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Ospedali di Insegnamento in soccorso alle Universitá?

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Post di Gaetano Lanza

La proposta era stata giá formulata dal Tavolo Tecnico Stato Regioni nel 2014 ma non era stata accolta dal Governo. Viene ora riproposta. Secondo le Regioni non bastano i 6.200 contratti di Formazione che il Governo ha deciso di finanziare. Ce ne vogliono almeno 8.569 per far fronte al reale fabbisogno formativo annuale nel nostro Paese, quindi ce ne vogliono almeno 2.300 in piú rispetto a quelle “governative”.  Di Fabbisogno Formativo ci siamo giá occupati tre post fa.

La soluzione quindi secondo i Governatori puó essere una sola. Dare l’opportunità ai neo laureati in medicina e chirurgia di accedere al servizio sanitario pubblico e seguire un percorso formativo finalizzato all’acquisizione del Diploma di Specialità presso le aziende sanitarie-ospedaliere accreditate.

Gli “Ospedali di Insegnamento“, erano stati ipotizzati anche nel Patto per la Salute e chiesti da diverso tempo da diverse organizzazioni e sindacati medici allo scopo di implementare la Formazione Specialistica nel nostro Paese.

Alleghiamo qui di seguito il Documento inviato pochi giorni fa al Governo per un possibile accordo,  come del resto avevano giá chiesto le Regioni lo scorso 10 maggio.

Documento Fabbisogno Medici Specialisti

Con questo Documento, che sará discusso in una riunione tecnica il prossimo 18 giugno, le  Regioni lanciano l’allarme di carenza di specialisti che si presume mettera’ in  crisi il sistema assistenziale, sopratutto per le Specializzazioni di  Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore, Radioterapia, Ginecologia e ostetricia, Pediatria e Medicina di emergenza e urgenza.

L’obiettivo è duplice. Favorire un piu’ elevato contingente di giovani medici che ogni anno non riesce ad accedere alla formazione specialistica post lauream e sopperire ad una carenza di specialisti necessari al nostro SSN.

Oltre a ció, il sistema di accreditamento delle Scuole di Specializzazione rischia di determinare la chiusura di alcune Scuole e quindi ridurre ulteriormente il numero di posti disponibili e, inoltre, consideriamo anche che la distribuzione dei posti negli Atenei non sempre tiene conto del reale fabbisogno formativo e delle richieste formulate dalle stesse Regioni.

Questi i criteri proposti nel Documento:

– il riparto dei contratti di formazione specialistica deve essere oggetto di confronto congiunto tra Regioni, Province autonome, ministero della Salute e ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

– la distribuzione dei contratti di formazione specialistica, che risultano essere complessivamente in numero inferiore rispetto alle esigenze espresse dalle singole Regioni e Province autonome, deve almeno rispettare proporzionalmente il fabbisogno stesso, prioritariamente con riferimento alle Scuole di specializzazione degli Atenei insistenti nel territorio regionale stesso o con i quali vi sono in essere rapporti convenzionali (fermo restando il limite dettato dalla capacità formativa delle scuole stessa);

– per le specialità di Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore – Radioterapia – Ginecologia e ostetricia – Pediatria – Medicina di emergenza e urgenza, per le quali si registra una difficoltà di reperimento per il SSN, il fabbisogno espresso dalle Regioni/Province deve essere pienamente soddisfatto (fermo restando il limite dettato dalla capacità formativa delle scuole interessate).

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