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Un pallone può salvare la vita! Post di Gaetano Lanza.

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Un pallone può salvare la vita! Post di Gaetano Lanza.

Saranno contenti i tifosi di calcio, ma di calcio qui non si parla, anche se magari col calcio potrebbe avere a che fare, come slogan in un’ipotetica futura campagna pubblicitaria. Questo infatti lo slogan che abbiamo subito d’istinto lanciato sabato 24 ottobre mattina, al 117° Congresso della SIC – Società  Italiana di Chirurgia – in seno alla Sessione Congiunta SICVE- SICUT – Società  Italiana Chirurgia di Chirurgia d’urgenza e del Trauma. Ma cosa c’entra il pallone?

Partiamo dall’auspicio di una Collaborazione ed eventuale Protocollo d’Intesa, tutto da proporre ancora e da costruire, tra la SICVE e la SICUT/SIC, collaborazione auspicata il 24 scorso. I presupposti: la collaborazione di fatto esistente da decenni in varie realtà  e che le due Società  di fatto non hanno mai formalizzato. Ricordiamo anche l’origine storica della chirurgia vascolare dalla chirurgia generale. Ricordiamo tuttora le unità  di chirurgia vascolare semplici o dipartimentali operanti in seno alle chirurgie generali. Ricordiamo i temi e gli ambiti procedurali affrontati in comune da chirurghi vascolari e chirurghi generali, come sottolineato anche di recente a Milano al Congresso SICVE nella Sessione Congiunta SICVE-SIC, dal titolo che cos’altro non è se non un programma “Chirurgia Vascolare e Chirurgia Generale: quando la collaborazione?”

Di collaborazione si è parlato il 24 quando Roberto Caronno, invitato a tenere una relazione, ha esposto il modello proposto già  qualche anno fa nel Documento in Commissione CardioCerebroVascolare Regione Lombardia per la Messa in Rete delle chirurgie vascolari con particolare riferimento alla Rete Hub e Spoke nelle Emergenze –Urgenze, Documento in linea con quello pubblicato dalla SICVE con Agenas sotto la Presidenza Peinetti. Da un censimento in Lombardia sono ben 42 i centri di chirurgia vascolare che, seguendo i criteri di appropriatezza espressi nel Documento sarebbero (e crediamo saranno con la nuova Riforma) da mettere in Rete come Spoke di primo-secondo livello e Hub. Ciò consentirebbe la copertura del territorio e del fabbisogno regionale ma anche l’appropriatezza del percorso del paziente, riservando al centro Hub l’Emergenza-Urgenza maggiore (tipo il politrauma), o se volete la patologia a più alta complessità  assistenziale.

Ed é a questo punto che parlando di collaborazione nei centri e nei PS o DEA i colleghi della SICUT, con Pietro Padalino, hanno riportato l’esperienza negli USA del pallone aortico in emergenza in caso di trauma grave. Esperienza tutta americana che non sappiamo e abbiamo seri dubbi su quanto e come sia possibile traslare in Italia. La tecnica (REBOA- resuscitative-endovascular-balloon-occlusion-aorta ) risale a più di mezzo secolo fa quando fu sperimentata dagli americani nella guerra in Corea e poi pubblicata (Hughes CW, et al. Use of an intra-aortic balloon catheter tamponade for controlling intra-abdominal hemorrhage in man. Surgery 1954; 36(1):65-8). Sembra tornata in auge in USA e vi sono anche recenti pubblicazioni (Scott et al. A Novel Fluoroscopy-Free, Resuscitative Endovascular Aortic Balloon Occlusion System in a Model of Hemorrhagic Shock. J Trauma Acute Care Surg 2013; 75(1):122–8). Fioccano qui i pareri e le considerazioni. E’ più utile e opportuno usare il pallone in emergenza in uno spoke, dove il paziente magari è già  arrivato, prima di inviarlo poi in un Hub o inviare prima possibile direttamente il paziente in un Hub? Non abbiamo avuto il 24 una risposta precisa. Penso sia difficile averla. Certo un’idea ci è venuta. Prendere il mondo del pallone come testimonial e iniziare una giusta e proficua collaborazione, quella tra la SICVE e la SICUT/SIC. In fondo dovremmo essere grati al pallone. Con un pallone Andreas Roland Grà¼ntzig nel 1977 cambiò la storia della chirurgia vascolare e non solo. Da allora quanti palloni salvano vite umane?

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