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TIA diversi, pari dignità

by / / Archivio, avviso pubblico, Blog

Post di Gaetano Lanza.

 

Da tempo i neurologi lo dicono e lo pubblicano. C’è TIA e TIA. Hanno inventato uno score apposito siglandolo ABCD2, anzi 3, anzi 3I negli ultimi tempi. Fiumi di pubblicazioni per questa sigla e questo punteggio.

A sta per Age > 60 anni, B per Blood pressure >140/80, C per Clinical feature, D per Duration > 60 min, D per Diabetes mellitus, D per Dual TIA, I per Imaging positivo. Per chi ne vuole sapere di più si allega pubblicazione.

ABCD3 score

Non è solo una classificazione fine a se stessa. Più il punteggio ABCD è alto, più il TIA merita di essere indagato velocemente. La letteratura è abbastanza d’accordo sul punteggio di 4 come cut off sopra il quale il TIA dovrebbe essere indagato d’urgenza. Una recente pubblicazione su NEJM del gruppo di Amarenco, che più di altri ha studiato questi aspetti e che ha curato il TIA Registry, con base a Parigi, dove è stato realizzato il Progetto SOS TIA Clinics, ha dimostrato inequivocabilmente le impennate di curve di ricorrenza di Stroke proporzionali al punteggio ABCD2 con curva piuttosto bassa a punteggio 1-3.

A sfatare questo mito del punteggio ABCD ha provveduto un recente report presentato prima di quest’estate all’European Stroke Conference tenutosi a Venezia. Ricercatori del Croydon University Hospital hanno riportato i risultati di uno studio retrospettivo su 571 pazienti. Il punteggio ABCD2 ha mostrato una sensitività di 0.62 (95% CI 0.52-0.73) e una specificità di 0.45 (95% CI 0.32-0.61) come fattore predittivo di stroke ricorrente. Piuttosto basse.

La conclusione di questo studio? Il punteggio ABCD2, comunemente usato nel triage in UK e Francia e che molti in Italia vogliono introdurre e hanno in parte introdotto, non sembra essere così utile per stratificare il rischio del TIA. Sarebbe quindi consigliabile che ogni TIA, indipendentemente dal suo punteggio dovrebbe essere indagato appena possibile e comunque entro le 24 ore.

Ovviamente serviranno altri studi di validazione del punteggio e non possiamo accontentarci di questo soltanto.

Però intanto togliamoci un sassolino dalla scarpa. A dire il vero, da tempo noi chirurghi vascolari concordiamo con i ricercatori del Croydon University Hospital.

TIA diversi, pari dignità

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Post di Gaetano Lanza.

 

Da tempo i neurologi lo dicono e lo pubblicano. C’è TIA e TIA. Hanno inventato uno score apposito siglandolo ABCD2, anzi 3, anzi 3I negli ultimi tempi. Fiumi di pubblicazioni per questa sigla e questo punteggio.

A sta per Age > 60 anni, B per Blood pressure >140/80, C per Clinical feature, D per Duration > 60 min, D per Diabetes mellitus, D per Dual TIA, I per Imaging positivo. Per chi ne vuole sapere di più si allega pubblicazione.

ABCD3 score

Non è solo una classificazione fine a se stessa. Più il punteggio ABCD è alto, più il TIA merita di essere indagato velocemente. La letteratura è abbastanza d’accordo sul punteggio di 4 come cut off sopra il quale il TIA dovrebbe essere indagato d’urgenza. Una recente pubblicazione su NEJM del gruppo di Amarenco, che più di altri ha studiato questi aspetti e che ha curato il TIA Registry, con base a Parigi, dove è stato realizzato il Progetto SOS TIA Clinics, ha dimostrato inequivocabilmente le impennate di curve di ricorrenza di Stroke proporzionali al punteggio ABCD2 con curva piuttosto bassa a punteggio 1-3.

A sfatare questo mito del punteggio ABCD ha provveduto un recente report presentato prima di quest’estate all’European Stroke Conference tenutosi a Venezia. Ricercatori del Croydon University Hospital hanno riportato i risultati di uno studio retrospettivo su 571 pazienti. Il punteggio ABCD2 ha mostrato una sensitività di 0.62 (95% CI 0.52-0.73) e una specificità di 0.45 (95% CI 0.32-0.61) come fattore predittivo di stroke ricorrente. Piuttosto basse.

La conclusione di questo studio? Il punteggio ABCD2, comunemente usato nel triage in UK e Francia e che molti in Italia vogliono introdurre e hanno in parte introdotto, non sembra essere così utile per stratificare il rischio del TIA. Sarebbe quindi consigliabile che ogni TIA, indipendentemente dal suo punteggio dovrebbe essere indagato appena possibile e comunque entro le 24 ore.

Ovviamente serviranno altri studi di validazione del punteggio e non possiamo accontentarci di questo soltanto.

Però intanto togliamoci un sassolino dalla scarpa. A dire il vero, da tempo noi chirurghi vascolari concordiamo con i ricercatori del Croydon University Hospital.

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