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Serve cautela, intelligenza colletiva e piu’ assistenza sul territorio. Post di Gaetano Lanza.

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Serve cautela, afferma in sostanza il Presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro, sia nell’interpretazione delle curve epidemiologiche COVID di questi giorni, sia per indicare formule di ripartenza e di progressivo sblocco del lockdown.

Facciamo nostro anche l’articolo pubblicato su Quotidiano Sanitá del 17 aprile da Grazia Labate, ricercatrice in economia sanitaria già sottosegretaria alla Sanità. La ricercatrice fa riferimento all’economista americano Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia: “Attenti a riaprire prima del tempo le attività economiche. Non solo potrebbe provocare più morti, ma anche un crollo dell’economia peggiore del previsto”. L’avvertimento è rivolto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma vale per tutti i Governi. “Meglio tenere le imprese chiuse più a lungo piuttosto che riaprirle prematuramente”, aggiunge Krugman. L’economista porta come esempio la pandemia influenzale di un secolo fa, la Spagnola del 1918. “Le città che fecero più  distanziamento sociale e lo lasciarono in vigore per più tempo, non solo ebbero meno morti, ma fecero meglio dal punto di vista della ripresa economica. Tutto in questo momento dice che non è l’ora di preoccuparsi del Pil e dei dollari. Quello che serve ora è dare soccorso alle aree più colpite e aiutare la gente che non ha più un reddito, e lo dobbiamo fare finché è necessario”.  Scott Gottlieb, funzionario di Trump, d’altra parte ha riferito alla CBS News: “ Possiamo iniziare a considerare la potenziale riapertura del paese o a maggio o a giugno.  Ma sarà un processo lento, vogliamo farlo gradualmente e vogliamo valutare lungo il percorso per essere sicuri che, tornando al lavoro, non si verifichi un picco di nuovi casi”.

Sappiamo che l’unico antidoto valido al virus é il vaccino, ma per averlo a disposizione ci vogliono mesi.

L’esperienza cinese ci insegna che il distanziamento sociale e tutte le misure prese finora sortiscono buoni effetti nel limitare di molto e quasi azzerare il contagio, ma la ripartenza sociale impone seri problemi. Fanno impressione i plexiglass tra un cliente e l’altro ai ristoranti in Cina o quelli che alcuni lidi progettano per la prossima estate al mare. Tutti si chiedono come garantire la sicurezza nei vari ambienti di lavoro che devono comunque ripartire. Se lo chiedono anche il Governo centrale e i Governatori regionali in queste ore e sono tutti d’accordo che occorre investire in ricerca, sviluppo, innovazione e sopratutto assistenza, soprattutto nel territorio, a partire dai dipartimenti di prevenzione a tutela della salute pubblica. Ma nessuno sembra avere le idee chiare su cosa fare. Il nostro Governo e le Commissioni speciali sono a lavoro per cercare di far ripartire l’economia a seconda di compartimenti individuati e suddivisi per prioritá di servizio e per fasce di rischio del personale, tutelandone al massimo la prevenzione.
A proposito di prevenzione l’igiene delle mani, ricorda Grazia Labate, è un elemento fondamentale, come sottolinea anche l’OMS, che il prossimo 5 maggio promuoverá la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani.

“Fare meglio con meno” e “scegliere con saggezza- choosing wisely”  sono non solo slogan ma nuove abitudini che impareremo tutti a osservare se vogliamo sopravvivere al killer silenzioso e devastante, cercando di modificare il paradigma della nostra esistenza moderna che fino a solo pochi mesi fa ha esasperato la frenesia, il consumismo sfrenato, la globalizzazione incontrollata e il culto del superfluo e dell’effimero.  Se qualcosa ci insegnerá mai questa triste esperienza, sará la rivalutazione di alcuni valori che abbiamo trascurato e dobbiamo recuperare. Lo affermano i sociologi.

Intanto l’impressione di questi giorni é che si vada in ordine sparso e che ci sia divisione o scarsa unione tra Paesi, Regioni e persino tra singole comunitá cittadine. Analizziamo cosa dichiarano i leader e Presidenti dei vari Paesi, ma anche i nostri Governatori regionali che preannunciano alcuni di loro misure di aperture parziali e altri di conseguenza prolungamenti del lockdown come contromisura. Ma vediamo anche alcuni comuni di uno stesso territorio che si regolano diversamente con singole iniziative poco omogenee.

Forse mai come ora serve scienza e coscienza, in altri termini intelligenza collettiva planetaria.

E a proposito di intelligenza collettiva sarebbe pronta a partire anche in Italia l’intelligenza artificiale mediante applicazione (APP Immuni) da poter scaricare sui propri telefonini per il tracciamento dei contatti in Fase 2.

Il Dg dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nella sua ormai consueta conferenza stampa sull’emergenza da Covid 19 è tornato anche sull’allentamento delle misure di lockdown: “Le misure di controllo devono essere revocate lentamente. Non può accadere tutto in una volta. Le misure di controllo possono essere revocate solo se sono in atto le giuste misure di sanità pubblica, compresa una significativa capacità di tracciare i casi”.                                                                                                                    Ma come si fa a non essere d’accordo ? Ma come si fa in pratica ?
Questi sono i sei punti della nuova road map messa a punto dall’Oms per poter avviare un progressivo allentamento del lockdown:
1. Avere la certezza che la catena della trasmissione sia sotto controllo;
2. Che il sistema sanitario sia attrezzato per rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso e rintracciare ogni contatto;
3. Che i rischi di epidemia siano ridotti al minimo in contesti speciali come le strutture sanitarie e residenze sanitarie;
4. Che siano in atto misure idonee per la prevenzione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli altri luoghi frequentati dalla gente;

5. Capacità di gestire i rischi di ritorno di casi importati;
6. Che la comunità sia pienamente informata e consapevole di dover adottare misure e stili di vita diversi e utili alla prevenzione del contagio.

Intanto naviga su Facebook la seguente petizione, che potremmo sottoscrivere anche noi.

A nome del Gruppo Medici Italiani Covid19

Al Ministro della Salute on. Speranza
Ai Governatori di tutte le Regioni
Al presidente della FNOMCEO dott. Filippo Anelli
Ai Presidenti Federali degli Ordini dei Medici Regionali.

Siamo un gruppo di circa 100.000 Medici, di tutte le specialità e di tutti i servizi territoriali e ospedalieri sparsi per tutta Italia, nato in occasione di questa epidemia, che da quasi 2 mesi ormai, sta scambiando informazioni sull’insorgenza della malattia causata dal Coronavirus, sul come contenerla, sul come fare , a chi rivolgersi, come orientare la terapia, come e quando trattarla, e siamo pressoché giunti alle stesse conclusioni : i pazienti vanno trattati il più presto possibile sul territorio, prima che si instauri la malattia vera e propria, ossia la polmonite interstiziale bilaterale, che quasi sempre porta il paziente in Rianimazione.
Dagli scambi intercorsi e dalla letteratura mondiale, si è arrivati a capire probabilmente la patogenesi di questa polmonite, con una cascata infiammatoria scatenata dal virus attraverso l’ iperstimolazione di citochine, che diventano tossiche per l’organismo e che aggrediscono tutti i tessuti anche vascolari, provocando fenomeni trombotici e vasculite dei diversi distretti corporei, che a loro volta sono responsabili del quadro variegato di sintomi descritti.

I vari appelli finora promossi da vari Organismi e Organizzazioni sindacali, che noi abbiamo condiviso appieno, sono stati rivolti a chiedere i tamponi per il personale sanitario, a chiedere i dispositivi di sicurezza per tutti gli operatori, che spesso hanno sacrificato la loro vita, pur di dare una risposta ai pazienti, non si sono tirati indietro, nessuno.
Proprio per non vanificare l’abnegazione di medici e personale sanitario, oltre ai 1 )Dispositivi di Protezione e ai 2) Tamponi, chiediamo di 3)Rafforzare il Territorio , vero punto debole del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità per squadre speciali, nel decreto ministeriale del 10 Marzo, definite 4)USCA-Unitá Speciali Continuitá Assistenziali, di essere attivate immediatamente in tutte le Regioni, in maniera omogenea, senza eccessiva burocrazia, avvalendosi dell’esperienza di noi tutti nel trattare precocemente i pazienti, anche con terapie off label, alcune delle quali peraltro già autorizzate dall’ AIFA.
Siamo giunti alla conclusione che il trattamento precoce può fermare il decorso dell’infezione verso la malattia conclamata e quindi arginare, fino a sconfiggere l’epidemia.
Il riconoscimento dei primi sintomi , anche con tamponi negativi ( come abbiamo avuto modo di constatare nel 30% dei casi) è di pura pertinenza Clinica, e pertanto chiediamo di mettere a frutto le nostre esperienze cliniche, senza ostacoli burocratici nel prescrivere farmaci, tamponi, Rx e/o TC, ecografia polmonare anche a domicilio, emogasanalisi, tutte cose che vanno a supportare la Clinica, ma che non la sostituiscono.
Lo chiediamo, indipendentemente dagli schieramenti politici e/o da posizioni sindacali , lo chiediamo come Medici che desiderano ed esigono di svolgere il proprio ruolo attivamente e al meglio, dando un contributo alla collettività nell’interesse di tutti.
Lo chiediamo perché tutti gli sforzi fatti finora col distanziamento sociale, non vadano perduti, paventando una seconda ondata di ricoveri d’urgenza dei pazienti tenuti in sorveglianza attiva per 10-15 giorni, ma che non sono stati visitati e valutati clinicamente e che ancora sono in attesa di tamponi.
La mappatura di questi pazienti, asintomatici o paucisintomatici, e di tutti i familiari dei casi conclamati è oltremodo indispensabile per non incorrere in un circolo vizioso, con ondate di ritorno dei contagi appena finirà il ” lock down”.

E mentre scriviamo apprendiamo che AIFA, a seguito dei risultati emersi da test condotti in vitro e sui malati in Cina, autorizza lo studio INHIXA-COVID19, che in 14 centri italiani valuterà sicurezza ed efficacia di enoxaparina sodica nel contrastare il virus SARS-CoV-2. Techdow Pharma fornirà gratuitamente il farmaco.

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