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Orario di lavoro, riposi e lavoro notturno. Cosa cambia per medici e dirigenti sanitari? Post di Flavio Peinetti.

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Legge_30_ottobre_2014_n.161

Attuazione dell’art.14 L. 161

Articolo del Corriere della Sera, segnalato dal Presidente Chiesa. http://www.corriere.it/salute/15_novembre_01/medici-nuovi-orari-servono-20mila-assunzioni-piu-d7886e42-8069-11e5-aac9-59b4cd97071f.shtml

Orario di lavoro, riposi e lavoro notturno.
Cosa cambia per medici e dirigenti sanitari? Post di Flavio Peinetti.

Come noto l’UE ha definito dal 1993 (Direttiva 104/1993/CE) standard comuni che disciplinano l’orario di lavoro, applicati dal 2000 (Direttiva 34/2000 CE) a tutti i settori dell’economia, garantendo ai lavoratori orari di lavoro equi e periodi minimi di riposo. A novembre 2003 la Direttiva 88/2003 CE definisce i criteri “minimi” relativi a riposi,pause,ferie,orario massimo di lavoro, lavoro notturno. Il riposo giornaliero “minimo” è stabilito pari a 11 ore consecutive nelle 24 ore, mentre il tempo di lavoro massimo settimanale è fissato a 48 ore (compreso lo straordinario).

A seguito di ripetute sollecitazioni da parte dell’UE anche l’Italia infine ha recepito integralmente le direttive europee,con l’abrogazione di precedenti leggi italiane non conformi alle norme UE, con la Legge161/2014, art.14, esecutiva a partire da 12 mesi dalla pubblicazione, ossia dal 24 novembre 2015.

In sintesi sarà  necessario garantire alla Dirigenza sanitaria quanto segue(vincolante da 24-11-2015):

1- riposo giornaliero minimo pari a 11 ore consecutive nell’arco di 24 ore;
2- Il tempo di lavoro massimo settimanale non deve essere superiore a 48 ore, compresi anche le quote di lavoro straordinario
3- Per ogni periodo di sette giorni il lavoratore deve beneficiare di un periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore,di regola la domenica, a cui si sommano le 11 di riposo giornaliero del giorno lavorativo precedente; è consentito differire il riposo settimanale al massimo su di un periodo di 14 giorni

Questa legge avrà , come è facile intuire, pesanti ricadute sull’organizzazione del lavoro e soluzioni dell’ultima ora sono difficilmente prevedibili sia perché tutti i sindacati medici sono favorevoli all’applicazione integrale della legge, sia a causa della presa di posizione del mondo politico, Ministro della Salute in testa, che invita le Regioni e le Aziende ad attenersi scrupolosamente alla legge 161.

In questi giorni si sono succeduti incontri a livello delle diverse Regioni e, a livello nazionale,tra ARAN e sindacati medici, a cui è stato sottoposto un Atto di indirizzo della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome con lo scopo in prima istanza di prorogare di alcuni mesi l’entrata in vigore della legge e secondariamente di concordare delle deroghe sui punti sopra menzionati.( Atto di indirizzo attuazione legge 161/2014,scaricabile da internet e datato 5 novembre 2015).

La risposta dei sindacati è stata negativa sia per quanto riguarda eventuali proroghe, sia in merito alle deroghe contenute nel documento, manifestando esclusivamente una disponibilità  ad un approfondimento a valenza contrattuale che ovviamente richiederebbe tempi molto più lunghi.

Alcune Regioni (Veneto e Piemonte ) stanno provvedendo in queste ore a deliberare in merito, considerando l’Atto di Indirizzo della Conferenza delle Regioni valido a tutti gli effetti, anche se le organizzazioni sindacali già  minacciano di impugnare tali delibere in quanto ritengono che la legge possa subire delle modificazioni solo a livello nazionale e non decentrato (Regionale o Aziendale).

Tale Atto peraltro attenuerebbe solo gli effetti della legge intervenendo sulla durata del riposo prima di un turno di guardia, giustificando riposi inferiori alle 11 ore in presenza di eventi eccezionali, definendo le modalità  di computo del riposo dopo le ore lavorate in pronta disponibilità  tenendo presente che tali attività  sospendono e non interrompono il riposo, elevando da quattro a sei mesi-un anno il limite previsto come periodo di riferimento per il calcolo della durata media di 48 ore settimanali massime dell’orario di lavoro, per citare solo gli aspetti più significativi.

In ogni caso dal 25 novembre 2015 le Aziende dovranno adeguarsi alla normativa ed il mancato rispetto della legge ricadrà  oltre che sulle Direzioni Aziendali, direttamente sui Direttori di Struttura che non avranno provveduto a uniformare i turni di lavoro alla legge vigente e sono previste sanzioni economiche che possono variare da 100 a 3000 euro in base al numero dei lavoratori coinvolti e dei periodi in cui la violazione è avvenuta.

Inoltre occorre valutare le possibili conseguenze assicurative, in quanto le assicurazioni che coprono il rischio professionale per le Aziende, in caso di incidente medico con evento avverso potrebbero non garantire la copertura di tale evento se perpetrato in condizioni di franca violazione della legge 161, con ulteriore possibile rivalsa della Corte dei Conti su coloro che abbiano disposto direttamente o indirettamente la suddetta violazione di legge ( leggasi i Direttori di Struttura!).

E’ del tutto evidente che siamo di fronte ad una situazione che definire difficile è riduttivo soprattutto per Specialità  Chirurgiche come la nostra che non ha organici corposi, che come tutti risente di anni di blocco del turn-over e che ha raggiunto livelli di specificità  tali,soprattutto nella gestione dell’emergenza-urgenza vascolare, da rendere estremamente complessa qualsiasi ipotesi, che già  sta circolando nelle diverse realtà , di sinergia o peggio di fusione con la chirurgia generale, cardiaca o toracica .

Ci chiediamo tutti come abbiamo fatto ad arrivare ad una situazione come questa senza aver messo in atto per tempo i dovuti correttivi e le spiegazioni potrebbero essere tante a partire da una nostra colpevole sottovalutazione della legge, ma credo , e questa è la mia personale opinione, che la 161/2014 faccia gioco a molti consentendo di mettere mano, in maniera più o meno indiscriminata, ad accorpamenti di strutture, chiusure di ospedali o altri provvedimenti strutturali ed organizzativi che nessuno aveva avuto la forza di fare fino ad oggi.

Approfitto di questa occasione per invitare tutti Voi a portare il proprio contributo, anche rispondendo in questo Blog, sull’argomento anche riferendo di quali provvedimenti si stiano adottando nelle diverse realtà  del Paese per far fronte alla scadenza del 24 novembre 2015.

Flavio Peinetti

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