registrare i dati della singola persona che lo utilizza e che viene invitata (non è obbligatorio) a rispondere e a partecipare ad uno studio epidemiologico osservazionale di taratura mondiale. Registra anche eventuali cambiamenti nelle abitudini e nello stato di salute della persona nell’arco di 12 mesi. Oltre quindi allo scopo educativo l’APP ha anche uno scopo di ricerca.

E’ questo il mondo dei big data. Il mondo del digitale. Il mondo dei personal computer, ma anche dei super computer, dei cervelloni elettronici che finiscono per studiare tutti i nostri dati personali. Il singolo utente utilizza i dati del web per studiare e osservare, ma nello stesso tempo il web utilizza tutti noi per studiarci e osservarci. Quando clicco su “accetto”, devo sapere che succede questo.

Questa APP è il Grande Fratello che ci aiuta e ci osserva.

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