FORGOT YOUR DETAILS?

Post di Gaetano Lanza

 

Istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1992, a un anno di distanza da quando Gli fu diagnosticato il morbo di Parkinson, l’11 febbraio é la Giornata Mondiale del Malato. Non sappiamo se fu un caso, ma proprio l’11 febbraio del 2013 il Suo successore Papa Benedetto XVI annunció in latino le proprie storiche dimissioni per declino di salute. E’ anche il giorno in cui si ricorda la prima apparizione Mariana a Lourdes, avvenuta ben 161 anni fa. Ecco perché Papa Woytila scelse l’11 febbraio per la Giornata del Malato: per legarla all’apparizione della Vergine nel luogo simbolo delle guarigioni miracolose. Per volontá dell’attuale Successore al Soglio di Pietro, che ha scelto di chiamarsi come il Poverello d’Assisi, Francesco, quest’anno la Giornata si celebra in veste solenne in una cittá simbolo per i cattolici per quanto riguarda i malati: Calcutta. Il nome di questa cittá é legata in modo indissolubile a Santa Madre Teresa che ha dedicato la vita a soccorrere poveri, reietti e malati. Tutti noi ricordiamo la foto della piccola e esile “Matita di Dio” mano nella mano proprio con Karol Woytila tra i malati, come se Dio attraverso Karol avesse preso in mano la Sua Matita.

Per i cristiani, cattolici, apostolici, romani l’11 febbraio é una Giornata speciale.

Che lo sia anche per chi non é credente, cristiano, cattolico, apostolico, romano!

Io lo ero. Non é detto che non torni ad esserlo. Si vedrá. Intanto avrei voluto semplicemente stringere quelle due mani quel giorno a Calcutta. Come vorrei stringere tante mani di malati in un simbolico 11 febbraio di non so quale anno a Calcutta. Ma c’é proprio bisogno di andare a Calcutta? Basta fare il giro nel mio ospedale, qualunque giorno.

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8)

(dal Messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Malato)

 

Post di Gaetano Lanza

Ministero, Istituto Superiore di Sanitá (ISS), Regioni, Istituzioni in genere raccomandano: condivisione con il cittadino, sanitá maggiormente “friendly” e “citizens oriented”. Persino nelle indicazioni che il CNEC (Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica) e l’ISS forniscono per la revisione/stesura delle nuove Linee Guida che le Societá Scientifiche, secondo la Legge Gelli-Bianco, sono chiamate a presentare, é piú volte riportata la suddetta raccomandazione. D’altra parte da tempo lo slogan é Medicina delle 4 P: Preventiva, Predittiva, Personalizzata e Partecipativa appunto. Il “citizens oriented”, se vogliamo, é di importazione dal mondo sanitario anglosassone ma risale di fatto alle origini del pensiero greco e delle prime scuole greche di Medicina. Pensiamo a Alcmeone da Crotone e allo stesso Giuramento di Ippocrate che anteponevano l’interesse del malato a quello del medico.

Bene. Per questo bisogna lavorare quotidianamente nei nostri  ospedali e nelle nostre corsie col paziente di fronte, affianco, persino sopra di noi, ma mai sotto.

Ma le nostre Societá Scientifiche hanno mai recepito e fatta propria questa raccomandazione? O invece hanno finora quasi sempre lavorato senza il paziente (in questo caso Associazioni Pazienti) di fronte, affianco o persino sopra, ma forse anche solo senza il paziente?

Per la veritá la nostra SICVE ha fatto dei timidi tentativi in passato di approccio con Associazioni Pazienti quali Federanziani, Cittadinanzattiva, Alice (con la quale ha anche un Protocollo d’Intesa) ma che si sono dileguati. Esiste una giovane Associazione Pazienti fondata da Claudio Novali e che porta un nome strano “Titoccotoccati”, ma che buca come si suol dire i media, tutta volta al paziente vascolare. Ma la nostra SICVE non ha mai fraternizzato sul serio con queste Associazioni. Qualcuno anzi le snobba. Qualcuno forse ha persino paura di lavorarci assieme.

E non vi nascondo un personale sogno nel cassetto: chiamarle un giorno, convocarle in un Convegno e condividere con loro la nostra posizione che é quella col paziente di fronte, affianco, sopra di noi e comunque col paziente. Che bel giorno sarebbe! Forse allora si’ che verrebbe anche il Ministro ad aprire i lavori. Perche’ sappiamo bene che il Ministro va piu’ facilmente e preferibilmente dove ci sono loro: i pazienti. Non fosse altro che per avere piu’ consenso e appeal sull’opinione pubblica.

Perché parliamo oggi di ció?

Cittadinanzaattiva ha redatto il 31 gennaio un Documento che alleghiamo

Documento Cittadinanzattiva

per promuovere una efficace partecipazione dei cittadini alle politiche sanitarie pubbliche. Cento stakeholder fra esponenti di istituzioni e di organizzazioni civiche, cittadini ed esperti si sono confrontati il 30 e 31 gennaio a Roma nel corso della “Consultazione sulla partecipazione civica in sanità”.  Sappiamo che il documento sarà presentato, nella sua versione finale, nel corso di un evento che si terrà sempre a Roma il prossimo 16 maggio. Emerge la necessitá di un approccio unitario, di un linguaggio comune, di “individuare indici di rischi che possono compromettere una partecipazione di qualità e quindi proporre alcune azioni che possono essere messe in campo per minimizzarli” come ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, vice segretario generale di Cittadinanzattiva.
“Questo Indice dei rischi e delle azioni di minimizzazione – ha proseguito Mandorino – sarà a disposizione delle istituzioni che intendano realizzare pratiche di democrazia partecipativa come una traccia, utile ad affrontare con consapevolezza le dimensioni dell’inclusività, del grado di potere, dell’esito e della rendicontabilità delle pratiche stesse. Dunque uno strumento che rimarrà aperto, visto che ciascuno potrà continuamente arricchirlo sulla base della propria esperienza, ma anche utilizzabile fin da subito per orientare alla qualità le proprie pratiche di partecipazione”.

Qui di seguito cinque punti salienti del documento in corso di elaborazione.

La pratica partecipativa deve:
• essere attuata coinvolgendo i cittadini organizzati ma anche i singoli, e, particolarmente in ambito socio-sanitario, valorizzare il protagonismo delle comunità;
• utilizzare maggiormente le possibilità che la rete offre per potenziare una partecipazione estesa, possibilità ancora sottodimensionate nelle pratiche partecipative in sanità;
• essere orientata a garantire effetti di un vero cambiamento nella realtà, affinché il valore aggiunto della partecipazione non sia destinato a rimanere sulla carta;
• coinvolgere i cittadini sia nel momento della decisione sia nel momento dell’applicazione delle decisioni e della valutazione dei loro risultati, affinché l’azione pubblica risulti più incisiva e più rispondente ai bisogni dei cittadini stessi e della comunità;
• prevedere comunicazione e trasparenza in ogni fase della pratica partecipativa.

A nostro modesto avviso, e questa vuole essere la conclusione che vorrebbe essere l’inizio, serve un nuovo Patto di Alleanza con le Associazioni dei Pazienti per tante cose. Ce lo dicevano gli antichi saggi, ce lo dicono le Istituzioni, la stessa Legge Gelli, servirebbe crediamo anche a ridurre i contenziosi (tra parentesi). Possibile che non lo capiamo? Possibile che non riusciamo a far nulla?

La fiducia nasce dal basso

Sunday, 27 January 2019 by

Post di Gaetano Lanza

 

Vogliamo dedicare uno dei primi post del 2019 ad un tema che ci sta a cuore anche se ne parliamo e scriviamo poco: il rilancio dell’azione collettiva e la fiducia nella collettivitá e nelle istituzioni. Il tema, riferito al nostro Paese, quindi in generale, é squisitamente e quanto mai attuale in un periodo di incertezza dello stato sociale, degli equilibri economici, delle politiche e riflette anche lo stato d’animo dell’uomo di questo nuovo millennio, sempre piú egocentrico, rinchiuso in se stesso, riflessivo, attorcigliato nelle sue problematiche esistenziali, fino ad essere e a sentirsi piú solo e sfiduciato. E questa solitudine e questa sfiducia possono portare inevitabilmente alla depressione. Che pare sará la malattia del futuro.

A fagiolo casca un editoriale di Giuseppe De Rita sul CORSERA del 16 gennaio scorso, intitolato “La fiducia nasce dal basso”.  Troviamo molto interessante la descrizione che De Rita fa dello stato d’animo degli italiani, per cui “parliamo spesso di rancore, risentimento, cattiveria al limite, ma ne lasciamo spesso da parte uno piú pericoloso degli altri: la sfiducia”. “Non c’é bisogno di commissionare sondaggi per avere consapevolezza del clima di quasi inerte sfiducia che grava sul Paese” – scrive De Rita – “perché é la sfiducia piú del rancore che ottunde l’intelletto e depotenzia ogni spirito di iniziativa”.  E aggiunge: “Ma la fiducia (specie se collettiva) non fiorisce per nobili esortazioni dall’alto: la fiducia é un sentimento al tempo stesso intimo e complesso, tanto che Enzo Bianchi sostiene che essa é strettamente legata alla parola fede e quindi non puó venire dall’alto. Deve e puó nascere dal basso….” E porta come esempio periodi, come il post bellico e della ricostruzione, in cui c’era una vera fiducia collettiva nel nostro Paese, periodi in cui “nessuno ci predicava fiducia dall’alto”.  Ma dá anche qualche ricetta davvero interessante: “Il peso della memoria nel creare fiducia é sempre stato da noi italiani sottovalutato, forse perché siamo prigionieri del pregiudizio sessantottino che la memoria ci uccide…Sfiducia e disprezzo del passato non sono opzioni rivoluzionarie, ma regressive. Solo chi sa lavorare sugli assi lunghi della memoria ha l’occasione e le carte giuste per far fiduciosi passi in avanti.”

Premetto che al sottoscritto non piace parlare di alto e basso, ma i due aggettivi servono qui per capirsi. Per basso si intende la collettivita’, la base, e per alto le istituzioni o gli organi rappresentativi. Un millisecondo dopo aver letto l’editoriale, anzi leggendolo, ho fatto il parallelo e le parole societá civile (di De Rita) sono diventate nella mia testa societá scientifica. L’editoriale ha funzionato (quasi) lo stesso.

Non potevo non dirvelo.

Il Nuovo Direttivo

Sunday, 20 January 2019 by

Post di Gaetano Lanza

Prima seduta sabato 19 gennaio del nuovo Direttivo SICVE.

Non vogliamo qui anticipare cio’ che il nuovo Direttivo scriverá nella prima Newsletter dell’anno ai Soci. Vogliamo solo brevemente informare e commentare per  i nostri lettori.

Innanzitutto e’ d’uopo sottolineare il clima cordiale, sereno, positivo e propositivo, che é giá metá dell’opera, sulla scia del Direttivo precedente. Infatti il Presidente Pratesi nelle sue premesse ha voluto ringraziare il Presidente Nessi e il Direttivo precedente e riprendere da dove ci si era lasciati a fine anno scorso. Come ha rimarcato, molto é stato fatto ma molto resta ancora da fare. I punti messi da lui all’ordine del giorno erano davvero tanti e alcuni saranno quindi ancora oggetto della prossima riunione che avverrá a breve.

Un punto di partenza. Le nuove normative sulla formazione e quindi Medtech, giá terreno di lavoro del precedente Direttivo, ma che vanno ulteriormente approfondite per adeguarsi in un mondo, diciamo pure ginepraio, di nuove regole sui rapporti Societá Scientifica – Segreteria Organizzativa – Aziende sponsor –  Educational Grant – Beneficiari. Tutti lo sappiamo. Prima era molto semplice, ora é sempre piú difficile: organizzare eventi. Ed é bene muoversi con il Codice in mano e con l’Avvocato seduto affianco.

E’ stato fatto un bilancio senz’altro positivo e non solo economico, in particolare del Congresso di Napoli. Quello prossimo di Firenze non sará senz’altro di meno, sempre sulla scia di quello di Napoli: se possibile ancora migliore bilancio costi – ricavi, senza calo del livello scientifico, ovviamente. Perché la resa, essendo la nostra una associazione non profit, sara’ investita, in altre voci di spesa per servizi a favore della Societa’ nel completo rispetto delle finalitá statutarie.

E a proposito di Statuto, una promessa, un must. La ripresa immediata dei lavori della Commissione paritaria sulle nuove proposte di modifiche di Statuto, giá preannunciate nell’Assemblea di Bologna 2017 dal Presidente Stella.

Come da prassi, le nomine dei Probiviri (confermati i precedenti), delle varie Commissioni, dei Referenti Regionali, che troveremo anche sul sito e di cui avremo modo di scrivere.

E poi alcuni tra i principali temi, grandi sfide, grandi impegni. Parliamo di Linee Guida da rivedere, aggiornare, secondo gli indirizzi non semplici del’ISS e nuovo CNEC (Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica). Ma parliamo anche di Registro, da rivalutare, implementare, riavviare, adeguare a Vascunet e Consorzio Internazionale, perché in questo settore molto c’é da fare se vogliamo avere nostri dati e controllarli da noi, e per non essere tacciati di inferioritá nei confronti di altre Societá o di altri Paesi. Ma parliamo anche per ultimo ma non ultimo dell’Italian Journal of Vascular Endovascular Surgery, nostro Organo Ufficiale, che va anch’esso piú sostenuto con pubblicazioni originali da parte delle nostre Scuole che preferiscono forse pubblicare su Riviste straniere a piú alto IF.

Insomma, un bell’inizio di un Direttivo che si e’ proposto e dovrá lavorare parecchio e non senza difficoltá.  Ma, come diceva Albert Einstein, da difficoltá e ostacoli nascono spesso opportunitá. E se lo diceva lui……

Post di Gaetano Lanza

 

Rapporto ANAAO-ASSOMED

Interessante il rapporto ANAAO-ASSOMED pubblicato di recente, che alleghiamo, che lancia un grido d’allarme sulla carenza di specialisti che abbiamo ma che sopratutto avremo tra pochi anni e che metterá in ginocchio il nostro quarantenne SSN se non saranno presi dei provvedimenti seri.

La Legge Finanziaria 2007 e le politiche sanitarie degli ultimi decenni hanno dato come inevitabile conseguenza il mancato adeguamento degli organici ospedalieri.
Va ricordato il totale fallimento della programmazione del numero di specialisti per regione e disciplina.
Nei prossimi anni mediamente si laureeranno circa 10.000 medici ogni anno, ma il numero di contratti di formazione post laurea, che solo nel 2018 è arrivato a circa 7.000, è da tempo insufficiente a coprire la richiesta di specialisti e di percorsi formativi rispetto al numero di laureati e rispetto alle esigenze assistenziali SSN. Si è determinato un “imbuto formativo”, che nel tempo ha ingabbiato in un limbo circa 10.000 giovani medici, che aumenteranno nei prossimi 5 anni fino ad oltre 20.000 senza un forte incremento dei contratti di formazione specialistica.

Assistiamo al fenomeno di tanti giovani medici laureati destinati a ritentare l’ammissione alle scuole di specialità l’anno successivo o a emigrare, cosí regalando ad altre nazioni, in particolare Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia, l’investimento per la loro formazione scolastica ed universitaria.

Effetto pensionamenti. La messa in pensione di personale medico dalle strutture del SSN si prospetta in netto peggioramento, sia per il superamento del famoso scalone introdotto dalla riforma Fornero, e sia ora per la cosiddetta “quota 100” che prevede il pensionamento anticipato con 62 anni di età e 38 di contributi.
Attualmente i dirigenti medici escono dal sistema con una età media di 65 anni. La curva dei pensionamenti raggiungerà il suo culmine tra il 2019 e il 2022 con uscite valutabili intorno a 6000/7000 ogni anno. Siamo di fronte, infatti, ad una popolazione professionale particolarmente invecchiata per il blocco del turnover degli anni precedenti. L’emorragia di medici raggiungerà la cifra di circa 52.000 unità entro il 2025.

Incrociamo poi una previsione dei possibili pensionamenti di specialisti attivi nel SSN al 2025 con la proiezione del numero di specialisti che, a programmazione invariata, potrebbero uscire dalle scuole universitarie nei prossimi otto anni, stimando che solo il 75% degli specialisti formati scelga di lavorare per il SSN (fonte: rapporto FIASO 2018). Proiettando al 2025 il numero di specialisti che potrebbero uscire dalle scuole di specializzazione, considerato il numero totale di medici specialisti attivi nel SSN (n°=105.310) e stimando i pensionamenti dal 2018 al 2025 in 52.500 unità, il risultato finale è una carenza di circa 16.500 specialisti.
Si evince che la gran parte delle discipline andranno in carenza grave di specialisti.

Aggiungiamo pure il fenomeno delle auto dimissioni dagli incarichi ospedalieri per il peggioramento delle condizioni di lavoro, con aumento dei carichi, associato anche al mancato rispetto della normativa europea sui riposi ed alimentato da un sentimento di sfiducia e di demotivazione per cui numerosi medici specialisti lasciano gli ospedali pubblici in favore del privato o di lavori alternativi sul territorio considerati piú remunerativi. In alcune regioni circa il 10% degli specialisti ospedalieri si dimettono annualmente, in particolare di Anestesia e Rianimazione, di Ortopedia, di Pronto soccorso e di Pediatria/Neonatologia.

A questo aggiungiamo pure la carenza di vocazioni verso determinate branche specialistiche, sopratutto chirurgiche, come rilevato dal recente censimento ALS (Associazione Liberi Specializzandi), relativo ai contratti di formazione specialistica assegnati all’ottavo scaglione 2018, pubblicate lo scorso ottobre. Da tali dati risulta evidente come, al momento del censimento, dopo il primo scorrimento della graduatoria, alcune specialità chirurgiche risultino scarsamente appetibili, come ad esempio chirurgia toracica (assegnate il 15,1% delle borse), chirurgia generale (assegnato il 31%), chirurgia vascolare (assegnato il 34,4%) e ortopedia e traumatologia (assegnato il 47,2%), Anche per quanto riguarda le specialità legate all’emergenza urgenza va registrata una bassa attrattività: medicina d’urgenza riportava infatti una percentuale di assegnazione del 32,8% e anestesia e rianimazione del 40,2%. Risultavano invece da tempo saturati al 100% i posti in chirurgia plastica, dermatologia, oculistica, endocrinologia, pediatria, oftalmologia e cardiologia, discipline che aprono sbocchi di carriera anche sul territorio e nel privato, con prospettiva di maggior guadagno e di una migliore qualità di vita.

Quali rimedi sono possibili o immaginabili?

La Legge di Bilancio per il 2019 prevede la partecipazione degli specializzandi dell’ultimo anno a concorsi per dirigenti medici del SSN. Ci sembra comunque pochino obiettivamente. Sarebbe comunque auspicabile una previsione più esplicita di assunzione in servizio a tempo determinato degli specializzandi, anche prima del conseguimento del titolo. Ma, soprattutto, manca nella legge appena approvata dal Parlamento una decisa svolta nelle politiche assunzionali che superi l’anacronistico blocco introdotto con la Legge Finanziaria 2006. Anche l’incremento previsto del numero dei contratti di formazione, circa 900 a partire dal 2019, è largamente insufficiente per ridurre il deficit di specialisti che ci attende nell’immediato futuro.

Ma il dramma é anche la carenza di medici specialisti pronti sul mercato anche in presenza di uno sblocco del turnover. E’ necessario, pertanto, non solo sbloccare il turnover ma incrementare anche il finanziamento per un maggior numero di borse di studio per le scuole di specializzazione e per nuove assunzioni, considerando anche i diversi miliardi di risparmi effettuati dalle Regioni nell’ultimo decennio per le politiche di restrizione.

Per quanto attiene la formazione post laurea, oltre ad incrementare ad almeno 9500/10.000 i contratti annuali, è arrivato il momento di una riforma globale passando ad un contratto di formazione/lavoro da svolgere fin dal primo anno di specializzazione in una rete di ospedali di insegnamento in modo da mettere a disposizione degli specializzandi l’immensa casistica e il patrimonio culturale e professionale del SSN.

Occorre apportare modifiche sostanziali all’impianto legislativo del D.lgs. 368/99 in cui risulti evidente una compartecipazione equa tra Università e Ospedali del SSN nel percorso formativo e nel controllo della qualità dello stesso.

Queste sopra riportate sono le principali stime, considerazioni e ricette espresse da ANAAO-ASSOMED che ci sentiamo di sottolineare e sottoscrivere in pieno.

Post di Gaetano Lanza

Abbiamo pensato di fare gli Auguri per il nuovo Anno con questo primo Post 2019 dedicato alla Manovra Finanziaria del nostro Governo Giallo Verde.

Il 30 dicembre, in zona Cesarini, la Camera ha approvato in via definitiva, tra vestiti stracciati o gilet blu delle opposizioni, il Disegno di Legge sul Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.

Per il SSN vengono stanziati 114,439 miliardi di euro per il 2019, che salgono di 2 miliardi nel 2020 e di 1,5 miliardi nel 2021. Questi ultimi incrementi sono però vincolati alla firma del nuovo Patto per la Salute tra Governo e Regioni entro il 31 marzo 2019.

Estrapoliamo alcuni punti della Manovra che ci sembrano piú interessanti in materia sanitaria.

Alcuni commi abrogano la riduzione a metà dell’IRES per alcuni enti che svolgono attività sociali, culturali e attività con fini solidaristici. In particolare, si abroga l’articolo che dispone la riduzione alla metà dell’IRES (dal 24 al 12 per cento) nei confronti dei seguenti enti :

– enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza;
– istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali;
– enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione;   – ecc.

Su questo punto il premier Conte nella conferenza stampa ha poi aggiunto:Sull’Ires al non profit devo assumermi le mie responsabilità, quando si commette un errore lo si riconosce. Valuteremo come ricalibrare la misura ascoltando le istanze del Terzo settore”. Ha aggiunto poi anche: “Con la riforma per una maggiore autonomia delle Regioni lo Stato non trasferirà tutte le competenze, specie quelle che sono di sua prerogativa. Livelli essenziali dei servizi saranno garantiti a tutto il Paese, io sono garante del progetto e della coesione nazionale e sociale”. Anche il Capo dello Stato Mattarella nel suo messaggio di fine anno ha precisato la volontà di “non tassare la bontà”.

Rinnovo contrattuale 2019-2021.
Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019 – 2021, nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo.

Risorse per la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie.

Per l’attivazione di interventi volti a ridurre i tempi d’attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie viene autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per il 2019, e 100 milioni per il 2020 e 2021.
Le risorse saranno ripartite in favore delle regioni secondo modalità individuate con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato Regioni, da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del Decreto.
L’azione di monitoraggio verrà effettuata, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.
Da segnalare che, anche nel Decreto Fiscalerecentemente approvato dal Parlamento, per il solo anno 2020, veniva autorizzata una spesa pari a 50 mln per le stesse finalità di riduzione dei tempi delle liste d’attesa per prestazioni sanitarie. Pertanto per l’anno 2020 risulterebbero due autorizzazioni di spesa aventi la stessa finalità in base a provvedimenti diversi, per un totale complessivo di 150 milioni di euro.

Si affida ad Agenas il compito di realizzare a supporto del Ministero della salute e delle Regioni un sistema di analisi e monitoraggio delle performance delle aziende sanitarie che segnali, in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti relativamente alle componenti economico – gestionale, organizzativa, finanziaria e contabile, clinico-assistenziale, di efficacia clinica e dei processi diagnostico – terapeutici, della qualità, sicurezza ed esito delle cure, nonché dell’equità e della trasparenza dei processi. Per lo svolgimento di queste attività è autorizzata la spesa di100.000 euro annui a decorrere dal 2019.

Misure di programmazione, di miglioramento della qualitá delle cure e dei servizi.

a)revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli assistiti al fine di promuovere maggiore equità nell’accesso alle cure;
b)rispetto degli obblighi di programmazione a livello nazionale e regionale in coerenza con il processo di riorganizzazione delle reti strutturali dell’offerta ospedaliera e dell’assistenza territoriale, con particolare riferimento alla cronicità e alle liste d’attesa;
c) valutazione dei fabbisogni del personale del SSN e riflessi sulla programmazione della formazione di base e specialistica e sulle necessità assunzionali, ricomprendendo l’aggiornamento del parametro di riferimento relativo al personale;
d) implementazione di infrastrutture e modelli organizzativi finalizzati alla realizzazione del sistema di interconnessione dei sistemi informativi del SSN che consentiranno di tracciare il percorso seguito dal paziente attraverso le strutture sanitarie e i diversi livelli assistenziali del territorio nazionale tenendo conto delle infrastrutture già disponibili nell’ambito del sistema Tessera Sanitaria e del fascicolo sanitario elettronico;
e) promozione della ricerca in ambito sanitario;
f) miglioramento dell’efficienza e dell’appropriatezza nell’uso dei fattori produttivi, e ordinata programmazione del ricorso agli erogatori privati accreditati che siano preventivamente sottoposti a controlli di esiti e di valutazione con sistema di indicatori oggettivi e misurabili;
g) valutazione del fabbisogno di interventi infrastrutturali di ammodernamento tecnologico.

Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici (900 borse in più) viene autorizzata una spesa incrementata di 22,5 milioni di euro per il 2019, di 45 milioni di euro per il 2020, di 68,4 milioni di euro per il 2021, di 91,8 milioni di euro per il 2022 e di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023.

I medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno del relativo corso sono ammessi alle procedure concorsuali in esame nella specifica disciplina bandita e collocati, nel caso di esito positivo delle procedure, in una graduatoria separata. La loro eventuale assunzione a tempo indeterminato, nel caso in cui siano risultati idonei o utilmente collocati nelle rispettive graduatorie, è comunque subordinata al conseguimento del titolo di specializzazione e all’esaurimento della graduatoria dei medici già specialisti alla data di scadenza del bando.

Cos’altro aggiungere se non …..Auguri!

Auguri a questa Finanziaria. Auguri al nostro Paese Italia.  Auguri al nostro SSN che entra nel suo 41o anno di vita. Auguri a chi lavora in Sanitá, a chi non lavora in Sanitá, a chi non lavora affatto ma cerca lavoro.

Auguri da SICVE. Auguri a SICVE. Auguri con SICVE. Auguri a chi ci legge, ma sopratutto a chi non ci legge con l’auspicio che prima o poi lo faccia.

C’é un augurio che abbiamo ricevuto da un nostro follower e che desideriamo pubblicare.

E’ tratto da un passo del Don Chisciotte di Cervantes.

A tutti quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi.
Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore.
A coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A tutti i cavalieri erranti.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.

 

 

Natale speciale

Sunday, 23 December 2018 by

 Post di Gaetano Lanza

Anche se non è esattamente quella che apparve in cielo quando quel Bambino nacque 2018 anni fa, quella che seguirono i Magi come segno di un evento speciale sulla Terra, quella che gli studiosi hanno dimostrato che apparve davvero in cielo quella strana Notte, mi piace pensare che anche questa di quest’anno, la 46P/Wirtanen, conserva lo stesso fascino e mistero. Il 12 dicembre, la cometa verde di Wirtanen (dal suo scopritore) ha raggiunto il perielio ossia il punto meno distante dal sole lungo il suo cammino. Il calore della nostra stella ha cosí sciolto il ghiaccio e le polveri aumentandone ancora di più la luminosità e il colore verde. Il 12 dicembre in tanti come me hanno potuto ammirare il suo bagliore diverso dalle altre stelle. Il 16 dicembre ha raggiunto nel suo cammino il punto di massima vicinanza alla Terra, ben 12 milioni di chilometri. La cometa verde é ancora visibile nel cielo notturno in queste notti.

Le comete altro non sono che innocue “palle di neve sporca”, composte da rocce mescolate a gas congelati, acqua, metano, ammoniaca e polvere. Fanno parte della cosiddetta Nube di Oort che avvolge il sistema solare e che é composta da miliardi di corpi rocciosi congelati, residui della nascita del sistema solare. Ogni tanto qualche roccia si stacca dalla nube e si avvicina al nostro sistema entrando in orbita ellittica (quindi continua) o aperta (quindi solitaria) col sole. Le comete sono tra i corpi celesti più affascinanti, grazie alla loro lunga coda luminosa, che altro non é che la scia del materiale che evapora col caldo della stella al centro del sistema. Grazie alla loro coda e al fatto che si presentano (o si ripresentano) a noi in cielo, hanno da sempre affascinato o intimorito l’uomo. Secondo antiche credenze popolari, una cometa é portatrice di evento negativo (sventura, peste, guerra, morte) o positivo (benessere, fortuna, vita). Per i Magi, che erano astronomi e astrologi in quel tempo, quella cometa era portatrice di un evento positivo, anzi speciale sulla Terra. Scoprirono su indicazione di quella cometa che l’evento speciale preparato da tempo altro non era che la nascita di un Bambino in una grotta di poveri pastori. Era quello l’evento speciale che Dio Universo quella notte regalava all’umanitá. Non nello sfarzo, ma nella semplicita’ e umilta’. Il Disegno Divino non poteva essere migliore.

Sono piú di duemila anni che abito nel castello di Erode. Cambio nome ogni generazione. Ho imparato l’arte del guarire. Non sono un filantropo, anche se  vorrei esserlo. Mi pagano per guarire la gente e spesso non ci riesco. Ma mi sta bene perché conduco una vita agiata assieme alla mia famiglia alla quale non faccio mancare nulla. Fuori dal castello c’é molta gente che stenta a vivere. Mi ritengo un uomo fortunato. Mi piacciono molto oltre alla medicina o arte del guarire anche le lettere, la filosofia, la fisica  e appunto l’astronomia che seguo nei secoli. Anche questa volta, come succede ogni tanto, si é accesa in cielo quella cometa alla quale quest’anno gli astronomi danno il nome di Wirtanen (dal suo scopritore). E’ buio sulla terra ma c’é tanta luce nel cielo stracolmo di stelle. Anche questa notte, che chiamano Natale in onore di quel Bambino Speciale, questa notte tra 24 e 25 dicembre dell’anno 2018 secondo il calendario gregoriano, come altre notti di questi tempi al freddo, é nato un bambino che é avvolto in povere fasce nel grembo di una madre che fa parte di una compagnia di straccioni che viene da lontano in cerca di un rifugio e di fortuna.  Anche quest’anno, la notte tra 24 e 25 dicembre dell’anno 2018 secondo il calendario gregoriano per me é una notte come tante, per niente speciale perché continuo a rimanere al caldo nel castello.

Post di Gaetano Lanza

Conclusa l’8.va edizione biennale di quello che ormai é considerato uno dei pochi big events a livello planetario, come italiani possiamo essere fieri, ma devono essere fieri e noi li ringraziamo i due Chairmen Roberto Chiesa e Germano Melissano, i loro stretti collaboratori e l’intera macchina del San Raffaele.  Grazie a loro, i big della chirurgia vascolare, in particolare aortica, si sono ritrovati nella tre giorni milanese a presentare e discutere aggiornamenti e novitá, assieme anche a tanti giovani e meno giovani, italiani e stranieri, in un’aula gremita e immensa, quella voluta da Don Verzé, dove ai piedi del palco su una pietra é scolpita una croce formata dalle parole Deus, in verticale da alto,  Jesus, in orizzontale, Patients, in verticale in basso.  Come non ricordare le frasi e gli aforismi di quel Prete, che sono scolpiti tra i muri di quello che rimane sempre il Suo Ospedale ? come ad esempio: Senza la ricerca scientifica e senza la tecnologia d’avanguardia, un ospedale é ancora soltanto un lazzaretto.

I numeri del meeting la dicono tutta. Piú di mille e duecento iscritti. Piú di mille e cinquecento presenze. Tutte le industrie di settore. Oltre all’aula plena, aule di esercitazione pratica per i giovani, aule per incontri (a proposito, si é tenuto il secondo incontro di SICVE Young, dopo il primo di Napoli). La quantitá, che spesso non é sinonimo di qualitá, qui lo é stato.

Qualcuno, tra gli spazi espositivi, mi ha voluto far notare (ahilui!) che c’era piú gente qui che al Congresso SICVE. Ho risposto che il paragone non regge. Sono due pesi e due misure. L’Aortic Surgery é un big event mondiale. Quello di SICVE é un evento nazionale di una Societá nazionale, che, diciamolo pure, non é tra le piú popolose.

Per l’occasione é stato presentato il volume curato dai due chairmen dal titolo Aortic Complexities, che non puó mancare nella biblioteca di un chirurgo vascolare. Grazie anche di questo, Roberto e Germano. E grazie anche per aver coinvolto la Marfan Foundation, Associazione Pazienti.

E per dare anche una nota di colore e sapore, la serata della cena di Gala, con l’ormai immancabile Albano e l’instancabile sua ugola, un quartetto di splendide e eccellenti artiste canore e tanti tanti amici, amiche e colleghi, a tavola nella cornice natalizia e esclusiva del Four Seasons montenapoleonico.

Appuntamento, tra due rivoluzioni terrestri.

  

Primo OGM umano in Cina ?

Sunday, 02 December 2018 by

Post di Gaetano Lanza

La aspettavamo da tempo. La notizia é passata anche inosservata. Forse non é vera. O forse sí. Ma merita un cenno.

Sarebbero due gemelline di neanche un mese i primi esseri umani della storia nati in Cina con il Dna modificato, quindi OGM umani, grazie a una sofisticata e recentissima tecnica di ingegneria genetica, detta Crispr. Ad annunciarlo all’Associated Press è il ricercatore che ha condotto l’esperimento, il cinese dottor He Jiankui dell’Università di Shenzhen, in occasione di un Congresso a Honk Kong.

Cos’é la tecnica Crispr ? E’ una tecnica di ingegneria genetica di “taglia e cuci” per cui viene eliminato un gene malato e inserito al suo posto un gene sano.

Per saperne un pó di piú clicca su

http://www.educational.rai.it/materiali/file_lezioni/68588_636520834470490497.pdf

Il dottor He (nella foto in alto), che ha studiato anche in USA a Stanford, ha modificato il Dna di embrioni di sette coppie, togliendo dal loro Dna un gene che codifica per una proteina Ccr5 che altro non é che un recettore al quale si attacca il virus Hiv dell’Aids (a proposito, il primo dicembre si é celebrata la Giornata Mondiale per la Lotta contro l’Aids) per poter infettare le cellule immunitarie. Se manca questo recettore, il virus non puó agire. Nelle sette coppie che si sono sottoposte a trattamenti per la fertilità, il padre era positivo per l’Hiv (la madre no) e in questo modo si voleva proteggere i nascituri dall’infezione. Solo in una donna sulle sette donne sono stati trasferiti gli embrioni modificati. Il problema dell’Aids in Cina è molto grave, essendo la Cina tra i Paesi a piú alto tasso di questa malattia. Il dottor He ha dichiarato di averlo fatto a scopo umanitario e per dare un esempio, lasciando alla societá (scientifica ma anche umana) di decidere se procedere su questa strada.

A dire il vero la notizia non é sicura e non ci sono conferme sulle affermazioni del ricercatore.

E’ noto che i cinesi sono pionieri nelle tecniche di manipolazione del Dna e già nel 2015 avevano annunciato di avere modificato geneticamente embrioni umani, non adatti, però, a essere impiantati. Anche gli americani avevano poi autorizzato esperimenti del genere.

L’umanitá comunque é giunta al bivio. Deve decidere se continuare su questa strada. Gli scienziati e gli esperti di etica si dividono tra sostenitori e detrattori.

Il dilemma. E’ etico modificare il genoma umano, anche se a scopo benefico, come ha fatto (forse) il dottor He?

Certo, la strada é allettante. Si potrebbero prevenire e sconfiggere definitivamente piaghe della nostra specie. Quindi, cancro, diabete, aterosclerosi, invecchiamenti, Aids appunto. L’umanitá potrebbe giungere anche ad un passo dall’immortalitá.

Ma avremmo umani OGM. Umani prodotti di provetta e quindi tutti sani, belli, sempre giovani e senza chirurghi vascolari.

Ma non sarebbe forse anche un pó monotono?

 

 

Post di Gaetano Lanza

Oltre 800 operatori sanitari e più di 700 cittadini appartenenti a circa 300 associazioni di tutela appartenenti o afferenti a 417 strutture (Aziende Ospedaliere e Universitarie, Policlinici, IRCCS e Case di cura private accreditate). Questi sono stati i protagonisti di un recente Progetto di Ricerca “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero” effettuato da AGENAS, in collaborazione con Cittadinanzattiva e Regioni e Province Autonome. Frutto di un’attenzione particolare nei confronti di un tema sempre piú attuale quale quello dell’umanizzazione delle cure. Occasione fornita anche dal 40esimo anniversario del nostro SSN che ricorre quest’anno. La valutazione si é basata sul metodo della partecipazione e condivisione della valutazione tra operatori sanitari e cittadini utenti del SSN.

La check list del Progetto, articolata in 142 item suddivisi in 4 aree, indica come risultato di valutazione complessiva una media nazionale intorno a 7 su un valore da 1 a 10 e in particolare i risultati di punteggio sono migliori negli item relazione con il paziente, accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura. Sono invece meno buoni quelli relativi ai servizi per gli stranieri.

Riportiamo qui di seguito i risultati del Progetto e la Tabella relativa alla “pagella” riassuntiva.

Ricerca Agenas

Alcune considerazioni.

“Coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano la propria salute è una svolta che può solo migliorare il nostro SSN, che a dicembre compie 40 anni e che resta tra i migliori modelli internazionali di sanità universalistica”. Questo il commento del Ministro della Salute Giulia Grillo al Progetto.

Bevere, Direttore Agenas, ha aggiunto: «L’auspicio è che il prossimo Patto per la salute rafforzi la necessità di dotarsi di indicatori per il monitoraggio della capacità di accoglienza delle nostre strutture di cura, perché ambienti confortevoli e personale sanitario sensibile a tutte le esigenze dei malati rappresentano essi stessi straordinari strumenti terapeutici”.

Il percorso avviato grazie ad AGENAS rappresenta un esercizio in pratica di quanto stabilito già dalla legge 833 del 1978 “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale” che prevedeva oltre che il diritto alla salute di tutti i cittadini (come da Costituzione, art.32 – sembra oggi incredibile, ma prima del ’78 ció non era previsto da alcuna legge) appunto il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche del SSN, in particolare nella valutazione.

Uno spunto per noi. Potremmo avviare anche noi nel nostro piccolo una ricerca, magari un breve questionario SICVE su base volontaristica, ovviamente, da far compilare ai nostri pazienti o familiari, copiando gli item della pagella.

Tramite internet?

Sarebbe un modo intelligente, moderno e poco costoso per avvicinare la nostra SICVE ai cittadini e alle Istituzioni, proprio come indica la legge 833 di esattamente 40 anni fa. Sarebbe anche un bel modo di festeggiare il 40mo compleanno del nostro ben amato ma anche tanto discusso SSN.

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