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Rimborsi a ex specializzandi. Nuvole all’orizzonte

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Post di Gaetano Lanza

 

Il famoso Ddl 2400 che prevede l’accordo tra lo Stato e gli specialisti ’78-2006 rischierebbe seriamente uno stop. Molti, compresa Consulcesi, avevano espresso pareri favorevoli all’indennizzo “governativo” transattivo proposto nel testo, ma adesso esprimono diverse perplessità sulle ultime modifiche proposte e soprattutto sull fatto che si preannunciano tempi lunghi di discussione  e quindi minaccia dei termini di prescrizione. Non abbiamo la percezione che vi sia una forte volontà ad approvare questo provvedimento in tempi rapidi ma stiamo facendo di tutto per offrire soluzioni alla vertenza” – così si è recentemente espressa la senatrice della Commissione Sanità Nerina Dirindin.

I nuovi indirizzi della Commissione Sanità tendono a restringere la platea dei beneficiari ai soli immatricolati  ‘83-‘91, per i quali la direttiva UE impone l’adeguamento, e non al gruppo ‘93-‘06 e nemmeno agli immatricolati ante-‘83 che, per gli anni dall’83 in poi, potrebbero anch’essi essere rimborsati, secondo una sentenza della Cassazione .
In merito alle categorie quindi “escludibili” (per le quali però ci sono anche emendamenti che aprono alcune speranze) -prosegue la senatrice – “ci siamo attenuti alle indicazioni della direttiva UE, sottolineando l’urgenza di chiudere il capitolo degli ex specializzandi del periodo ‘83-‘91. In particolare, il gruppo ‘93-‘06 è tutelato da leggi e sentenze specifiche….. vorremmo offrire una soluzione rapida, capace di tutelare tutti gli ex-specializzandi interessati dalla direttiva UE, indipendentemente che abbiano fatto ricorso o meno alla Magistratura”
Un ultimo emendamento a firma Dirindin- Granaiola propone gli indennizzi a 7 mila euro annui per tutti gli aventi diritto.

Ma iI vero timore, il nuvolone minaccioso all’orizzonte, sarebbe relativo proprio ai lunghi tempi di approvazione della legge per cui potrebbero subentrare i termini di prescrizione. Cosa vuol dire?

Nello specifico, la prescrizione del diritto è iniziata a decorrere dal 20 ottobre 2007, data in cui l’obbligo di attuare la direttiva UE è cessato. Pertanto, il termine decennale di prescrizione scadrebbe il prossimo 20 ottobre 2017, che è già domani. E’ bene però precisare che per il gruppo ‘93-‘06, per il quale manca ad oggi una norma attuativa che regolarizzi la loro situazione, è probabile che la prescrizione non sia ancora iniziata a decorrere.

Intanto sappiamo, ed a tutti noto, che alcuni ex specializzandi immatricolati nel periodo ’83-’91 che hanno fatto ricorso hanno ottenuto il rimborso. Siamo contenti per loro.

Nel frattempo con un comunicato all’AdnKronos Salute dell’ 8 febbraio il Codacons, Associazione Consumatori, che ha avviato una serie di ricorsi collettivi, ottenendo finora (pare) oltre 100 milioni di euro di indennizzi complessivi per circa 3.000 camici bianchi ha diramato un annuncio secondo il quale ” i medici italiani che hanno frequentato i corsi di specializzazione tra gli anni 1991/92 e 2005/06 devono attivarsi entro il 7 marzo per recuperare le retribuzioni non corrisposte dallo Stato; dopo questa data scatterà infatti la prescrizione. ” Ciò sembrerebbe in contrasto con quanto abbiamo scritto sopra.

Insomma ancora grande è purtroppo l’incertezza, la confusione sotto il cielo, dove si affacciano nuvole nere all’orizzonte, quelle solite della politica del nostro Bel Paese.

Rimborsi a ex specializzandi. Nuvole all’orizzonte

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Post di Gaetano Lanza

 

Il famoso Ddl 2400 che prevede l’accordo tra lo Stato e gli specialisti ’78-2006 rischierebbe seriamente uno stop. Molti, compresa Consulcesi, avevano espresso pareri favorevoli all’indennizzo “governativo” transattivo proposto nel testo, ma adesso esprimono diverse perplessità sulle ultime modifiche proposte e soprattutto sull fatto che si preannunciano tempi lunghi di discussione  e quindi minaccia dei termini di prescrizione. Non abbiamo la percezione che vi sia una forte volontà ad approvare questo provvedimento in tempi rapidi ma stiamo facendo di tutto per offrire soluzioni alla vertenza” – così si è recentemente espressa la senatrice della Commissione Sanità Nerina Dirindin.

I nuovi indirizzi della Commissione Sanità tendono a restringere la platea dei beneficiari ai soli immatricolati  ‘83-‘91, per i quali la direttiva UE impone l’adeguamento, e non al gruppo ‘93-‘06 e nemmeno agli immatricolati ante-‘83 che, per gli anni dall’83 in poi, potrebbero anch’essi essere rimborsati, secondo una sentenza della Cassazione .
In merito alle categorie quindi “escludibili” (per le quali però ci sono anche emendamenti che aprono alcune speranze) -prosegue la senatrice – “ci siamo attenuti alle indicazioni della direttiva UE, sottolineando l’urgenza di chiudere il capitolo degli ex specializzandi del periodo ‘83-‘91. In particolare, il gruppo ‘93-‘06 è tutelato da leggi e sentenze specifiche….. vorremmo offrire una soluzione rapida, capace di tutelare tutti gli ex-specializzandi interessati dalla direttiva UE, indipendentemente che abbiano fatto ricorso o meno alla Magistratura”
Un ultimo emendamento a firma Dirindin- Granaiola propone gli indennizzi a 7 mila euro annui per tutti gli aventi diritto.

Ma iI vero timore, il nuvolone minaccioso all’orizzonte, sarebbe relativo proprio ai lunghi tempi di approvazione della legge per cui potrebbero subentrare i termini di prescrizione. Cosa vuol dire?

Nello specifico, la prescrizione del diritto è iniziata a decorrere dal 20 ottobre 2007, data in cui l’obbligo di attuare la direttiva UE è cessato. Pertanto, il termine decennale di prescrizione scadrebbe il prossimo 20 ottobre 2017, che è già domani. E’ bene però precisare che per il gruppo ‘93-‘06, per il quale manca ad oggi una norma attuativa che regolarizzi la loro situazione, è probabile che la prescrizione non sia ancora iniziata a decorrere.

Intanto sappiamo, ed a tutti noto, che alcuni ex specializzandi immatricolati nel periodo ’83-’91 che hanno fatto ricorso hanno ottenuto il rimborso. Siamo contenti per loro.

Nel frattempo con un comunicato all’AdnKronos Salute dell’ 8 febbraio il Codacons, Associazione Consumatori, che ha avviato una serie di ricorsi collettivi, ottenendo finora (pare) oltre 100 milioni di euro di indennizzi complessivi per circa 3.000 camici bianchi ha diramato un annuncio secondo il quale ” i medici italiani che hanno frequentato i corsi di specializzazione tra gli anni 1991/92 e 2005/06 devono attivarsi entro il 7 marzo per recuperare le retribuzioni non corrisposte dallo Stato; dopo questa data scatterà infatti la prescrizione. ” Ciò sembrerebbe in contrasto con quanto abbiamo scritto sopra.

Insomma ancora grande è purtroppo l’incertezza, la confusione sotto il cielo, dove si affacciano nuvole nere all’orizzonte, quelle solite della politica del nostro Bel Paese.

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