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25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne

by / / Archivio, avviso pubblico, Blog

Post di Gaetano Lanza

Abbiamo deciso di dedicare il Post di questa settimana alla Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Qualcuno non sarà d’accordo e dirà: ma che c’entra il blog di una Società Scientifica? Secondo noi invece c’entra, c’entra, c’entra. Semplicemente perchè c’entriamo tutti. Altre volte ci siamo occupati in altri post di “donne”, di movimento al femminile, siamo arrivati anche a scrivere e a sostenere che la “SICVE è donna”. Non possiamo quindi non scendere anche noi della SICVE in piazza assieme alle donne per manifestare la nostra vicinanza e solidarietà e soprattutto a denunciare anche noi questo tipo di violenza, la violenza del “maschio” contro il “sesso debole”. Che va dalle molestie ai soprusi agli abusi sessuali persino al femminicidio in nome di una falsa superiorità che risale alle caverne, quando il maschio peloso andava a caccia allo scoperto o al Medioevo quando alla donna non era permesso neanche uscire di casa. Mi direte che ancora oggi ci sono popoli interi che sono rimasti a quel Medioevo. Ebbene sì. Aiutiamoli a crescere, a venir fuori da quel Medioevo, per entrare nell’Era Moderna. La donna é la creatura più dolce, tenera e interessante che l’universo o Dio abbia potuto partorire finora. Non soffochiamola. Va conquistata con la sola forza dell’amore, non delle fibre muscolari.

Alcune cifre. Ottantaquattro le donne uccise nei primi nove mesi di quest’anno, tre solo negli ultimi giorni. In pratica una donna uccisa ogni 3 gioni. E solo in Italia. Pensate nel mondo. Il 73% degli omicidi volontari avviene tra le mura di casa e nel 56% dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. La data del 25 novembre è stata scelta dall’Assemblea Generale dell’ONU per ricordare le Sorelle Mirabal, che sono state violentate e assassinate proprio in questo giorno per avere combattuto con coraggio la dittatura nella Repubblica Dominicana. E proprio del 25 novembre 2017 è la notizia al TG che una bimba di 11 anni è rimasta incinta per abusi sessuali da parte di un vicino di casa che la bambina stessa chiamava “zio”.

Ma la violenza, ricordiamocelo, non è solo fisica. E’ anche psicologica ed é ugualmente deprecabile e detestabile, specie se subdola. Ci risulta che di questa violenza psicologica sono vittime diverse giovani colleghe, anche specializzande. Ci sono denunce (qualcuna sarà pure falsa ma la maggior parte o quasi tutte sono vere) nelle scuole, anche di specializzazione, nelle corsie, nelle sale operatorie, come in qualunque ambiente di lavoro. Il ricatto. Il corpo femminile inteso come merce di scambio. Quel corpo che invece dovrebbe essere l’altare dove si consuma quel miracolo del creato che solo l’amore può e sa interpretare.

Ogni anno il 25 novembre è dedicato alla presa di coscienza collettiva e alle misure contro la violenza sulle donne. In questa giornata sono tanti gli eventi organizzati nelle città italiane da associazioni e enti locali per far riflettere.  Ricordiamo la manifestazione alla Camera dei Deputati dove al posto degli Onorevoli abbiamo visto le donne comuni intervenire a nome personale o a nome di associazioni per denunciare pubblicamente. Pensiamo solo al coraggio che occorre raccimolare per arrivare a denunciare agli altri uno stupro subìto, superando la vergogna, il pudore, la ferita fisica e mentale che mai si rimarginerà.

A Milano una scritta sul Pirellone “ Non sei da sola”. A Roma cento sagome di donne in un parco per cento storie esposte di violenza. E così via in altre città e paesi. Un fiume immenso.

Saranno sedici i giorni dal 25 novembre per arrivare al 10 dicembre che sarà la Giornata dei Diritti Umani. Sedici giorni per un altro Post che meriterà di essere scritto e forse letto.

25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne

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Post di Gaetano Lanza

Abbiamo deciso di dedicare il Post di questa settimana alla Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Qualcuno non sarà d’accordo e dirà: ma che c’entra il blog di una Società Scientifica? Secondo noi invece c’entra, c’entra, c’entra. Semplicemente perchè c’entriamo tutti. Altre volte ci siamo occupati in altri post di “donne”, di movimento al femminile, siamo arrivati anche a scrivere e a sostenere che la “SICVE è donna”. Non possiamo quindi non scendere anche noi della SICVE in piazza assieme alle donne per manifestare la nostra vicinanza e solidarietà e soprattutto a denunciare anche noi questo tipo di violenza, la violenza del “maschio” contro il “sesso debole”. Che va dalle molestie ai soprusi agli abusi sessuali persino al femminicidio in nome di una falsa superiorità che risale alle caverne, quando il maschio peloso andava a caccia allo scoperto o al Medioevo quando alla donna non era permesso neanche uscire di casa. Mi direte che ancora oggi ci sono popoli interi che sono rimasti a quel Medioevo. Ebbene sì. Aiutiamoli a crescere, a venir fuori da quel Medioevo, per entrare nell’Era Moderna. La donna é la creatura più dolce, tenera e interessante che l’universo o Dio abbia potuto partorire finora. Non soffochiamola. Va conquistata con la sola forza dell’amore, non delle fibre muscolari.

Alcune cifre. Ottantaquattro le donne uccise nei primi nove mesi di quest’anno, tre solo negli ultimi giorni. In pratica una donna uccisa ogni 3 gioni. E solo in Italia. Pensate nel mondo. Il 73% degli omicidi volontari avviene tra le mura di casa e nel 56% dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. La data del 25 novembre è stata scelta dall’Assemblea Generale dell’ONU per ricordare le Sorelle Mirabal, che sono state violentate e assassinate proprio in questo giorno per avere combattuto con coraggio la dittatura nella Repubblica Dominicana. E proprio del 25 novembre 2017 è la notizia al TG che una bimba di 11 anni è rimasta incinta per abusi sessuali da parte di un vicino di casa che la bambina stessa chiamava “zio”.

Ma la violenza, ricordiamocelo, non è solo fisica. E’ anche psicologica ed é ugualmente deprecabile e detestabile, specie se subdola. Ci risulta che di questa violenza psicologica sono vittime diverse giovani colleghe, anche specializzande. Ci sono denunce (qualcuna sarà pure falsa ma la maggior parte o quasi tutte sono vere) nelle scuole, anche di specializzazione, nelle corsie, nelle sale operatorie, come in qualunque ambiente di lavoro. Il ricatto. Il corpo femminile inteso come merce di scambio. Quel corpo che invece dovrebbe essere l’altare dove si consuma quel miracolo del creato che solo l’amore può e sa interpretare.

Ogni anno il 25 novembre è dedicato alla presa di coscienza collettiva e alle misure contro la violenza sulle donne. In questa giornata sono tanti gli eventi organizzati nelle città italiane da associazioni e enti locali per far riflettere.  Ricordiamo la manifestazione alla Camera dei Deputati dove al posto degli Onorevoli abbiamo visto le donne comuni intervenire a nome personale o a nome di associazioni per denunciare pubblicamente. Pensiamo solo al coraggio che occorre raccimolare per arrivare a denunciare agli altri uno stupro subìto, superando la vergogna, il pudore, la ferita fisica e mentale che mai si rimarginerà.

A Milano una scritta sul Pirellone “ Non sei da sola”. A Roma cento sagome di donne in un parco per cento storie esposte di violenza. E così via in altre città e paesi. Un fiume immenso.

Saranno sedici i giorni dal 25 novembre per arrivare al 10 dicembre che sarà la Giornata dei Diritti Umani. Sedici giorni per un altro Post che meriterà di essere scritto e forse letto.

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