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Via col vento delle chirurgie vascolari del Nord

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Post di Gaetano Lanza

Programma Convegno

Le 5 C con cui Claudio Novali ha aperto, assieme a Peinetti e Nessi, il Convegno tenutosi a Novarello (Novara) al Villaggio Azzurro, splendida cornice, dovremmo sempre tenerle presenti. Confronto, Condivisione, Conteggio, Controllo, Conoscenza. Non é stato il primo incontro e non sará certo l’ultimo. Sono una serie di eventi con le 5 C che le chirurgie vascolari di 7 regioni hanno intenzione di compiere assieme. Capofila il Piemonte, con annessa Val d’Aosta, cui si é aggiunta la Liguria e da poco anche Lombardia, Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige. Un “filo sottile”, come si intitolava il Convegno, che unisce appunto queste 7 regioni del nord. Superfluo sottolineare quanto fosse e cosí é stato interessante l’incontro. Si é fatto il punto sulle novitá in tema di trattamento degli aneurismi aortici, una palestra soprattutto per giovani chirurghi vascolari, che si sono confrontati. Ma sopratutto si é fatto il punto in una tavola rotonda ad hoc sulla realtá delle chirurgie vascolari nelle 7 regioni. I referenti regionali (Novali, Peinetti, Palombo, Bellosta, Antonello delegato da Grego, Frigatti, Perkmann) hanno presentato il fotogramma dei centri nelle rispettive regioni con relativi volumi. Non é stato tanto interessante il fotogramma quanto la mole di considerazioni e idee scaturite, nel confronto anche non univoco ma foriero di proposte e propositi. Il materiale sará ospitato a breve nel sito della nostra societá nelle pagine dedicate alle suddette regioni. Un lavoro egregio in progress fatto da 7 regioni. Novali ha presentato un tema a lui caro da tempo: il benchmarking dei centri del Piemonte consentito da un modello applicativo ormai consolidato. Sul chi fa cosa e cosa bisognerebbe fare in generale si é aperto il dibattito. Linee Guida. Consensi Informati. Registri. Trials. Modeli educazionali e informativi. Rapporti con altri specialisti. C’é parecchio materiale su cui lavorare. E di ció é bene che tenga conto il nostro Direttivo che proprio su questi temi sta lavorando.

Un esempio per le altre regioni. Un modello a mio avviso da seguire.

Per la veritá anche altre regioni si sono giá mosse, come é stato anche sottolineato all’ultimo incontro dei referenti regionali durante il Congresso di Napoli. Puglia, Basilicata, Calabria si sono incontrate e i loro referenti regionali si sono confrontati. Molti incontri si sono tenuti in seno ad altre regioni, come il Lazio, l’Emilia Romagna, la Toscana, la Campania. Ma non intendiamo dare qui pagelle. Assolutamente no. Vogliamo solo seminare il vento che oggi viene da Novarello per raccogliere le tempeste in tutta Italia. Sopratutto deve essere compito dei referenti regionali informare il Direttivo che a sua volta non deve limitarsi a nominare i referenti a inizio mandato e ad ascoltarne qualcuno ogni tanto quando succede qualcosa da qualche parte.

Non sarebbe male un’Italia per macroregioni che organizzano incontri simili. Proviamo?

Nord Est Ovest: Piemonte (capofila), Val d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Trentino Alto Adige.

Centro: Toscana (capofila?), Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise.

Sud e Isole: Puglia (capofila?), Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Sará all’ordine del giorno del nostro Direttivo, che qualcosa vorrá, potrá e dovrá fare.

2 Comments to “Via col vento delle chirurgie vascolari del Nord”

  1. Giancarlo Accarino says : Rispondi

    Non mi é completamente chiaro il senso di una suddivisione per aree di una branca che già tutta insieme ha un numero di iscritti così esiguo che a livello Nazionale non riesce a farsi ascoltare in istanze quali le rivalutazioni dei DRG, l’essere inseriti tra le reti “tempo dipendendenti”, la sopravvivenza di U.O.C. che vengono declassate a UOSD
    Anche volendo proporre le macroaree inoltre andrebbero identificati dei criteri oggettivi per scegliere le capofila e la durata per una rotazione

  2. Gaetano Lanza says : Rispondi

    Caro Giancarlo,
    l’ipotesi di macroaree é venuta fuori alla riunione dei Referenti Regionali in occasione del Congresso di Napoli 2018. Non é la prima volta che se ne parla. L’esperienza della Macroarea del Nord (cui si riferisce il post) sembra positiva non solo al sottoscritto (che conta poco). Nel Post ho messo dei punti interrogativi alle Regioni Capofila per fare degli esempi, assolutamente personali, ma nulla vieta, anzi si spera che queste decisioni vengano prese dalle stesse Regioni interessate che si incontrano e decidono e magari eleggono il capofila che dura un periodo a rotazione. Credo che qualcosa comunque vada fatto in più rispetto a quanto fatto finora dai singoli Referenti Regionali che in ogni caso vanno sempre ringraziati. Ma, come si dice, l’unione fa la forza.
    Quanto alle istanze non credo che siamo proprio inascoltati.
    Per le rivalutazioni dei DRG la SICVE, nella persona del Presidente Pratesi, siede al Tavolo Ministeriale e ci sono già stati incontri positivi.
    Sulle reti tempo dipendenti molto c’é da fare ma vorrei qui ricordare come SICVE con Agenas ha prodotto almeno un Documento sulle Emergenze-Urgenze (Presidenza Peinetti). Certo non abbiamo le corsie preferenziali che hanno i cardiologi con la rete Infarto e i neurologi con la Rete Ictus. Ma…..qualcosa in più anche lì potremo fare e mi auguro faremo. Proprio la Macroarea del Nord ha prodotto un Documento (Piemonte) sulle ischemie critiche e ha avuto incontri in regione.
    Sul declassamento a UOSD, siamo deboli, perchè come sai dipende molto dalle scelte singole aziendali. Ma possiamo e dobbiamo batterci. Sono d’accordo con te.
    Ti ringrazio con affetto
    Gaetano

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