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Gli ultimi dati Eurostat

by / / Archivio, avviso pubblico

Pubblicato pochi giorni fa il Press-Release di Eurostat sulle principali cause di morte in Europa nel 2013, che alleghiamo. Più di un milione di morti per crisi cardiaca (644.000 casi), prima causa, e per stroke (433.000 casi) , seconda causa. Le morti cardiocerebrovascolari hanno rappresentato il 21,6% di tutte le morti. Mortalità questa con trend comunque in discesa rispetto al 2000, nonostante l’incremento dell’età media della popolazione. Questa è una buona notizia. Frutto certo dei miglioramenti nel campo della prevenzione e della cura in questo settore?

Ma se analizziamo lo share tra i vari Paesi dell’Unione notiamo qualcosa d’interessante. Ai nostri cugini francesi va la medaglia d’oro per il primo posto con la percentuale più bassa sia per le morti cardiache che per quelle cerebrovascolari. Complimenti! Mentre l’Italia è più o meno a metà classifica, messa un po’ meglio rispetto alla media europea per le morti cardiache, e un po’ peggio della media per le morti per stroke. E’ probabile che ciò sia solo un dato statistico che non riflette affatto una diversa performance per curare il cuore o il cervello nel nostro Paese. Ma come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. In Italia si cura meglio l’infarto miocardico che lo stroke ? In effetti, diciamocelo pure, la Rete Infarto sembra più efficiente della Rete Stroke nella nostra penisola e le Unità Coronariche sembrano più performanti delle Stroke Unit, che in molte realtà, forse troppe, languono ancora. Ma diciamola pure tutta, è probabile che curare il cuore risulti poi più semplice (si fa per dire) che curare il cervello, specie in emergenza. Resta comunque un dubbio. Come mai i francesi sono così bravi e più bravi di tutti? O è solo un caso? Ma si fa fatica a pensare che sia solo un caso.

Un campanello d’allarme per lo stroke in Italia, comunque.

Eurostat 2016 – scarica il Pdf

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Pubblicato pochi giorni fa il Press-Release di Eurostat sulle principali cause di morte in Europa nel 2013, che alleghiamo. Più di un milione di morti per crisi cardiaca (644.000 casi), prima causa, e per stroke (433.000 casi) , seconda causa. Le morti cardiocerebrovascolari hanno rappresentato il 21,6% di tutte le morti. Mortalità questa con trend comunque in discesa rispetto al 2000, nonostante l’incremento dell’età media della popolazione. Questa è una buona notizia. Frutto certo dei miglioramenti nel campo della prevenzione e della cura in questo settore?

Ma se analizziamo lo share tra i vari Paesi dell’Unione notiamo qualcosa d’interessante. Ai nostri cugini francesi va la medaglia d’oro per il primo posto con la percentuale più bassa sia per le morti cardiache che per quelle cerebrovascolari. Complimenti! Mentre l’Italia è più o meno a metà classifica, messa un po’ meglio rispetto alla media europea per le morti cardiache, e un po’ peggio della media per le morti per stroke. E’ probabile che ciò sia solo un dato statistico che non riflette affatto una diversa performance per curare il cuore o il cervello nel nostro Paese. Ma come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. In Italia si cura meglio l’infarto miocardico che lo stroke ? In effetti, diciamocelo pure, la Rete Infarto sembra più efficiente della Rete Stroke nella nostra penisola e le Unità Coronariche sembrano più performanti delle Stroke Unit, che in molte realtà, forse troppe, languono ancora. Ma diciamola pure tutta, è probabile che curare il cuore risulti poi più semplice (si fa per dire) che curare il cervello, specie in emergenza. Resta comunque un dubbio. Come mai i francesi sono così bravi e più bravi di tutti? O è solo un caso? Ma si fa fatica a pensare che sia solo un caso.

Un campanello d’allarme per lo stroke in Italia, comunque.

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