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ACST-2. Italia al primo posto

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Post di Gaetano Lanza.

Gentilissimi collaboratori Italiani della ACST-2, e` con molto piacere che vi invio una bozza dell’abstract da sottoporre alla attenzione dell’ESVS per la loro considerazione per il congresso annuale a Valencia a Settembre di quest’anno.  ACST-2 ha preparato l’abstract che confronta i dati demografici e i dati dei trattamenti dei pazienti Italiani (25%) con i pazienti arruolati nel resto del mondo.

Come sempre vi ringraziamo per il vostro continuo sostegno nell’arruolamento dei pazienti idonei”.

Con queste parole Johanna Chester per conto dell’ACST-2 Collaborative Group ringrazia e si complimenta con i chirurghi vascolari-endovascolari italiani.

Infatti, come si puo’ dedurre dall’abstract inviato che qui alleghiamo

ESVS Italian Baseline Abstract 28.02.2018

l’Italia e’ al primo posto nella classifica dei Paesi partecipanti.

Se volevamo godere di maggior credibilita’ all’estero, l’ACST-2 ci sta’ dando una mano.

Approfittiamone per trarre qualche altra considerazione dai dati inviati.

Stiamo parlando del piu’ vasto trial randomizzato internazionale in corso che mira a comparare stenting e endoarterectomia nella stenosi carotidea asintomatica. Pazienti attesi 3600, gia’ arruolati piu’ di 2800, di cui 25% in Italia, 15% in UK, 10 % in Serbia, 8% in Svezia e 6% in Germania.

Possiamo comparare i 622 pazienti, reclutati nei 29 centri italiani, con i 2031 reclutati nel resto del mondo (RoW).

Le considerazioni.

I pazienti arruolati in Italia sono piu’ vecchi rispetto alla media e la percentuale di sesso femminile e’ piu’ alta. In Italia  in caso di endoarterectomia l’anestesia locale e’ piu’ comune, mentre shunt e patch sono meno comuni. In caso di stenting  in Italia la protezione cerebrale si usa sempre, nel RoW nell’80%, e noi usiamo piu’ flusso invertito, piu’ stent a celle chiuse e piu’ stent innovativi rispetto agli altri.  E ultimo ma non ultimo in Italia si asportano piu’ placche vulnerabili.

Possiamo dire che anche in queste analisi di sottogruppi l’Italia non ne esce affatto male, anzi meglio che gli altri Paesi e conferma dei primati.

Ringraziamo i colleghi dell’ACST-2 Collaborative Group e in particolare Richard Bulbulia e Alison Halliday.

Ovviamente grazie e complimenti ai chirurghi vascolari endovascolari italiani con un pizzico di orgoglio che forse oggi piu’ che mai e’ giusto sbandierare in Europa e nel mondo .

ACST-2. Italia al primo posto

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Post di Gaetano Lanza.

Gentilissimi collaboratori Italiani della ACST-2, e` con molto piacere che vi invio una bozza dell’abstract da sottoporre alla attenzione dell’ESVS per la loro considerazione per il congresso annuale a Valencia a Settembre di quest’anno.  ACST-2 ha preparato l’abstract che confronta i dati demografici e i dati dei trattamenti dei pazienti Italiani (25%) con i pazienti arruolati nel resto del mondo.

Come sempre vi ringraziamo per il vostro continuo sostegno nell’arruolamento dei pazienti idonei”.

Con queste parole Johanna Chester per conto dell’ACST-2 Collaborative Group ringrazia e si complimenta con i chirurghi vascolari-endovascolari italiani.

Infatti, come si puo’ dedurre dall’abstract inviato che qui alleghiamo

ESVS Italian Baseline Abstract 28.02.2018

l’Italia e’ al primo posto nella classifica dei Paesi partecipanti.

Se volevamo godere di maggior credibilita’ all’estero, l’ACST-2 ci sta’ dando una mano.

Approfittiamone per trarre qualche altra considerazione dai dati inviati.

Stiamo parlando del piu’ vasto trial randomizzato internazionale in corso che mira a comparare stenting e endoarterectomia nella stenosi carotidea asintomatica. Pazienti attesi 3600, gia’ arruolati piu’ di 2800, di cui 25% in Italia, 15% in UK, 10 % in Serbia, 8% in Svezia e 6% in Germania.

Possiamo comparare i 622 pazienti, reclutati nei 29 centri italiani, con i 2031 reclutati nel resto del mondo (RoW).

Le considerazioni.

I pazienti arruolati in Italia sono piu’ vecchi rispetto alla media e la percentuale di sesso femminile e’ piu’ alta. In Italia  in caso di endoarterectomia l’anestesia locale e’ piu’ comune, mentre shunt e patch sono meno comuni. In caso di stenting  in Italia la protezione cerebrale si usa sempre, nel RoW nell’80%, e noi usiamo piu’ flusso invertito, piu’ stent a celle chiuse e piu’ stent innovativi rispetto agli altri.  E ultimo ma non ultimo in Italia si asportano piu’ placche vulnerabili.

Possiamo dire che anche in queste analisi di sottogruppi l’Italia non ne esce affatto male, anzi meglio che gli altri Paesi e conferma dei primati.

Ringraziamo i colleghi dell’ACST-2 Collaborative Group e in particolare Richard Bulbulia e Alison Halliday.

Ovviamente grazie e complimenti ai chirurghi vascolari endovascolari italiani con un pizzico di orgoglio che forse oggi piu’ che mai e’ giusto sbandierare in Europa e nel mondo .

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