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Ma cosa poi vogliono questi giovani (medici)?

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Post di Gaetano Lanza.

Questa è la domanda che spesso ricorre. Ma cosa vogliono i giovani  in generale ? e in particolare i giovani medici?

L’immagine che abbiamo scelto per questo post è emblematica del giovane d’oggi. E’ senz’altro un digital, o meglio un nativo digitale come si suol definire in gergo , mentre noi (anche chi scrive, purtroppo) ci definiamo gutemberghiani, in altre parole quelli della carta stampata. Qualche post fa è stato dedicato alle diversità tra queste due categorie.  Ma l’immagine di sopra è anche emblematica di una capacità superiore che é dei giovani, che riescono a fare due o più cose contemporaneamente, mentre noi (meno giovani) riusciamo a farne una per volta e spesso ci viene anche male. Napoleone, si dice, era capace di dettare sette lettere diverse in contemporanea ai suoi generali. Ma era Napoleone. Ma chi di noi non ha un figlio che mentre parla con noi e ci risponde (se ci risponde pur avendo capito), messaggia sul telefonino e chatta al PC, come nell’immagine di cui sopra? Insomma i giovani hanno qualcosa in più, un sesto senso, una settima marcia. E’ una legge di natura, per cui la specie è destinata a migliorare.

E allora è giusto ascoltarli, e saperli ascoltare.

L’anno scorso ad esempio è stata lanciata una clip nel web che gira ancora tra i giovani internauti. E’ quella della CISL Giovani Medici.

Cliccate su https://www.youtube.com/watch?v=StgBBRafU2g

Alcune cifre:

Solo nel 2015, 60.000 giovani aspiranti e concorrenti al corso di laurea in medicina per soli 9.500 posti. Un solo giovane che viene ammesso quindi per sei esclusi. Il test d’accesso è comunque ritenuto necessario per non dequalificare il corso di laurea. Però ci sono state solo 6000 borse di studio per potersi iscrivere alle scuole di specializzazione, sempre nel 2015, per un totale di 13.188 aspiranti. Si è creato quindi un imbuto del 45% di neolaureati con possibile accesso alla specilizzazione, per cui un 65% si sono trovati disoccupati  e costretti a ripiegare su posti di lavoro occasionali e con contratti capestro ad esempio nel privato. Occorre – questo l’auspicio dei Giovani Chiurghi-  una migliore programmazione: più borse di studio per le scuole di specializzazione e diminuzione degli accessi a medicina, ad esempio.

Altre richieste dai Giovani Medici della CISL. Normare meglio il tirocinio obbligatorio e l’esame di stato che possono essere conseguiti nell’ultimo anno del corso di laurea. Ridurre o abolire dei vincoli e delle incompatibilità per gli specializzandi. Favorire nuovo contratti di assunzione dopo il corso di specializzazione con gli sblocchi dei turn over.  Applicare gli stessi standard di tutela del pubblico nel privato. Equiparare il Corso di specializzazione in Medicina Generale di tre anni agli altri Corsi  di Specializzazione.

Altra segnalazione, questa di pochi giorni fa, comparsa sul sito http://www.giovanemedico.it

Lunedì 24 Aprile 2017 00:29 Scritto da Administrator 

 Care Colleghe e cari Colleghi,| 

a una settimana esatta dal termine per l’uscita del DM recante il  bando per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di medicina per l’anno 2016/2017 (30 aprile) ancora tutto tace.

In un orizzonte di completo silenzio da parte del MIUR la nostra Associazione s’interroga su quale sia lo stato dell’arte per il prossimo concorso SSM2017, dalle reali tempistiche per la pubblicazione del bando alla realizzabilità delle auspicate modifiche e semplificazioni sulle procedure concorsuali che la nostra Associazione, assieme al Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi, ha reiteratamente presentato alle Istituzioni

Arrivati a fine aprile, pertanto, gli scenari possibili sembrano due:

  1. a) un concorso che rispetti le tempistiche dello scorso anno (prove prima dell’estate e presa di servizio in inverno) ma che mantenga le vecchie modalità;
  2. b) un concorso posticipato (prove a settembre) ma con un nuovo regolamento che recepisca le proposte di modifiche avanzate (mantenendo al contempo invariati termini della presa di servizio per il 1 novembre 2017).

Sicuramente, inoltre, resta da chiarire quale sia il numero complessivo di contratti finanziabili per il corrente anno: ciò sarà possibile a seguito della ricognizione da parte del MIUR dei posti finanziabili dalle singole regioni e che dovranno essere sommati al contingente ministeriale già stanziato frutto della programmazione triennale 2015/2017.

Sarebbe, inoltre, auspicabile una distribuzione dei contratti sul territorio nazionale che tenga conto, oltre che del fabbisogno delle regioni, anche di criteri oggettivi e trasparenti di accreditamento delle scuole di specializzazioni.

In un sol colpo, se solo lo volesse, MIUR e Salute potrebbero garantire già da quest’anno accademico un concorso più equo e giusto, in primis lavorando per aggregare le sedi (troppe le oltre 450 dello scorso anno) in sede unica nazionale o tre sedi macro-regionali, assieme a una migliore formazione specialistica post-lauream di cui la sanità italiana ha sempre più bisogno.

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