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Piano Industria 4.0

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Post di Gaetano Lanza

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Dal Corriere della Sera, 22 settembre 2016.

Il piano del Governo per Industria 4.0 è stato presentato ieri, 21 settembre a Milano dal Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Tredici miliardi di euro da investire da qui al 2020. Porterà le aziende italiane allo sviluppo economico, almeno nelle intenzioni del Governo. Vogliamo crederci. Ci si aspetta anche che si mobilitino in quattro anni investimenti aggiuntivi per 24 miliardi, di cui dieci già l’anno prossimo. La parola chiave sarà la digitalizzazione delle imprese, per farle diventare più snelle, più efficienti e più competitive, ma soprattutto più innovative. Ricerca e innovazione. Prevista la proroga del superammortamento per le imprese previsto nella Legge di Stabilità 2016. Previste anche detrazioni fiscali per gli investimenti. Alle Università toccherà creare dei “competence center” dove si potranno sperimentare e promuovere le nuove tecnologie. I poli scelti per ora sono i Politecnici di Milano, Torino e Bari, gli Atenei di Bologna e Napoli, la Scuola Superiore di Pisa e gli Atenei del Veneto consorziati. Ci saranno poi dei “digital innovation hub” sparsi sul territorio nazionali. Comunque non più fondi messi a bando su precisi obbiettivi.

Sapete cosa ho sognato? Semplice no? La SICVE 4.0, come una nuova impresa 4.0. Con le sue belle parole chiave: ricerca, innovazione, efficienza, competitività, investimenti, digitalizzazione. Persino le Università come “competence center” e gli Ospedali “digital innovation hub” sul territorio nazionale.

Ma stavo solo sognando e nei sogni, si sa, l’immaginazione viaggia libera, caotica, confusa, inconscia, irreale, irrealizzabile, incredibile, insensata, come descrive Freud. Eppure Freud ha dato senso ai nostri sogni, scoprendo il razionale nell’irrazionale.

Stavo solo sognando. La SICVE non è un’impresa. O sì ?

 Il Ministro Carlo Calenda

Il Ministro Carlo Calenda

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Post di Gaetano Lanza

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Dal Corriere della Sera, 22 settembre 2016.

Il piano del Governo per Industria 4.0 è stato presentato ieri, 21 settembre a Milano dal Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Tredici miliardi di euro da investire da qui al 2020. Porterà le aziende italiane allo sviluppo economico, almeno nelle intenzioni del Governo. Vogliamo crederci. Ci si aspetta anche che si mobilitino in quattro anni investimenti aggiuntivi per 24 miliardi, di cui dieci già l’anno prossimo. La parola chiave sarà la digitalizzazione delle imprese, per farle diventare più snelle, più efficienti e più competitive, ma soprattutto più innovative. Ricerca e innovazione. Prevista la proroga del superammortamento per le imprese previsto nella Legge di Stabilità 2016. Previste anche detrazioni fiscali per gli investimenti. Alle Università toccherà creare dei “competence center” dove si potranno sperimentare e promuovere le nuove tecnologie. I poli scelti per ora sono i Politecnici di Milano, Torino e Bari, gli Atenei di Bologna e Napoli, la Scuola Superiore di Pisa e gli Atenei del Veneto consorziati. Ci saranno poi dei “digital innovation hub” sparsi sul territorio nazionali. Comunque non più fondi messi a bando su precisi obbiettivi.

Sapete cosa ho sognato? Semplice no? La SICVE 4.0, come una nuova impresa 4.0. Con le sue belle parole chiave: ricerca, innovazione, efficienza, competitività, investimenti, digitalizzazione. Persino le Università come “competence center” e gli Ospedali “digital innovation hub” sul territorio nazionale.

Ma stavo solo sognando e nei sogni, si sa, l’immaginazione viaggia libera, caotica, confusa, inconscia, irreale, irrealizzabile, incredibile, insensata, come descrive Freud. Eppure Freud ha dato senso ai nostri sogni, scoprendo il razionale nell’irrazionale.

Stavo solo sognando. La SICVE non è un’impresa. O sì ?

 Il Ministro Carlo Calenda

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