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Il nuovo (Bio)Testamento

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Post di Gaetano Lanza.

V Comandamento. “Non uccidere“. (Es 20,13)

Il 20 aprile è passata alla Camera la proposta di legge sul Biotestamento, con 326 voti a favore, 268 contrari, 6 astenuti. Riguarda il testamento di fine vita che ognuno di noi potrà predisporre. Comunque sia è una prova di civiltà, questa é l’opinione personale. La tecnologia medica oggi consente di raggiungere risultati estremi tali da porre questioni etiche che prima non ci sognavamo e che venivano risolte da madre natura o, se vogliamo da Dio, che per i panteisti è la stessa cosa. L’Uomo Nuovo sfida sempre di più la natura e quindi Dio, perché la vita e la morte finora dominio incontrastato di Dio/Natura, oggi diventano sempre più dominio dell’Uomo Nuovo, quello tecnologico, quello post moderno, quello che succede all’Homo Sapiens Sapiens, quello che qualcuno ha definito di recente Homo Pluralis o Post Human. E’ probabile quindi che ci sia bisogno di riscrivere un Nuovo Patto di Alleanza con Dio Padre e quindi che ci sia bisogno di un Nuovo (Bio)Testamento. D’altra parte se Dio ha permesso all’uomo di evolversi e raggiungere questo nuovo stadio di sviluppo ci sarà un motivo, o no? L’avrebbe persino deciso e voluto dall’inizio dei Tempi. Mi piace pensare a un Dio molto più intelligente di quanto abbiamo pensato finora, a un Dio molto più generoso, a un Dio molto più aperto, che si è compiaciuto finora e da sempre nella Sua creatura speciale (che poi tanto speciale potrebbe non essere nell’immenso universo che avrà senz’altro sperimentato e sperimenterà altre forme di vita intelligente) e che continuerà a compiacersi, a un Dio dell’Amore sconfinato in grado di umiliare la Legge e vincere la Morte, come fece con Suo Figlio il Nazareno, a un Dio che non può pretendere o persino aver predisposto che la Scienza e la Fede umane siano in contrasto tra di loro, invece di completarsi a vicenda, nel segno dell’Amore universale, che illumina la Verità e guida l’evoluzione della nostra specie.

Dove c’è Amore, lì c’è Dio, ho sentito recitare in Chiesa. Che sia questa la ricetta? Tranquilli, non sono un pinzochero.

Ma il problema etico-morale di fondo, che ricorre anche questa volta e sopratutto questa volta, è sempre lo stesso. L’Uomo può decidere in piena coscienza di morire (o consentire o predisporre alla propria morte fisica quando è ancora in piena coscienza) per evitare di soffrire quando non ci sono o non ci saranno vie di scampo alla morte (miracoli a parte) o quando la vita si riduce ad una sopravvivenza che non permette e si presume non permetterà alcuna relazione fisica (in estremo, anima senza corpo) o intellettiva (in estremo, corpo senz’anima) con il mondo esterno? Qui è opportuno distinguere tra accanimento terapeutico e eutanasia, che sono concetti ben diversi tra loro, lasciando che la morte arrivi senza opporvisi, nel primo caso, anticipandola e procurandola nel secondo caso. Nell’accanimento terapeutico l’uomo tecnologico moderno diventa sempre più performante. Ma è giusto che lo sia e che lo diventi? Nell’eutanasia il filo è ancora più sottile. Ma noi poi siamo proprio sicuri che sia amore quello che si nutre nel cercare a tutti i costi di mantenere in vita o meglio in sopravvivenza un corpo senz’anima o un’anima senza corpo, se il soggetto in piena coscienza di sé non vuole o ha dichiarato di non volerlo, perché ritiene ciò un’assurdità, un controsenso, una condizione innaturale? Sia fatta la volontà di Dio, dicono i pinzocheri che sostengono la sopravvivenza a oltranza. E se fosse proprio Dio a non volerla questa condizione innaturale, e ci chiedesse di risolvere da noi la questione, da bravi e onesti cittadini dell’universo, avendoci dato o predisposto un cervello in grado di ragionare e decidere ognuno per sè? Proprio questo é il punto: ognuno per sé.

La proposta di legge per il Biotestamento dalla Camera passa ora al Senato e come ha detto il Presidente Grasso di recente per un’altra proposta di legge (quella sulla legittima difesa) meno male che c’è anche il Senato. Poi dovrebbe tornare alla Camera e seguire l’iter. Sappiamo già che alla fine avremo una Legge imperfetta, come ogni legge umana. Siamo con Rita Levi Montalcini: elogio dell’imperfezione. Certo Mosè molto più facilmente si ritirò sul Monte e tornò con le Tavole già pronte e perfette. E sentenziò: non uccidere. Ma qualcuno dirà che Mosè è nel Vecchio Testamento e qui siamo invece nel Nuovo (Bio)Testamento.

L’articolo 1 regolerebbe il consenso informato nel fine vita. Anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico, verrebbe garantito l’accompagnamento terapeutico nel fine vita, aprendo anche alla possibilità di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua. Verrebbe inoltre riconosciuto al medico di non avere obblighi professionali qualora il paziente, ad esempio, gli chieda di sospendere terapie fondamentali per la vita, come la nutrizione e l’idratazione, o addirittura l’interruzione dei macchinari che lo tengono in vita. Un apertura dunque, seppur non esplicitata, all’obiezione di coscienza che non ha mancato di sollevare diverse polemiche tra i nostri politici.

Per l’articolo 3 ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi potrebbe, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, cosidette DAT, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Potrebbe indicare una persona di sua fiducia (un fiduciario) che potrebbe fare le veci e lo rappresenterebbe nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Queste DAT dovrebbero essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata oppure con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potrebbero poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistrata.

L’articolo 4 è dedicato alla pianificazione condivisa delle cure tra medico e paziente di fronte all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante. Il medico e l’equipe sanitaria sono tenuti ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. Ma questa pianificazione ad ogni modo potrà essere oggetto di aggiornamenti rispetto al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

L’articolo 5 dispone invece che quanto previsto dalla legge sul Biotestamento si applica anche alle dichiarazioni di volontà già presentate e depositate.

L’articolo 6 contiene la clausola di invarianza finanziaria secondo la quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, per cui non è stato possibile istituire il registro nazionale delle DAT.

Il Movimento 5 stelle ha chiesto che nella legge venissero inserite norme che permettano l’eutanasia anche in Italia, ma l’emendamento è stato respinto con 268 no, 84 sì e 23 astenuti.

Mosè, se puoi, dacci una mano!

Il nuovo (Bio)Testamento

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Post di Gaetano Lanza.

V Comandamento. “Non uccidere“. (Es 20,13)

Il 20 aprile è passata alla Camera la proposta di legge sul Biotestamento, con 326 voti a favore, 268 contrari, 6 astenuti. Riguarda il testamento di fine vita che ognuno di noi potrà predisporre. Comunque sia è una prova di civiltà, questa é l’opinione personale. La tecnologia medica oggi consente di raggiungere risultati estremi tali da porre questioni etiche che prima non ci sognavamo e che venivano risolte da madre natura o, se vogliamo da Dio, che per i panteisti è la stessa cosa. L’Uomo Nuovo sfida sempre di più la natura e quindi Dio, perché la vita e la morte finora dominio incontrastato di Dio/Natura, oggi diventano sempre più dominio dell’Uomo Nuovo, quello tecnologico, quello post moderno, quello che succede all’Homo Sapiens Sapiens, quello che qualcuno ha definito di recente Homo Pluralis o Post Human. E’ probabile quindi che ci sia bisogno di riscrivere un Nuovo Patto di Alleanza con Dio Padre e quindi che ci sia bisogno di un Nuovo (Bio)Testamento. D’altra parte se Dio ha permesso all’uomo di evolversi e raggiungere questo nuovo stadio di sviluppo ci sarà un motivo, o no? L’avrebbe persino deciso e voluto dall’inizio dei Tempi. Mi piace pensare a un Dio molto più intelligente di quanto abbiamo pensato finora, a un Dio molto più generoso, a un Dio molto più aperto, che si è compiaciuto finora e da sempre nella Sua creatura speciale (che poi tanto speciale potrebbe non essere nell’immenso universo che avrà senz’altro sperimentato e sperimenterà altre forme di vita intelligente) e che continuerà a compiacersi, a un Dio dell’Amore sconfinato in grado di umiliare la Legge e vincere la Morte, come fece con Suo Figlio il Nazareno, a un Dio che non può pretendere o persino aver predisposto che la Scienza e la Fede umane siano in contrasto tra di loro, invece di completarsi a vicenda, nel segno dell’Amore universale, che illumina la Verità e guida l’evoluzione della nostra specie.

Dove c’è Amore, lì c’è Dio, ho sentito recitare in Chiesa. Che sia questa la ricetta? Tranquilli, non sono un pinzochero.

Ma il problema etico-morale di fondo, che ricorre anche questa volta e sopratutto questa volta, è sempre lo stesso. L’Uomo può decidere in piena coscienza di morire (o consentire o predisporre alla propria morte fisica quando è ancora in piena coscienza) per evitare di soffrire quando non ci sono o non ci saranno vie di scampo alla morte (miracoli a parte) o quando la vita si riduce ad una sopravvivenza che non permette e si presume non permetterà alcuna relazione fisica (in estremo, anima senza corpo) o intellettiva (in estremo, corpo senz’anima) con il mondo esterno? Qui è opportuno distinguere tra accanimento terapeutico e eutanasia, che sono concetti ben diversi tra loro, lasciando che la morte arrivi senza opporvisi, nel primo caso, anticipandola e procurandola nel secondo caso. Nell’accanimento terapeutico l’uomo tecnologico moderno diventa sempre più performante. Ma è giusto che lo sia e che lo diventi? Nell’eutanasia il filo è ancora più sottile. Ma noi poi siamo proprio sicuri che sia amore quello che si nutre nel cercare a tutti i costi di mantenere in vita o meglio in sopravvivenza un corpo senz’anima o un’anima senza corpo, se il soggetto in piena coscienza di sé non vuole o ha dichiarato di non volerlo, perché ritiene ciò un’assurdità, un controsenso, una condizione innaturale? Sia fatta la volontà di Dio, dicono i pinzocheri che sostengono la sopravvivenza a oltranza. E se fosse proprio Dio a non volerla questa condizione innaturale, e ci chiedesse di risolvere da noi la questione, da bravi e onesti cittadini dell’universo, avendoci dato o predisposto un cervello in grado di ragionare e decidere ognuno per sè? Proprio questo é il punto: ognuno per sé.

La proposta di legge per il Biotestamento dalla Camera passa ora al Senato e come ha detto il Presidente Grasso di recente per un’altra proposta di legge (quella sulla legittima difesa) meno male che c’è anche il Senato. Poi dovrebbe tornare alla Camera e seguire l’iter. Sappiamo già che alla fine avremo una Legge imperfetta, come ogni legge umana. Siamo con Rita Levi Montalcini: elogio dell’imperfezione. Certo Mosè molto più facilmente si ritirò sul Monte e tornò con le Tavole già pronte e perfette. E sentenziò: non uccidere. Ma qualcuno dirà che Mosè è nel Vecchio Testamento e qui siamo invece nel Nuovo (Bio)Testamento.

L’articolo 1 regolerebbe il consenso informato nel fine vita. Anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico, verrebbe garantito l’accompagnamento terapeutico nel fine vita, aprendo anche alla possibilità di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua. Verrebbe inoltre riconosciuto al medico di non avere obblighi professionali qualora il paziente, ad esempio, gli chieda di sospendere terapie fondamentali per la vita, come la nutrizione e l’idratazione, o addirittura l’interruzione dei macchinari che lo tengono in vita. Un apertura dunque, seppur non esplicitata, all’obiezione di coscienza che non ha mancato di sollevare diverse polemiche tra i nostri politici.

Per l’articolo 3 ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi potrebbe, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, cosidette DAT, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Potrebbe indicare una persona di sua fiducia (un fiduciario) che potrebbe fare le veci e lo rappresenterebbe nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Queste DAT dovrebbero essere rilasciate con atto pubblico, con scrittura privata autenticata oppure con scrittura privata consegnata personalmente dal disponente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, e quindi annotate in apposito registro oppure alle Strutture Sanitarie nelle Regioni che ne abbiano regolamentato la raccolta. Potrebbero poi essere revocate, in caso di urgenza e di emergenza, con dichiarazione verbale raccolta alla presenza di due testimoni o videoregistrata.

L’articolo 4 è dedicato alla pianificazione condivisa delle cure tra medico e paziente di fronte all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante. Il medico e l’equipe sanitaria sono tenuti ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. Ma questa pianificazione ad ogni modo potrà essere oggetto di aggiornamenti rispetto al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

L’articolo 5 dispone invece che quanto previsto dalla legge sul Biotestamento si applica anche alle dichiarazioni di volontà già presentate e depositate.

L’articolo 6 contiene la clausola di invarianza finanziaria secondo la quale non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, per cui non è stato possibile istituire il registro nazionale delle DAT.

Il Movimento 5 stelle ha chiesto che nella legge venissero inserite norme che permettano l’eutanasia anche in Italia, ma l’emendamento è stato respinto con 268 no, 84 sì e 23 astenuti.

Mosè, se puoi, dacci una mano!

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