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Tutti pazzi per Greta?

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Post di Gaetano Lanza

Ma in che mondo viviamo? Una ragazzina di soli 16 anni (nata a Stoccolma nel 2003) in grado di scatenare un fenomeno mondiale? Il 15 marzo 2019 sará ricordato come il suo giorno. Milioni di giovani studenti (e non solo) che scendono nelle piazze del mondo per dire Basta ! Basta al peggioramento climatico del nostro pianeta ! Sono state 1769 le cittá di 112 paesi, 208 in Italia, in cui si é manifestato con scioperi fluviali di gente. E i giovani hanno ragione di lamentarsi perché é a loro che lasciamo questa pesante ereditá. L’hanno giá battezzato Gretismo. Le sue foto spopolano. I media sono impazziti. Neanche lei immaginava, forse, tutto questo, quando inizió a manifestare da sola davanti al Parlamento svedese il venerdí mattina invece di andare a scuola. C’é chi sostiene che ogni occasione é buona per non andare a scuola. C’é chi dice di averla vista, e le foto ci sono, usare cibi in pacchetti di plastica (ma questo non sminuirebbe il valore del suo gesto, cosí come non lo sminuisce la sindrome di Asperger di cui Greta sembra affetta). C’é chi sostiene che ne stiamo costruendo un mito, che la nostra specie ha bisogno di tanto in tanto di costruire miti per illudersi. Insomma si puó dire e pensare tutto e il contrario di tutto, specie su un argomento come questo. Sí, perché c’é anche chi come Trump sostiene che in realtá non é vero che il nostro pianeta stia poi rischiando cosí tanto o, anche se fosse, non possiamo rinunciare al benessere industriale e in ogni caso il nostro pianeta ha attraversato ere geologiche  di crisi climatica ben piú drammatici.

Abbiamo sentito che quello del 15 marzo non é stato che l’inizio di una lunga serie di eventi, manifestazioni, scioperi da parte di giovani e giovanissimi. In Turchia la promotrice é stata una tredicenne.  Ma attenzione. Quando si muovono i giovani e giovanissimi cosí in massa sarebbe errato sottovalutare. Innanzitutto perché loro sono piú determinati e testardi rispetto agli adulti. Fanno capricci. E i genitori spesso sono costretti a cedere e a comprare il regalo. La speranza é che questa volta il regalo sia utile anche per loro, i genitori.

Abbiamo letto che anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ha aderito  al “Global Climate Strike For Future” del 15 marzo. “Come medici, siamo convinti che i determinanti ambientali incidano profondamente sulla salute – ha spiegato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli– tanto da aver dedicato a queste correlazioni uno dei primi articoli del Codice di Deontologia. L’articolo 5 è infatti intitolato alla ‘Promozione della salute, ambiente e salute globale’. Il medico, nel considerare l’ambiente di vita e di lavoro e i livelli di istruzione e di equità sociale quali determinanti fondamentali della salute individuale e collettiva, collabora all’attuazione di idonee politiche educative, di prevenzione e di contrasto alle disuguaglianze alla salute e promuove l’adozione di stili di vita salubri, informando sui principali fattori di rischio. Il medico, sulla base delle conoscenze disponibili, si adopera per una pertinente comunicazione sull’esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale e favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni. Sempre per questo motivo, abbiamo istituito una Commissione su ‘Professione, salute, ambiente e sviluppo economico’, che monitora e segnala le situazioni a rischio, indicando i possibili interventi.  Noi medici ci uniamo ora a Greta Thunberg, la coraggiosa e volitiva studentessa che ha dato inizio al movimento, a tutti gli studenti che domani scenderanno nelle piazze, ci uniamo ai cittadini nel chiedere allo Stato misure urgenti e concrete – conclude Anelli -: siamo certi che, questa volta, l’appello non rimarrà inascoltato”.

Allora, forse é il caso che anche noi ci uniamo a Greta. Ma non per Greta, che comunque ringraziamo. Ma perché nello sguardo e sorriso testardo e quasi da Gioconda di quella ragazzina, che avremmo potuto incontrare e ignorare per strada e che adesso rischia il Premio Nobel per la Pace, possiamo e dobbiamo riconoscerci tutti.

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