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29 ottobre. Giornata Mondiale per l’Ictus

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Post di Gaetano Lanza.

Il 29 ottobre si è celebrato il World Stroke Day. Il pianeta ha lanciato quest’altro grido d’allarme: occorre combattere più efficacemente quella che è tra le principali cause di morte e invalidità: l’ictus. Manifestazioni in tutto il mondo, nei centri di cura e tra le organizzazioni che si occupano di ictus anche nel sociale. Anche noi, con questo Post, nel nostro piccolo vogliamo dare un modesto contributo.

Poche cifre che parlano da sole: 6,5 milioni di morti ogni anno e 26 milioni di sopravvissuti invalidi. Un vero e proprio Bollettino di Guerra Mondiale. E vorremmo invece pubblicare un Bollettino di Vittoria.

Diagnosi precoce e terapie efficaci e tempestive: queste sono le armi riconosciute più in grado di vincere quello che gli anglosassoni hanno battezzato “neglected serial killer”.

Urge prenderne coscienza e organizzarsi per tentare di risparmiare vittime e superstiti segnati a vita dal destino. Per questo il tema scelto per la campagna 2016 è stato ‘Face the facts: stroke is treatable’ .

Intanto passiamo anche noi la parola per farlo sapere in giro, anche sui social media, mettendo un like sulla pagina www.facebook.com/worldstrokecampaign o seguendo e twittando @WStrokeCampaign #WSD16.

L’incidenza dell’ictus è purtroppo sempre in aumento, ma la buona notizia è che, come ricorda il tema della Giornata Mondiale, ‘l’ictus è trattabile’ e si può e si deve combattere. Intanto l’ictus si può e si deve prevenire, e non ci stancheremo mai di dirlo, in tutte le forme, dal controllo dei fattori di rischio, alla diagnosi e terapia precoce delle patologie che poi portano all’ictus. Sono diverse e riconosciute. Si va dallo stile di vita errato, come la sedentarietà, il fumo attivo e passivo, l’inquinamento, l’obesità, all’ipertensione arteriosa, al diabete mellito, alle dislipidemie, eccetera, fino alla stenosi carotidea. E poi la cura più immediata e appropriata ai primi sintomi. Ormai è noto che la vita delle persone colpite da questa condizione può infatti migliorare notevolmente attraverso una maggior consapevolezza e più precoce riconoscimento dei sintomi, un miglior accesso alle cure e soprattutto mediante l’azione rapida e la messa in opera di tutto il “percorso di salvataggio”.

La campagna di pubblica sensibilizzazione mira ad aumentare la consapevolezza a tutte le età, a partire dall’età scolare e giovanile (molti sono i casi di ictus giovanile) per passare all’età matura e poi a quella più avanzata, alla quale l’ictus fa più strage.

Oggi si può e si deve intervenire più in fretta possibile. L’acronimo inglese è FAST (veloce) che sta per F = face drooping o faccia cadente, A = arm weekness o debolezza del braccio, S = speech difficulty o difficoltà nel parlare, T = time to call o è tempo di chiamare soccorso o di farsi portare in un Pronto Soccorso.

Grazie oggi alle cure più avanzate nei centri qualificati, come le Stroke Unit, sparse sul territorio nazionale, grazie alla diagnosi immediata o precoce, grazie alla trombolisi e/o stent retriver (sistemi di aspirazione e rimozione del trombo), o grazie a un intervento chirurgico tempestivo alla carotide, grazie a terapie mediche e riabilitative avviate prima possibile, si può dire che è stata radicalmente modificata in senso più favorevole la prognosi di questa malattia spesso letale.
Condizione fondamentale è ovviamente la rapidità della diagnosi, del soccorso e delle cure appropriate. In alcuni Paesi avanzati, ed è in arrivo anche in Italia, si sta sperimentando la Stroke Unit mobile, un’ambulanza con personale e apparecchiature dedicate al primo soccorso e alle prime terapie a domicilio.

Lo slogan che gira nei social è AAA for Stroke: Awareness, Access, Action.
Anche di questo si é parlato al recente Congresso SICVE di Roma, 23-25 ottobre, nella Sessione Congiunta SICVE-ISO-ALICE onlus, dal titolo “l’ictus, un impegno comune”, durante la quale è stata presentata NeuroVascNet, la nuova Rete italiana tra le Stroke Unit e le Chirurgie Vascolari Endovascolari. Digita su http://www.sicve.it/neurovascnet/ per saperne di più nei prossimi giorni; la pagina è in costruzione.

Anche questa Rete contribuirà, si spera, a migliorare la triple A for Stroke. Se sei un Neurologo o Chirurgo Vascolare partecipa anche tu o promuovi la partecipazione del Tuo centro a NeuroVascNet! Visita la pagina http://www.sicve.it/neurovascnet/ o mettiti in contatto con gaetano.lanza@multimedica.it

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