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Il Rapporto CREA 2017

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Post di Gaetano Lanza.

5 luglio. Il nostro Presidente vola a Roma. La riunione è importante e organizzata da CREA (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” . Il panel degli esperti é composto da:

  • 11 rappresentanti dell’Industria: 10 dirigenti di aziende medicali (farmaci e device) e 1 presidente di compagnia assicurativa sanitaria
  • 34 componenti del Management aziendale: 25 direttori generali di aziende sanitarie, 8 direttori sanitari di aziende sanitarie e 1 coordinatore di nucleo tecnico regionale di area vasta
  • 15 rappresentanti delle Istituzioni: 7 nazionali e 8 regionali
  • 31 rappresentanti delle Professioni sanitarie: 25 presidenti di società scientifiche (compresa SICVE), 2 segretari nazionali di società scientifiche, 2 dell’universita, 2 coordinatori regionali di aree cliniche
  • 11 rappresentanti degli Utenti: 10 presidenti/coordinatori nazionali di associazioni dei pazienti e 1 direttore di media (testata giornalistica sanitaria).

Quella che viene presentata è la V edizione (2017) del Rapporto CREA sul ranking dei Servizi Sanitari Regionali (SSR), qui allegata, elaborata nell’ambito del progetto “Una misura di Performance dei SSR”.

Rapporto CREA

Si tratta di una valutazione della Performance dei vari SSR, allargata allo spettro di analisi degli impatti della spesa privata e in generale agli outcome di salute della popolazione; in definitiva una valutazione complessiva dei vari sistemi di sanità regionale, con l’obiettivo di fornire una indicazione sul livello di aspettativa del cittadino paziente a seconda della regione. Il ranking è prodotto, pertanto, dal panel qualificato che conta 102 rappresentanti delle diverse categorie di stakeholder.

Gli indicatori presi in considerazione erano : Appropriatezza, Economico Finanziaria, Esiti, Sociale (equità e solidarietà), Innovazione.

Nella Tabella che segue è esposto un riassunto della valutazione globale dei vari indicatori a seconda degli stakeholder. Esempio: Indicatore Appropriatezza: percentuale più alta 27% data dai professionisti, percentuale più bassa data dalle industrie 12%. E così via.

“I risultati raggiunti – sottolinea Crea Sanità – indicano come diversi gruppi di stakeholder abbiano effettivamente preferenze diverse e quindi giudizi non perfettamente sovrapponibili sulle Performance dei SSR; quest’anno un’analisi ad hoc, resa possibile da una presenza maggiore ed equilibrata a livello territoriale dei partecipanti all’esercizio, ha palesato come ci sia anche una dipendenza dal contesto in cui questi operano (SSR in Piano di Rientro o in sostanziale equilibrio)”. Vedi fig 3.87 nel Rapporto.

Del Rapporto CREA sono interessanti le considerazioni seguentiIn questa annualità è nuovamente aumentato il peso della Dimensione Economico Finanziaria (21,2%), ribadendo che però fornisce un contributo opposto a seconda del contesto di provenienza; si è ridotto invece quello del Sociale (20,2%), anche qui con una “spaccatura” geografica: rimane importante nelle Regioni in sostanziale equilibrio, mentre nel Meridione una quota di disagio viene “pragmaticamente” considerata ineliminabile, almeno nel breve periodo. La Dimensione Innovazione, introdotta per la prima volta, ha riscosso un “favore” relativo, contribuendo per il 16,2%, probabilmente a causa degli indicatori elaborati, che non sono stati definiti dal Panel perfettamente rappresentativi. Si riequilibra il peso fra Esiti ed Appropriatezza (21,2% e 21,0%), ritenuta quest’ultima un elemento essenziale soprattutto dagli stakeholder delle Regioni in sostanziale equilibrio. Analizzando il contributo per categoria di stakeholder, si nota che gli Utenti sembrano dare maggior importanza al Sociale e all’Economico-Finanziario (oltre il 50%) e poi ad Appropriatezza, Innovazione ed Esiti.  Le Professioni sanitarie attribuiscono invece all’Appropriatezza quasi un terzo (26,5%) del peso della Performance; seguono l’aspetto economico (23,5%) e gli Esiti (22,1%), mentre modesto è il contributo dell’Innovazione e del Sociale (13,9% e 13,4%). Il Management aziendale ritiene essere il Sociale la Dimensione che contribuisce maggiormente alla Performance, con il 28,8%, seguita dall’Appropriatezza con il 25,3% e dall’Economico-Finanziaria con il 23,7%; l’Innovazione è invece quella che contribuisce in minor misura (7,2%). Le Istituzioni  ritengono che oltre il 75% del contributo alla Performance sia associato ad Esiti (31,6%), Appropriatezza (22,9%) ed Innovazione (22,5%); decisamente modesto è il contributo della Dimensione Economica e Sociale (9,9% e 13,1%). Infine, i rappresentanti dell’Industria attribuiscono un maggior peso alla componente economica (23,6%), agli Esiti (22,9%) e all’Innovazione (22,3%); Sociale ed Appropriatezza contribuiscono complessivamente per meno di un terzo alla Performance (19,0% e 12,2% rispettivamente).

Per quanto riguarda le diverse performance dei diversi SSR, come espresso nella Tabella che segue, Calabria, Abruzzo, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Molise finiscono nell’area “critica” con indice di performance <40%; Lazio, Sardegna, Marche, P.A. di Bolzano, Valle d’Aosta, Sicilia, Umbria, Piemonte, Campania, P.A. di Trento e Basilicata si posizionano in un’area “intermedia” con indice di performance 41-49%; Toscana (primo posto), Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna risultano nell’area “dell’Eccellenza” con indice di performance >50%.

 

Si ribadisce per l’ennesima volta anche qui, come se ce ne fosse bisogno, la nota spaccatura Nord-Sud del nostro Sistema Sanitario Nazionale.  

A distanza di 16 anni dall’introduzione nella nostra Costituzione del famoso titolo V, introdotto appunto nel 2001, è bene forse chiedersi se in Italia siamo sulla strada giusta. Per la Sanità, il settore più interessato dal titolo V, la ricetta è stata giusta oppure no? O non siamo finiti forse in quella terra di mezzo (ogni allusione ai romanzi di Tolkien o al Signore degli Anelli o a Mafia Capitale è puramente casuale) per cui il federalismo nel nostro paese non è e non sarà né carne né pesce? Un po’ come per i famosi Stati Uniti d’Europa?

Il Rapporto CREA 2017

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Post di Gaetano Lanza.

5 luglio. Il nostro Presidente vola a Roma. La riunione è importante e organizzata da CREA (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” . Il panel degli esperti é composto da:

  • 11 rappresentanti dell’Industria: 10 dirigenti di aziende medicali (farmaci e device) e 1 presidente di compagnia assicurativa sanitaria
  • 34 componenti del Management aziendale: 25 direttori generali di aziende sanitarie, 8 direttori sanitari di aziende sanitarie e 1 coordinatore di nucleo tecnico regionale di area vasta
  • 15 rappresentanti delle Istituzioni: 7 nazionali e 8 regionali
  • 31 rappresentanti delle Professioni sanitarie: 25 presidenti di società scientifiche (compresa SICVE), 2 segretari nazionali di società scientifiche, 2 dell’universita, 2 coordinatori regionali di aree cliniche
  • 11 rappresentanti degli Utenti: 10 presidenti/coordinatori nazionali di associazioni dei pazienti e 1 direttore di media (testata giornalistica sanitaria).

Quella che viene presentata è la V edizione (2017) del Rapporto CREA sul ranking dei Servizi Sanitari Regionali (SSR), qui allegata, elaborata nell’ambito del progetto “Una misura di Performance dei SSR”.

Rapporto CREA

Si tratta di una valutazione della Performance dei vari SSR, allargata allo spettro di analisi degli impatti della spesa privata e in generale agli outcome di salute della popolazione; in definitiva una valutazione complessiva dei vari sistemi di sanità regionale, con l’obiettivo di fornire una indicazione sul livello di aspettativa del cittadino paziente a seconda della regione. Il ranking è prodotto, pertanto, dal panel qualificato che conta 102 rappresentanti delle diverse categorie di stakeholder.

Gli indicatori presi in considerazione erano : Appropriatezza, Economico Finanziaria, Esiti, Sociale (equità e solidarietà), Innovazione.

Nella Tabella che segue è esposto un riassunto della valutazione globale dei vari indicatori a seconda degli stakeholder. Esempio: Indicatore Appropriatezza: percentuale più alta 27% data dai professionisti, percentuale più bassa data dalle industrie 12%. E così via.

“I risultati raggiunti – sottolinea Crea Sanità – indicano come diversi gruppi di stakeholder abbiano effettivamente preferenze diverse e quindi giudizi non perfettamente sovrapponibili sulle Performance dei SSR; quest’anno un’analisi ad hoc, resa possibile da una presenza maggiore ed equilibrata a livello territoriale dei partecipanti all’esercizio, ha palesato come ci sia anche una dipendenza dal contesto in cui questi operano (SSR in Piano di Rientro o in sostanziale equilibrio)”. Vedi fig 3.87 nel Rapporto.

Del Rapporto CREA sono interessanti le considerazioni seguentiIn questa annualità è nuovamente aumentato il peso della Dimensione Economico Finanziaria (21,2%), ribadendo che però fornisce un contributo opposto a seconda del contesto di provenienza; si è ridotto invece quello del Sociale (20,2%), anche qui con una “spaccatura” geografica: rimane importante nelle Regioni in sostanziale equilibrio, mentre nel Meridione una quota di disagio viene “pragmaticamente” considerata ineliminabile, almeno nel breve periodo. La Dimensione Innovazione, introdotta per la prima volta, ha riscosso un “favore” relativo, contribuendo per il 16,2%, probabilmente a causa degli indicatori elaborati, che non sono stati definiti dal Panel perfettamente rappresentativi. Si riequilibra il peso fra Esiti ed Appropriatezza (21,2% e 21,0%), ritenuta quest’ultima un elemento essenziale soprattutto dagli stakeholder delle Regioni in sostanziale equilibrio. Analizzando il contributo per categoria di stakeholder, si nota che gli Utenti sembrano dare maggior importanza al Sociale e all’Economico-Finanziario (oltre il 50%) e poi ad Appropriatezza, Innovazione ed Esiti.  Le Professioni sanitarie attribuiscono invece all’Appropriatezza quasi un terzo (26,5%) del peso della Performance; seguono l’aspetto economico (23,5%) e gli Esiti (22,1%), mentre modesto è il contributo dell’Innovazione e del Sociale (13,9% e 13,4%). Il Management aziendale ritiene essere il Sociale la Dimensione che contribuisce maggiormente alla Performance, con il 28,8%, seguita dall’Appropriatezza con il 25,3% e dall’Economico-Finanziaria con il 23,7%; l’Innovazione è invece quella che contribuisce in minor misura (7,2%). Le Istituzioni  ritengono che oltre il 75% del contributo alla Performance sia associato ad Esiti (31,6%), Appropriatezza (22,9%) ed Innovazione (22,5%); decisamente modesto è il contributo della Dimensione Economica e Sociale (9,9% e 13,1%). Infine, i rappresentanti dell’Industria attribuiscono un maggior peso alla componente economica (23,6%), agli Esiti (22,9%) e all’Innovazione (22,3%); Sociale ed Appropriatezza contribuiscono complessivamente per meno di un terzo alla Performance (19,0% e 12,2% rispettivamente).

Per quanto riguarda le diverse performance dei diversi SSR, come espresso nella Tabella che segue, Calabria, Abruzzo, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Molise finiscono nell’area “critica” con indice di performance <40%; Lazio, Sardegna, Marche, P.A. di Bolzano, Valle d’Aosta, Sicilia, Umbria, Piemonte, Campania, P.A. di Trento e Basilicata si posizionano in un’area “intermedia” con indice di performance 41-49%; Toscana (primo posto), Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna risultano nell’area “dell’Eccellenza” con indice di performance >50%.

 

Si ribadisce per l’ennesima volta anche qui, come se ce ne fosse bisogno, la nota spaccatura Nord-Sud del nostro Sistema Sanitario Nazionale.  

A distanza di 16 anni dall’introduzione nella nostra Costituzione del famoso titolo V, introdotto appunto nel 2001, è bene forse chiedersi se in Italia siamo sulla strada giusta. Per la Sanità, il settore più interessato dal titolo V, la ricetta è stata giusta oppure no? O non siamo finiti forse in quella terra di mezzo (ogni allusione ai romanzi di Tolkien o al Signore degli Anelli o a Mafia Capitale è puramente casuale) per cui il federalismo nel nostro paese non è e non sarà né carne né pesce? Un po’ come per i famosi Stati Uniti d’Europa?

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