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Un’occhiata alle Nuove Linee Guida Europee Cardiologiche sulle arteriopatie

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Post di Gaetano Lanza

Chi produce Linee Guida, come fa la SICVE, è bene che dia un’occhiata anche ad altre Linee Guida, specie se  “blasonate”.  Questo è avvenuto, di necessità, durante la stesura di quelle già pubblicate dalla SICVE, ma deve avvenire anche dopo, anche in previsione degli aggiornamenti che sono in agenda e che si faranno a breve. Le Linee Guida se non vengono aggiornate sono da rottamare. L’occhiata che invitiamo a dare oggi è alle nuove Linee Guida scritte e pubblicate dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) e presentate al recente Congresso Europeo di Cardiologia tenutosi a Barcellona.

Dei  4 capitoli, di cui 3 dedicati alle patologie cardiache (la doppia terapia anti-aggregante nelle patologie coronariche; l’infarto del miocardio con elevazione del tratto ST; la gestione delle valvulopatie), ci interessa qui segnalare il capitolo dedicato alle arteriopatie periferiche, che, come risaputo colpiscono oltre 40 milioni di cittadini europei e sono tra le principali cause o concause di ictus, disabilità, infarto e morte. Le Linee Guida ESC/ESVS sulle arteriopatie periferiche

https://academic.oup.com/eurheartj/article-lookup/doi/10.1093/eurheartj/ehx095

sono state scritte in collaborazione con l’ESVS (European Society for Vascular Surgery) e sono dedicate alla malattia aterosclerotica delle carotidi e delle vertebrali, delle arterie mesenteriche, delle arterie renali e delle arterie degli arti.

Particolare attenzione viene data all’uso dei farmaci anti-trombotici e anticoagulanti, per i quali vengono fornite raccomandazioni per ogni singolo distretto arterioso. Vediamo qualche caratteristica.

Sulla base dei nuovi dati disponibili sul rischio di ictus a lungo termine nei soggetti con stenosi carotidea asintomatica, queste linee guida raccomandano di sottoporre a rivascolarizzazione carotidea solo pazienti con stenosi significativa e ad alto rischio di ictus, individuando i sottogruppi di pazienti appunto a più alto rischio se trattati con sola terapia medica, mentre la precedente edizione (2011) raccomandava la rivascolarizzazione per tutti i pazienti con stenosi significativa.

Anche per le patologie delle arterie renali, viene adesso data una forte raccomandazione contro la rivascolarizzazione sistematica delle stenosi.

Completamente rivisto anche il capitolo sulla patologie delle mesenteriche con un’apertura verso la chirurgica endovascolare.

Per l’arteriopatia obliterante degli arti inferiori è stata introdotta una nuova classificazione (WIfI) per la stratificazione del rischio che considera i tre fattori principali contribuenti al rischio di amputazione: ferite (W), ischemia (I), infezioni del piede (fI) vedi anche Mills JR Sl et al.TheSociety for Vascular Surgery Lower Extremity Threatened Limb Classification System: risk stratification based on wound, ischemia, and foot infection (WIfI) J Vasc Surg 2014; 59: 220.

Comunque interessanti anche gli altri 3 capitoli dedicati alle patologie cardiache, essendo, come ampiamente noto, i pazienti con arteriopatie periferiche quasi sempre cardiopatici.

Vi proponiamo qui l’immagine (molto originale e interessante) relativa allo shift cioè al cambiamento degli indirizzi delle principali raccomandazioni delle suddette Linee Guida dalla precedente edizione del 2011 a questa del 2017.  Se non si legge bene, potete trovarla nel testo tramite il link soprariportato, nel sottocapitolo “Introduction”.

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