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Statine. Dimostrata l’efficacia nell’arteriopatia periferica

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Post di Gaetano Lanza

Se i cardiologi hanno imparato a prescriverle per le coronaropatie, indipendentemente dai valori della colesterolemia, un motivo ci sarà. Adesso il motivo ce l’ha anche il chirurgo vascolare per prescriverle nell’arteriopatia periferica. Le statine sono efficaci e dobbiamo imparare a usarle come usiamo gli antiaggreganti, assieme agli antiaggreganti.

E’ stato di recente pubblicato su Circulation uno studio di Shipra Arya e colleghi, della Emory University School of Medicine di Atlanta, in Georgia, che alleghiamo

Statins in PAD

che mostra come secondo i dati del Veterans Health Administration, l’uso di statine si associa a più bassi tassi di amputazione e mortalità nei pazienti con arteriopatia periferica (PAD). C’erano  finora prove limitate sull’efficacia delle statine nella PAD. Gli autori hanno utilizzato dati di 155.647 pazienti (98% maschi) affetti da PAD.  Per i dati rimandiamo alla pubblicazione.

Quello che ci preme sottolineare è la prova dimostrata della loro efficacia.

Dopo aggiustamento per età e altri potenziali fattori confondenti, le statine di bassa o moderata intensità sono state associate a una riduzione del 17% della mortalità e ad una riduzione del 24% del rischio di amputazione. Le statine ad alta intensità sono state associate a una riduzione del 30% del rischio di mortalità e una riduzione del 39% del rischio di amputazione.

Con ulteriori aggiustamenti per fattori confondenti come la razza, l’indice di massa corporea, i farmaci antipiastrinici e la severità della PAD, i rischi di morte e amputazione sono rimasti significativamente inferiori per gli utilizzatori di statine a bassa/media intensità e alta intensità. Nelle analisi dei sottogruppi, le riduzioni di rischio non differivano per età, sesso, razza, condizione del diabete e della malattia coronarica.

Le conclusioni  degli autori.
“Dopo la diagnosi di PAD, un paziente dovrebbe iniziare una terapia con statine al più alto dosaggio che possa essere tollerato, proprio come si fa per la malattia coronarica, per ridurre il rischio di amputazione e morte ……….È necessario porre tutta l’attenzione possibile sulla diagnosi precoce e sul trattamento della malattia arteriosa periferica e questo da parte di tutti gli operatori sanitari, compresi i medici di base, i cardiologi e gli specialisti vascolari”.

E’ bene ricordarlo nella nostra pratica quotidiana.

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