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Il primo SICVE Webinar. Post di Gaetano Lanza.

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Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni.” Chi scriveva cosí era Albert Einstein, uno dei piú grandi geni che l’umanitá possa vantare. Siamo certi che alla crisi del coronavirus avrebbe risposto con queste parole.

Ci sono eventi che fanno precipitare le crisi. Il Sars-CoV-2, mettendoci in ginocchio, ha fatto precipitare diverse crisi. Innanzitutto la crisi dei sistemi sanitari di tutti i Paesi, da quelli piú poveri, poco preparati ad affrontare emergenze sanitarie, a quelli piú ricchi in fondo anche essi poco preparati (anche psico-sociologicamente) ad affrontare alcune vere e proprie  “guerre” sanitarie e sempre piú devoti a garantire e favorire la salute pubblica in tempo di pace.  Ma, strettamente correlata, c’é la crisi economica, del lavoro, della globalizzazione, dei sistemi produttivi che garantiscono il benessere sociale e la stessa sopravvivenza degli individui piú deboli e piú esposti.

Quando una crisi precipita bisogna trovare soluzioni adeguate in tempi rapidi, piú rapidi possibili. Ma cerchiamo di vedere anche i lati positivi, come sosteneva Einstein. La creativitá e le nuove tecnologie, esempio quelle digitali, possono offrire soluzioni anche rapide e originali e portare appunto progresso.  Pensate allo smart working.

Un pó di tempo fa pubblicammo un Post dedicato ad una Viewpoint Are Medical Conferences Useful ? And for Whom ? pubblicata in tempi non sospetti, nel 2012, su JAMA da John P. A. Ioannidis, un medico-scienziato e scrittore greco-americano, un esperto che ha contribuito alla medicina basata sull’evidenza, all’epidemiologia e alla ricerca clinica. Ioannidis studia gli aspetti e i risvolti della ricerca scientifica, della meta-ricerca principalmente in medicina clinica e delle scienze sociali. Ioannidis in quell’editoriale che qui alleghiamo

are_medical_conferences_useful-JAMA2012

e suggeriamo di leggere attentamente per esteso (non é perdita di tempo) metteva ben in evidenza, con parole e concetti molto forti, forse troppo forti, alcuni aspetti non trascurabili della crisi del sistema tradizionale di “fare conferenze e congressi medico-scientifici”. E indicava delle soluzioni.

“Gaining the podium for the plenary presentation or important sessions at a major meeting confers prestige, even though there is little safeguard that what these featured speakers say has any value and quality. Each professional society and organization creates its cadre of leaders, with meetings making these leaders visible to the members who usually participate passively by listening. Given the dynamics of large professional societies and conferences, leadership is sometimes judged not on scientific merit, hard work, and originality of thought but rather on the ability to navigate power circles. Some young scientists may be even discouraged to think that merit, hard work, and originality of thought is what counts.”

“In the electronic age in which information can be shared around the world instantly, the contribution of large medical conferences to the dissemination and advancement of science is unclear. Education and training can also happen outside of such venues.”

La domanda chiave: Are medical congresses dinosaurs doomed to become extinct?”

Alcune soluzioni: “Eventually, some evidence should be accrued on whether specific types of current conferences offer advantages compared with other means of serving the same needs, including social networking tools, remote conferencing, and repurposed meetings.”

Non ce ne vogliate per tutta questa lunga premessa allo scopo di commentare il Primo Webinar che la nostra SICVE ha organizzato con successo lo scorso 7 maggio sul tema “ESPERIENZE DELLA CHIRURGIA VASCOLARE ITALIANA DURANTE LA PANDEMIA COVID-19” .

I feedback ricevuti da parte di molti partecipanti sono stati positivi e di incoraggiamento al nostro Presidente e al Consiglio Direttivo ad andare avanti. Come ha detto in apertura il Presidente, in linea con altre Societá Scientifiche e Associazioni nazionali e estere, inizia una stagione nuova di incontri da remoto, che il coronavirus ci ha costretti a organizzare.

E’ stato questo il primo di una serie di webinar che avranno altri titoli e altri obiettivi e probabilmente il prossimo, o uno dei prossimi, sará dedicato alla Fase 2 di ripartenza dei Centri.

Ampia é stata la partecipazione con una punta di oltre 200 partecipanti. Ottima la performance dei relatori e molto sentita la discussione, in particolare sugli aspetti medico-legali dell’informativa e del consenso informato medico-paziente.

La nostra Segreteria sta provvedendo a caricare il materiale sul sito www.sicve.it in uno spazio dedicato a disposizione di chiunque. Non sarebbe male dar seguito a commenti web mediati.

Un invito al prossimo webinar lo riceveremo tutti, appena il Direttivo l’avrá organizzato.

Non é che l’inizio.  Stay tuned ! 

1 Comment to “Il primo SICVE Webinar. Post di Gaetano Lanza.”

  1. mirta D'Orazio says : Reply

    Sono assolutamente d’accordo con il concetto che le Crisi ci inducono a trovare soluzioni e spingono il genere umano ad una rapida evoluzione in risposta a nuove e inattese problematiche.
    Mi complimento con Il Presidente e con tutto il Consiglio SICVE che ha dimostrato autorevolezza e vicinanza ai soci organizzando un tale evento informativo e formativo.
    Come Gaetano Lanza esprime benissimo, sono certa che i Congressi , intesi come momento di scambio di esperienze e aggiornamento , debbano essere sostituiti da eventi formativi su piattaforme Online in modo da poter raggiungere tutti i colleghi .
    Certamente non possono sostituire il piacere di incontrarsi ‘de visu ‘ in circostanze a volte più conviviali che scientifiche.
    Per questo, però, ci sarà sempre tempo.
    Grazie ancora a tutti e spero in una futura realizzazione di tali eventi.
    Mirta D’Orazio

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