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Pochi posti letto in Italia

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Post di Gaetano Lanza

Sono stati appena pubblicati i dati Eurostat sul numero dei posti letto ospedalieri. Li alleghiamo per chi ha voglia di leggerli.

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La tendenza è generale in tutta la zona euro. Dal 2004 al 2014 il taglio è stato netto. Il numero di posti letto negli ospedali è sceso da 2.81 a 2.65 milioni, una diminuzione significativa del 5,9%.

L’Italia figura tra i paesi sotto la media (che è di 521 posti letto ospedalieri per 100.000 abitanti) a quota 331 per 100 mila abitanti. La Germania è il paese con più posti letto, a quota 823 per 100 mila abitanti, un po’ meno che il triplo che da noi. Il Regno Unito, che come sappiamo non sarà da considerare più zona euro, è all’ultimo posto con 273 per 100 mila abitanti. Come si sa i sudditi di Sua Maestà contano molto sull’assistenza domiciliare integrata. La Francia ne ha più di noi per abitanti, un po’ meno del doppio. La Spagna ne ha ancora meno di noi.  Numeri alti anche per Austria, Lituania e Bulgaria che hanno registrato più di 700 posti letto per 100.000 abitanti.

Insomma una realtà a macchia di leopardo in Europa, ma con l’Italia a numeri piuttosto bassi per abitanti.

Nel 2014, più di tre quarti (76,0%) di tutti i posti letto in Europa sono stati per acuti, il 14.0% per l’assistenza riabilitativa e il restante 10,0% per l’assistenza ospedaliera ma a lungo termine o per altri scopi.

In ogni caso dappertutto si evidenzia il trend di aumento dei letti non per acuti ma per le cronicità. In incremento infatti sono i posti letto per le cure a lungo termine, o per le cosiddette RSA. Nel 2014 sono stati registrati 3.1 milioni di posti letto in tutta Europa. Il maggior numero di questi è stato registrato in Svezia e in Belgio. Anche per questa tipologia di posti letto l’Italia è comunque sotto la media europea.

Insomma il nostro Bel Paese non spende poi così tanto, almeno rispetto alla zona euro, in proporzione in posti letto sia per acuti che residenziali. E se a qualcuno da qualche parte dovesse venire in mente di attivarne qualcuno in più, perché necessita, perché parliamo di letti per acuti o anche per assistere anziani, non dovrebbe poi risultare proprio uno scandalo. La Germania così virtuosa come fa a permettersene quasi il triplo di noi. Perché è più ricca e può spendere di più? O perché in fondo i tagli da un po’ di anni a questa parte li stiamo facendo e li abbiamo fatti soprattutto noi italiani grazie all’austerity? O perché in fondo le vere spese che contano e incidono non sono poi i famigerati posti letto?

Se le statistiche vanno lette e interpretate e portate a Bruxelles, queste nostre domande potrebbero essere legittime. E potremmo forse (bestemmia) attivare qualche posto letto. O no?

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