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Rapporto Censis. Italiani sempre piu’ incerti. Post di Gaetano Lanza.

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Rapporto Censis 2019

Da poco pubblicato il 53ª Rapporto Censis sulla situazione sociale del nostro Paese. In estrema sintesi ne esce un quadro di Italiani per il 69% incerti sul presente e futuro, pessimisti per il 17%, con solo il 14 % da poter definire ottimisti. Il nostro connazionale medio dipinto oggi dal Censis é un soggetto abbastanza deluso, insoddisfatto, ma sopratutto demotivato e perplesso, pertanto sfiduciato, con scarsa visione del futuro, che soffre di precariato, poco portato a pianificare e alla fine nevrotico e ansioso. Lo dimostra il 27% di incremento di vendite di farmaci ansiolitici.  Per il 41,3% dei nostri connazionali stare bene significa essere in una condizione di benessere psicologico, di soddisfazione, di serenitá, mentre solo dieci anni fa solo il 17,4% la pensava così.

Per il 26% l’economia peggiorerá, per il 74% rimarrá tale o migliorerá poco ammesso che migliori. Per il 48,2% c’é bisogno di un “uomo forte al potere” che non debba preoccuparsi di Parlamento e di elezioni, ma debba cercare di risolvere i problemi dei cittadini, in primo luogo il lavoro e l’occupazione. Questa percentuale é salita di molto in questi ultimi anni. Tra le notizie che interessano di piú: la politica in pole position, seguono lo sport, stili di vita-viaggi-cucina, scienza-medicina-tecnologia, cultura-spettacoli, cronaca, economia.

C’é sfiducia in generale, ma sopratutto verso i politici, che la maggioranza dei telespettatori vorrebbe vedere meno in TV, mentre vorrebbe vedere di piú medici e scienziati.

Ci conforta il fatto che rimane la stima e la fiducia nei confronti della classe medica. Solo il 18% degli italiani non ha fiducia nei medici di medicina generale e solo il 9% non ha fiducia negli specialisti.

Ma vediamo un attimo la fiducia nei confronti del sistema sanitario nazionale. Ebbene, per la propria salute gli Italiani si rivolgono sia al SSN sia a operatori e strutture private a pagamento. Nell’ultimo anno il 62% che ha richiesto almeno una prestazione nel SSN ne ha richiesto e ottenuto anche almeno una nella Sanitá a pagamento: il 56,7% di chi ha un reddito basso e il 68,9% di chi ha un reddito di oltre 50.000 euro annui. Perché? Per motivi soggettivi, per avere ciò che si vuole nei tempi brevi e nelle forme preferite, ma anche e sopratutto per le liste d’attesa lunghe nel pubblico. Su 100 prestazioni LEA che i cittadini hanno provato a prenotare nel pubblico, ben 28 sono transitate nella Sanità a pagamento e per il 22,6% nel Nord-Ovest, il 20,7% nel Nord-Est, il 31,6% nel Centro, il 33,2% al Sud.

Tra le poche note positive, la generositá. Il 64,1% dei soggetti tra 18 e 40 anni dichiara di essere incline ad aiutare gli altri e a fare del  volontariato (il 67,9% delle donne e il 65,9% dei laureati). Il 92% della popolazione globale dichiara che gli piace o piacerebbe vivere in un contesto in cui le persone si conoscono, si frequentano e si aiutano. In un Paese che invecchia sempre di piú e aumentano le persone che vivono da sole, la famiglia si conferma la forma più importante di solidarietà. D’altronde il carico della non autosufficienza ricade direttamente sulle famiglie, chiamate a contare su se stesse e sui propri bilanci economici.

Insomma, Italiani incerti e delusi, che non riescono a guardare avanti, che hanno sfiducia nei politici, ma conservano una buona dose di fiducia nei medici e nella scienza.

Il Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socio-economica fondato nel 1964.

A partire dal 1973 è diventato una Fondazione riconosciuta con Dpr n. 712 dell’11 ottobre 1973.

Da oltre cinquant’anni svolge una costante e articolata attività di ricerca, consulenza e assistenza tecnica a beneficio anche delle nostre Istituzioni.

 

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