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Dagli USA un nuovo Registro particolare

by / / Archivio, avviso pubblico, Blog

Post di Gaetano Lanza.

 

Un nuovo Registro di patologia vascolare partirà dai primi mesi del prossimo anno in USA. La notizia è apparsa pochi giorni fa in internet e su Vascular News. Sarà sponsorizzato dalla SVS (Society for Vascular Surgery), dalla SMV (Society for Vascular Medicine) e dalla PSO (Patient Safety Organization) che costituiranno un “ambiente neutro” di osservazione degli outcome principali dei pazienti vasculopatici operati e non operati. Lo scopo: verificare e migliorare la qualità assistenziale di pazienti spesso complessi come i nostri. “E’ un cambio di paradigma, rispetto all’osservazione del solo outcome procedurale, fatta finora”, sostiene Randall R DeMartino, chirurgo vascolare e co-chair del Registro. Ciò permetterà di analizzare l’intero spettro che riguarda ogni singolo paziente, compresa la variazione dei suoi fattori di rischio cardiovascolari e della propria terapia medica adottata (quindi valutazione della compliance terapeutica), e quindi meglio definire l’associazione tra trattamento chirurgico (e tipo di intervento) e/o medico e outcome (eventi avversi e reinterventi). Una sorta di analisi di Registro secondo i principi della Medicina Personalizzata.  In particolare saranno seguiti i pazienti con patologia carotidea, con AAA e con arteriopatia periferica. Il periodo di osservazione di ogni paziente dovrà essere almeno annuale. Ad una conseguente analisi post hoc potrebbero rivelarsi condizioni associate oggi poco note nella storia di questi pazienti. Sono auspicabili follow up a lungo termine. Senza dubbio è una promozione e una messa alla prova del cosidetto shared care o se preferite della cura condivisa tra diverse figure professionali, chirurgo vascolare compreso, che hanno a che fare col paziente vasculopatico e che possono così scambiarsi informazioni accedendo allo stesso data base. Il risultato non può non essere che il miglioramento dei processi decisionali e dell’assistenza, oltre che del sistema di analisi e osservazione delle patologie. In Italia nel frattempo attendiamo il fascicolo sanitario.

Se volessimo fare qualcosa di simile anche in Italia, ne dubito fortemente, la nostra SICVE dovrebbe organizzare un Registro e un data base in condivisione con i Medici di Medicina Generale, gli Internisti e ad esempio Cittadinanza Attiva. Volere è potere, si suol dire. Chissà che non si riesca a fare anche in Italia! Possiamo per lo meno provarci ? Prendiamo appunti. Intanto complimenti ai colleghi americani che ciò che annunciano fanno di sicuro.

Dagli USA un nuovo Registro particolare

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Post di Gaetano Lanza.

 

Un nuovo Registro di patologia vascolare partirà dai primi mesi del prossimo anno in USA. La notizia è apparsa pochi giorni fa in internet e su Vascular News. Sarà sponsorizzato dalla SVS (Society for Vascular Surgery), dalla SMV (Society for Vascular Medicine) e dalla PSO (Patient Safety Organization) che costituiranno un “ambiente neutro” di osservazione degli outcome principali dei pazienti vasculopatici operati e non operati. Lo scopo: verificare e migliorare la qualità assistenziale di pazienti spesso complessi come i nostri. “E’ un cambio di paradigma, rispetto all’osservazione del solo outcome procedurale, fatta finora”, sostiene Randall R DeMartino, chirurgo vascolare e co-chair del Registro. Ciò permetterà di analizzare l’intero spettro che riguarda ogni singolo paziente, compresa la variazione dei suoi fattori di rischio cardiovascolari e della propria terapia medica adottata (quindi valutazione della compliance terapeutica), e quindi meglio definire l’associazione tra trattamento chirurgico (e tipo di intervento) e/o medico e outcome (eventi avversi e reinterventi). Una sorta di analisi di Registro secondo i principi della Medicina Personalizzata.  In particolare saranno seguiti i pazienti con patologia carotidea, con AAA e con arteriopatia periferica. Il periodo di osservazione di ogni paziente dovrà essere almeno annuale. Ad una conseguente analisi post hoc potrebbero rivelarsi condizioni associate oggi poco note nella storia di questi pazienti. Sono auspicabili follow up a lungo termine. Senza dubbio è una promozione e una messa alla prova del cosidetto shared care o se preferite della cura condivisa tra diverse figure professionali, chirurgo vascolare compreso, che hanno a che fare col paziente vasculopatico e che possono così scambiarsi informazioni accedendo allo stesso data base. Il risultato non può non essere che il miglioramento dei processi decisionali e dell’assistenza, oltre che del sistema di analisi e osservazione delle patologie. In Italia nel frattempo attendiamo il fascicolo sanitario.

Se volessimo fare qualcosa di simile anche in Italia, ne dubito fortemente, la nostra SICVE dovrebbe organizzare un Registro e un data base in condivisione con i Medici di Medicina Generale, gli Internisti e ad esempio Cittadinanza Attiva. Volere è potere, si suol dire. Chissà che non si riesca a fare anche in Italia! Possiamo per lo meno provarci ? Prendiamo appunti. Intanto complimenti ai colleghi americani che ciò che annunciano fanno di sicuro.

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