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Orgogliosi di essere prima di tutto medici. Post di Gaetano Lanza.

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E in serata, il primo giorno di questa primavera che non dimenticheremo mail, è il ministro Boccia a dare, anche su facebook, l’annuncio. “QUASI 8 MILA MEDICI HANNO RISPOSTO ALL’APPELLO. UN ATTO DI AMORE E DI ORGOGLIO PER IL PAESE. Quando abbiamo proposto una task force di medici da arruolare per fronteggiare l’emergenza Coronavirus molti pensavano che forse potessero arrivare 100 domande, noi ci abbiamo creduto fin dall’inizio. Abbiamo aperto un bando con la Protezione Civile e siamo stati travolti dall’Italia migliore. Lo Stato farà di tutto per sostenerli e ringraziarli. Sarà una squadra di interposizione che partirà dalla Lombardia e poi si sposterà in tutta Italia dove servirà“.

Non é la prima volta. Quando il nostro Paese cade in ginocchio, tira fuori lo spirito e le forze migliori per sapersi rialzare. D’altronde la nostra Protezione Civile é apprezzata in tutto il mondo. Il Governo si aspettava qualche centinaio di volontari ad andar bene. Ha risposto un esercito di qualche migliaio di camici bianchi, dal piú giovane neo laureato a qualche anziano in pensione, pronti ad andare spontaneamente al fronte a combattere in trincea.

La notizia ci ha sorpreso e commosso. Ne siamo e ne saremo tutti orgogliosi, anche noi chirurghi vascolari d’Italia, schierati anche noi in trincea dove serve.

E come in ogni guerra che si combatte corpo a corpo e pancia a terra, anche noi chirurghi vascolari, che alle emergenze siamo avvezzi, sappiamo e sapremo dare il nostro contributo. E come in ogni guerra, sul fronte e in trincea, si abbandona per un momento la propria divisa per indossare casco e tuta mimetica e prendersi anche dei rischi. Ci sono chirurghi vascolari, come tanti altri specialisti di altre branche, che in questo momento hanno indossato altri panni e fanno i medici di supporto nei reparti Covid e qualcuno persino in qualche terapia intensiva. Siamo tutti fieri di loro. Tanti altri sono di supporto a distanza in quanto ricevono emergenze o urgenze o interventi non procrastinabili da ospedali che non possono trattarle, in quanto impegnati in prima linea a intubare pazienti e a salvare vite umane. E molti altri ancora sull’intero territorio nazionale fanno posto per liberare posti letto, sale operatorie e terapie intensive, ben consci del fatto che in questo periodo sono da trattare e trattano esclusivamente e tassativamente solo interventi da ritenersi in emergenza-urgenza o comunque non procrastinabili. Siamo tutti fieri di questo esercito silenzioso di camici bianchi, rossi e verdi.

Siamo sicuri che ognuno di loro saprá fare nella propria realtá la propria parte, mettendosi interamente a disposizione, fino ad anteporre al proprio ruolo specialistico quello del medico che al momento del  diploma di laurea ha giurato sul vangelo di Ippocrate.

Ad ognuno di loro quindi spetta il giudizio ponderato e il buon senso che devono guidare sempre, non solo oggi, ma oggi in modo particolare l’applicazione delle regole, delle linee guida, delle raccomandazioni, delle indicazioni anche istituzionali che come sempre, non solo oggi, ma oggi in modo particolare vanno calate nella propria realtá locale e quotidiana e adattate al singolo paziente in quel preciso istante.

D’altra parte é questa la linea guida delle linee guida.

D’altra parte sono questi gli aspetti che rendono nobile, bella e unica, spesso non semplice, persino a volte amletica e al limite dell’insindacabilitá, specie in questo periodo, la nostra professione di medici. E noi, consci di questo gravoso e prezioso impegno, non possiamo non essere che orgogliosi di essere prima di tutto e avanti a tutto semplicemente medici.

 

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